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Nov
16

Pratiche e piramidi

Mi rendo conto che faccio pubblicità, ma quando ci sono dei buoni contenuti è anche giusto dare visibilità alle aziende che li pubblicano (anche perché li pubblicano apposta…) E quindi vi segnalo questo articolo sulle “Comunità di pratica” (altri articoli interessanti li trovate qui).

Un assaggio:
“James Eucher, vice presidente della divisione ricerca e sviluppo della Nynex, incominciò a studiare queste comunità nel momento in cui si accorse che un gruppo di lavoratori della stessa azienda erano più veloci di altri nell’utilizzare le nuove tecnologie. Dallo studio risultò che il gruppo che impiegava più tempo era quello che non intratteneva alcuna comunicazione informale, a differenza dell’altro che in soli tre giorni, attraverso una reciproca condivisione di idee, aveva imparato e già impiegato il nuovo sistema tecnologico di amministrazione dei dati”.

Ne riparleremo (oh, se ne riparleremo). Queste cose sono più importanti di quanto appaiano: sono arciconvinto che chi si impadronirà di tecniche di implementazione e “coltivazione” delle comunità di pratiche, nei prossimi anni avrà tanto, ma tanto lavoro da fare. E forse questo concetto, così semplice e così potente, è la vera chiave per smontare dall’interno i vecchi modelli organizzativi e comunicativi piramidali tipo “Alcatraz”.  Ricordiamoci sempre che le piramidi erano delle tombe.

Sapete com’è, siccome sto laggendo questo libro e oggi sono un po’ invasato…

5 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Me lo consigli, tenendo presente che parto da zero su questo argomento?

    Barbi

  2. 02068449 ha detto:

    nessuno parte da zero…

    :-)

    cmq si

  3. Nonostantetutto ha detto:

    Caro Giacomo,

    non so se hai mai letto “la cattedrale e il bazar” il manifesto dei creatori di Linux.

    E’ un documento che gira anche libero in rete ed è l’articolo di Eric Steven Raymond “La cattedrale e il bazaar”, che è posibile leggere in libro grazie alla casa editrice Aogeo, un hacker che ci ha aiutato a comprendere la rivoluzione, anche organizzativa, che è dietro l’avvento di Linux un software (più precisamente un sistema operativo) che è stato costruito attraverso un modello:

    – spontaneo

    – collaborativo

    – paritetico (= non gerarichco)

    – competente

    – part-time

    – non retribuito

    Linux è considerato, dagli esperti, più stabile di altri software progettati nelle cattedrali che sono i luoghi deputati a fare le cose (Alcatrax?).

    Una grande metafora che ci aiuta a comprendere tante cose, circa una natura umana, che sulla rete diventa un po’ meno materialista è molto più efficiente … c’è di che riflettere, hai perfettamente ragione.

    Con stima.

    Rob.

  4. mariannaborella ha detto:

    giacomo con simpatia tu sei sempre un po’ invasato :)

    comunque ho deciso che finalmente scriverò quello che mi piace scrivere…è una bella notizia…o no?

  5. 02068449 ha detto:

    per te è una notizia bella, per noi è una notizia preoccupante (scherzo…)

    :-)))

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede