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Apr
20

Black list e gold list

I partecipanti (ovvero i dipendenti) ad un progetto intranet (specialmente nelle aziende di grandi dimensioni) non sono tutti uguali: alcuni partecipano in modo periferico, altri ci si buttano a capofitto; alcuni fanno interventi appropriati e interessanti, altri cazzeggiano e vanno fuori tema: alcuni sfornano prodotti “professionali”, altri contribuiscono con tanta buona volontà. Alcuni vogliono costruire, altri distruggere (anche se va detto che spesso i primi sono la stragrande maggioranza).

Spesso ci si concentra sulle procedure di controllo degli interventi negativi, raramente sulle procedurre per enfatizzare quelli positivi (sto pensando, ovviamente agli interventi nei forum e nelle bacheche, ma il discorso vale anche per l’uso distribuito della piattaforma editoriale e dei form di inserimento materiali).

Si possono, certo, creare sistemi di warning (avvisi alla redazione quando in un forum appaiono certe parole) e si possono creare “black list” che bandisno la partecipazione degli utenti più “inappropriati” (troll, flamers, cazzeggiatori vari ecc). SI possono anche creare sistemi come il “cartellino giallo” per avvisare l’untete che ha commesso delle inforazioni delle policy che non verranno tollerate ulteriromente.

Si può (e si deve) fare tutto questo, ma bisognerebbe, contemporaneamente, attivare procedure che enfatizzino le cose buone e produttive.

Come? Ad esempio creando una classifica degli utenti migliori e più attivi, assegnando loro un ruolo più “formale” all’interno di certi spazi della intranet o, addirittutrra, creando una “gold list” di untenti che, per i loro merito, godranno di maggiore autonomia sulla intranet.

Ecco una mail che avvisa un utente che è entrano nella “gold list”:

“La redazione della intranet ha ritenuto opportuno inserirti, da questo istante, nella “gold list” degli utenti che hanno inviato un gran numero di materiali di buona qualità e senza mai violare le policy.

Riteniamo il tuo contributo un bene prezioso per il futuro della nostra communty: da questo istante i tuoi materiali non vedranno più il visto della redazione ma, appena inviati, andranno direttamente online.

Cordiali saluti

La redazione “

2 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Apprezzo il contenuto dell’intervento, ma mi resta un dubbio che vorrei manifestrati. Non credi che in questo modo la redazione assuma un atteggiamento censorio nei confronti dei contributori? Certamente metti il dito nella piaga quando dici “Spesso ci si concentra sulle procedure di controllo degli interventi negativi, raramente sulle procedurre per enfatizzare quelli positivi”. Quando ho cominciato ad occuparmi di intranet sognavo infiammate riunioni di redazione, almeno una volta al mese. Ora mi preoccupa proprio questa idea: l’entusiasmo dei contributori mi pare tanto debole che solo l’annuncio di una policy li farebbe scomparire all’orizzonte. Ritieni che riunire frequentemente i principali referenti della intranet aziendale sia una soluzione, oppure credi che si tratti di un appesantimento burocratico incompatibile con l’immediatezza della comunicazione elettronica?

    Edm

  2. 02068449 ha detto:

    sono belle domande…:-))

    E’ una questione delicata. Allora: diciamo subito che la redazione ci deve stare su queste cose, non può eclissarsi: primo, perché deve promuovere un processo per sua natura “pigro”. secondo, perché se viene fuori il “pazzo” (e spesso viene fuori) ci va di mezzo lei oltre che al possibile rovina della community.

    La community non decolla? Questo è un altro discorso, e lì bisogna guardare i contenuti e i temi e naturalmente, avere pazienza e sollecitare, spingere, animare.

    Per esperienza so che non tutte le ciambelle riescono col buco, bisogna provare su più fronti e appoggiarsi, specie nella fase iniziale, su colleghi “fidati” che possano aiutare la community a svilupparsi.

    Le policy: non si tratta di atteggiamenti censori, per carità, ma un minimo di policy bisogna pur darle (tipo “non bestemmiate”, ecco cose così, specialmente all’inizio). e’ chiaro che va anche premiata la partecipazione (e il mio intervento alludeva proprio a quello) I casi critici poi si gestitscono.

    Riunioni periodiche di redazione allargata? OTTIMO!!! Io non la vedo come burocrazia, ma come momenti di progettazione condivisa e più riuscite a organizzarne meglio è (certo, non bisogna che siano gli unici momenti in cui si decide qualche cosa, se no si burocratizza veramente il tutto…).

    Insomma, specialmente all’inizio bisogna rompere il ghiaccio, coinvolgere più persone possibile e destreggiarsi tra estrema “apertura” e orecchie bene aperte….

    Provate a coinvolgere anche qualche mega-dirigente tra quelli “iulluminati” (ce ne sarà almeno uno…), chisssà che non si smuova qualche cosa…

    Non so, spero di averti in parte risposto, ciao e in bocca al lupo…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede