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Nov
24

Questioni di forma: un piccolo esperimento

Come forse sapete, mi capita (a dire il vero sempre più spesso) di tenere corsi sulla scrittura efficace in Rete. La questione ha molti aspetti e diverse sfumature (e in aula capita infatti di imbastire discussioni, anche accese, su questo o quel tema specifico): ad esempio la formattazione dei testi, che in rete ha un’importanza assai maggiore che sulla carta stampata, e tralascio la caterva di studi e opinioni autorevoli a supporto.

La questione è: i contenuti bastano a se stessi? c’è chi dice si, (ovvero: può essere scritto anche in Comics lampeggiante ma se mi interessa mi ci butto lo stesso con la bava alla bocca), c’è chi dice no (ovvero: nessun contenuto è così importante da farmi rischiare la vista e la salute mentale, e poi tanto sono sulla Grande Rete e troverò certamente un testo di uguale valore scritto in modo decente).

Il tema ha tuttora una sua importanza, visto che esistono ancora fior di testi, scritti in ambito universitario, di grande valore concettuale ma di pessimo valore comunicativo (le università sono purtroppo ancora preda di questa scissione tra una grande voglia di condividere il sapere e una pessima capacità di farlo).

Allora vi propongo un piccolo esperimento: aprite questo testo, segnalatomi da Livio (un mio allievo con uno spiccato senso dell’ironia e un piercing sul sopracciglio). Il testo vìola almeno una decina di regole per la formattazione delle pagine sul web. Lo leggereste comunque?

10 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Dal mio punto di vista, in senso assoluto, il testo è decisamente illeggibile. E così ho risposto al sondaggio.

    Voglio però aggiungere un’osservazione: in senso assoluto vuol dire in maniera teorica e del tutto svincolata da altri fattori . E nel mio caso sono proprio questi a fare la differenza.

    Se sotto l’orribile formattazione c’è un testo che mi è stato segnalato come illuminante da persona che stimo (Giacomo Mason) o se è lui l’autore, allora imprecando in maniera poco elegante cerco di leggerlo, (poi gliene dirò quattro alla prima occasione).

    In altri casi analoghi ho disperatamente cercato qualche scorciatoia come copiare e incollare il testo su un foglio di word con parametri più umani.

    In ogni altro caso ho rinunciato. D’altra parte non dispongo di una quantità di tempo illimitata e se non ho riferimenti certi, l’aspetto costituisce senz’altro un fattore decisivo. Così mi è accaduto di aver dato una rapida occhiata ad un testo e poi ritrovarmi ad averlo letto tutto solo perché di agevevole lettura.

  2. 02068449 ha detto:

    esatto. Non disponi di una quantità di tempo illimitata, è questo il fatto. Nessuno ne dispone!

    E in Rete il fattore “tempo” è determinante (molto di più del fattore “spazio”, che è invece essenziale nella carta stampata)

  3. utente anonimo ha detto:

    NO

    :-D

  4. utente anonimo ha detto:

    Wow, sono stato citato!

    Beh, nella mia carriera accademica, spesso mi sono trovato a leggere testi di grande spessore scientifico, pur se organizzati male.

    Spesso erano “copie” di documenti di altri formati non html copiati e incollati, che nella lettura online erano di certo difficoltosi ma che stampati (e c’è un nutrito numero di persone che, come me dopo l’operazione agli occhi, ha difficoltà a leggere sul web).

    Ok, mi si obietterà: fanne due copie, una per la stampa e una per la lettura online…

    Ma una fatta maluccio è meglio di nessuna, giusto?

    Poi ovvio, una pagina ben divisa in paragrafi, ben titolata, con un abstract, e gli ancoraggi, e tutto il resto, è meglio. Ma se fosse così scontato, Giacomo sarebbe senza lavoro e io nn potrei certo propormi come content manager!

    Per un mio articolo, ricordo, le uniche limitazioni che mi sono state imposte sono state a livello di formattazione: titoli, abstact, ancoraggi, frasi non troppo lunghe (assolutamente bandite nel gergo scientifico).

    Quindi, gli insegnamenti di Giacomo sono stati ben assimilati perché coerenti a un sistema di “organizzazione” che avevo a mie spese imparato.

    Tuttavia, ancora c’è molto da fare, e meno male, sennò rimango disoccupato a lungo! ;-)

    Livio (quello della segnalazione)

    PS: Giacomo, ma nn si dice “segnalatomi DA Livio??” :-P

  5. 02068449 ha detto:

    Esatto. C’è molto molto da fare…

    segnalami altri orrori: li rimettiamo in circolo…

  6. utente anonimo ha detto:

    copia incolla su un bel word, verdana 12, giustifica,

    se mi fido della fonte..

    sennò se nn vuoi farti leggere, perkè dovrei leggerti?

    Tesista

  7. 02068449 ha detto:

    Ok, tesista, ma è come dire: dovete fare voi (lettori) l’editing che dovrei fare io (autore).

    Prova a imporre questa richiesta ai clienti di un sito web, e vedi che cosa ti rispondono…

    :-)

  8. utente anonimo ha detto:

    Leggo il post di oggi (lunedì 28), decido di dare un’occhiata alla sitografia del sito di Cascioli. Mi attrae Hackerat, comunicazione semiotica e semiologia, proprio quel che mi interessa. Vediamo. Grande delusione: illeggibile, almeno per me. Clikkare per credere :http://www.hackerart.org/media.htm

    Ciao.

  9. 02068449 ha detto:

    vero, è terrificante e anche un po’ inquietante: marrone su nero con font 8 pt (inoltre una voce del menù parla di “Ramon Jacobson”: forse era il fratello messicano di Roman…

    :)))

    Perché perché perché tutto ciò?

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede