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Dic
5

Quando il Wiki interno lo deve usare la mamma

Questo articolo, scritto da un dipendente, racconta come stanno andando le cose con il il wiki della Janssen-Cilag, di cui si è parlato recentemente.

Leggetelo con attenzione, perché racconta in prima persona i problemi e le sfide che si trova ad affrontare un’organizzazione reale alle prese con un sistema ad alto tasso di apertura e collaborazione come il Wiki.

Alcuni dati:

solo il 70% delle persone ha contribuito (e mi sembra comunque tanto)
l’80% delle pagine ha un solo contributore.

Il problema , insomma, sembra essere questo: il wiki è vissuto alla fine come una intranet tradizionale, nella quale c’è chi pubblica e chi legge. Inoltre, sembra ci sia una certa resistenza a pubblicare qualche cosa che non sia “finito”: le persone hanno resistenze a pubblicare work in progess.

Infine, c’è un problema di usabilità e il fatto che molti dicano di non aver tempo per pubblicare ha alle spalle una difficoltà d’uso percepita.

Ci sono comunque dei fatti positivi: le news, i progetti e le idee contenute nel wiki hanno nel tempo conquistato credibilità presso i dipendenti. Ma si tratta comunque di un utilizzo che rispecchia una mappa mentale degli utenti legata ancora in modo stretto ad una mentalità non apertamente collaborativa.

Guardate, questi sono problemi seri. Tuttavia il simpatico autore dell’articolo non vuole perdersi d’animo, e il gruppo di lavoro sta cercando di trovare delle soluzioni per favorire un accesso più semplice (ad esempio single sign-on e editnig immediato e facile) e incentivare la partecipazione.

Tra l’altro nell’articolo è presente il primo esempio di twitter interno (ebbene si), che è adesso in beta testing.

twitter_interno

Ecco due brani dall’articolo

“Il successo è determinato da quello che fai, non da quello che hai l’opportunità di fare. Implementare un wiki non è un successo, costruire un’organizzazione che prenda decisioni collettive e scriva contenuti in modo collaborativo lo è. La tecnologia può creare opportunità per cambiare il comportamento e allontanare il discorso da scuse (“è troppo difficile”) e ragioni (“è troppo rischioso”).”

“La formazione all’uso dei sistemi è importante, ma solo dopo che abbiamo fatto il possibile per creare un design a “zero training”. In un’intranet, l’utilizzatore finale è una persona come la tua mamma: disegnala pensando a lei!”

Che dire? In bocca al lupo ai questi ragazzi…

Un commento

  1. utente anonimo ha detto:

    Grazie per la segnalazione!

    Maxx

    massimiliano.greco@gmail.com

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede