Perdersi nei musei

Il tema delle interfacce e dell’usabilità è un mio pallino, ed è stato anche il mio vero  “passaporto cognitivo” per passare dalla filosofia alla professione che svolgo oggi (quale? Come sempre più spesso capita, il nome non è ancora stato definito). E ovvio che ci sia affezionato.

Ogni volta che trovo nuove soluzioni web, quindi, il mio occhio passa spesso dai contenuti al design. Oggi, grazie a una notizia di Punto informatico, sono approdato al sito del Museo del design di Londra, e da lì mi sono perso in altri siti di musei nel Mondo. Che ne dite? Bello eh? Niente Flash, niente colori strani o composizioni pirotecniche, solo grandi  foto che intersecano i testi.

Ok, e gli altri? Beh, Anche il sito del Centre Pompidou di Parigi esprime uno stile strano e trasgressivo: ogni pagina è fatta come se fosse un  manifesto da strada, con grandi caratteri nero su bianco a metà strada tra il volantino e le locandine dei vecchi film (come in questa pagina) .

Il MOMA di New York utilizza invece una struttura molto più canonica, con un uso di Flash moderato nella parte superiore. Il sito riesce ad esprimere eleganza e raffinatezza, per una mole di contenuti decisamente superiore al primo. Peccato per il layout e i caratteri bloccati e non modificabili.

Comunque, al di là delle differenze, tutti hanno un design molto attento ai contenuti, e le loro home page sono piene di richiami e scorciatiorie verso le informazioni più “calde” e i punti strategici.

E l’italia? Eccoci qui.