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Feb
10

I problemi della “prima volta”…

Oggi, ennesima riunione riguardante l’implementazione di una nuova sezione intranet, per cercare (è il mio lavoro) di “allargare le famiglia”. Essendo la prima (purtroppo, credo, di una lunga serie) ed essendo il “gruppo di lavoro” assai vasto e composito, sono emerse le consuete obiezioni della “prima volta”. Le elenco in ordine sparso:

  1. Per funzionare deve esserci un input dal “Capo Supremo”!
  2. Da noi manca la cultura della comunicazione (solo da voi? Ndr.)
  3. Ma come facciamo a riunire insieme tutti i pezzettini, siamo tante “parrocchiette”
  4. Ci sono gli obiettivi da raggiungere e c’è poco tempo per comunicare
  5. I nostri capi dovrebbero fare corsi sulla comunicazione (sic!)

Proverò a rispondere sinteticamente a ciascun punto, ben sapendo che dovremo tornarci sopra ancora, e ancora, e ancora…

  1. La Sponsorship. Il capo supremo può anche darvi l’input, ma state pur tranquilli che dopo sarete ESATTAMENTE allo stesso punto. Cominciate a organizzarvi, perché dopo la benedizione e gli auguri di buon lavoro sarete comunque voi a occuparvi della cosa. Con, in aggiunta, il fiato del Capo Supremo sul collo. (brrr…)
  2. Manca la cultura della comunicazione. E meno male!!! La famosa “cultura della comunicazione” di cui si vagheggia ha a che vedere, nell’immaginario, con un misto tra le tecniche di marketing, il broadcast pubblicitario e i comunicati stampa. Qualcosa di cui i dipendenti non hanno mai mostrato “andare pazzi”. Se questa cosa da voi manca, beh, siete molto, molto avanti…
  3. I pezzi che mancano. Non è necessario riunire tutti i pezzettini. Credetemi. E’ un falso problema. Cominciate con i pezzettini che avete, gli altri arriveranno (avrei voluto aggiungere “e voi ne siete una prova vivente…”).
  4. Pensiamo agli obiettivi. E voi come li raggiungete gli obiettivi? Credete che nelle aziende di oggi sia possibile raggiungere gli obiettivi senza comunicare efficacemente? Credete che la comunicazione non entri nei processi operativi? Ma voi di cosa vi occupate esattamente? Provate a stare senza mail per una settimana…
  5. I capi non sanno comunicare. Parafrasando un presidente americano, (che non ricordo,) direi: non domandatevi cosa la comunicazione può fare per voi, ma cosa voi potete fare per migliorarla. La comunicazione è troppo importante per lasciarla fare (solo) ai capi, e non c’è corso che tenga.

Ecco, l’ho detto…

3 Commenti

  1. tolli ha detto:

    Era Kennedy, naturalmente, un grande comunicatore, dopo, solo Clinton ma noi lo ricordiamo per altro….

  2. 02068449 ha detto:

    ah, ecco… :-)

  3. Florianopolis ha detto:

    Grazie dei preziosi consigli bonsai! Ti leggo volentieri per la prima volta e spero che questo sia solo l’inizio di un bel viaggio all’interno di un mondo che mi si schiude con ampi margini di prospettiva. Mi sono laureata in filosofia nel 2004 con una tesi in cui oltre discutere della pedagogia nel teatro e di formazione per formatori, mi interrogavo su quali potenzialità si sarebbero potute promuovere in ambito educazionale attraverso la rete. Un fiume in piena sono state le diverse risposte che ho scoperto solo col tempo, come puoi immaginare. Tre mesi dopo la laurea comincio a collaborare con un ente di formazione, e lì imparo ad essere un tutor online e a realizzare presentazioni in powerpoint per la didattica. Perdo completamente la testa, perchè mi appassiona ciò che faccio e indi parto col naufragare nel dolce mare dell’e-learning. Ma purtroppo, come anche a catepol è successo, mi ritrovo senza un impiego fisso ma non per questo senza lavoro, e per fortuna just married con un ingegnere – chitarrista – coccolone, che è il mio più accanito fan. Oggi ho sostenuto ancora l’ennesima prova in un ufficio dove al profilarsi dell’utilizzo insano di una piattaforma, che ho stoicamente aperto per loro con misero login, tutti mi hanno guardato come fossi ET! Ti chiedo a questo punto: cosa possa fare per rivendicare la dignità di un profilo professionale guadagnato, col sudore della fronte, sul campo? Che percorsi intraprendere per cominciare a realizzarmi sul serio, in questo settore? Come fare a dimostrare che un filosofo è capace di insegnare in maniera trasversale, e far bene? Spero di non averti frullato i pensieri oltremodo e ti ringrazio per la comprensione. A presto!

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede