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Gen
21

Workplace: i tre modelli di Jane

Come sempre, quando un modello o uno schema sono ben fatti valgono oro e arricchiscono qualsiasi contributo. E’ il caso di questi schemi tratti dall’ultimo report di Jane McConnel sui trend 2010 per le intranet. Jane realizza la più vasta indagine annuale sullo stato dell’arte delle intranet e i dati che emergono sono sempre interessanti.

In questo caso propone tre modelli per rappresentare l’integrazione degli ambienti e delle applicazioni in intranet (chiamate ora web workplace). La domanda è:  la intranet è la porta d’ingresso comune al web interno o ci sono altre porte laterali verso ambienti specifici? Gli schemi parlano da soli, credo:

Modello 1: Frammentato (presente nel 30% dei casi)

Workplace-a

Modello due: ibrido (55% dei casi)

Workplace-b

Modello tre: unificato (15% dei casi)Workplace-c

Devo dire che, al di là della qualità dei dati, come al solito è tutto piuttosto deprimente.

Mar
27

Piccole grandi scoperte

Sto scoprendo un sacco di bei siti in giro per la rete, che si occupano tutti di Enterprise 2.0, partecipazione eccetera.

Questo è veramente interessante: “The content economy”, creato da due svedesi che lavorano come consulenti per IKEA. In uno dei loro ultimi post hanno elencato una lunga serie di report su Enterprise 2.0 (anche se sono per lo più a pagamento).

Interessante anche IT Strategy, di Raj Sheelvant, un altro blog dedicato a questi temi. Tra l’altro in uno degli utlimi post riporta quasi integralmente un articolo di McKinsey: “Six ways to make web 2.0 work”.

Infine, ecco un post di Toby Ward sull’impatto dei social network dentro le organizzazioni.

Ciao

Mar
25

Liveblogging (ritardato ma piccante) sull’osservatorio Enterprise 2.0 di Milano

Perdonate i tanti errori di battitura…

[10.10]
intervento di Mariano Corso

L’importanza dell’Enterprise content management come nuovo ramo di gestione del’enterprise 2.0

dimensione della collaborazione unificata: c’è molto da fare specialmente sul’intergrazione tra le diverse applicazioni. Benefici: tanti, specialmente in tempo di crisi.
– riduzione costi telefonici
– riduzione costi di trasferta ecc
– tempestività decisionale
– integrazione con fornitori
– Benefici strutturali, rispetto a nuove logiche organizzative, più snelle

Dimensione di architetture adattive unificate
– investimenti più consistenti, perché toccano nodi infrastrutturali importanti, ma i livelli di sperimentazione sono bassi

Benefici:
– diminuzione costi di cambiamento
– personalizzazione più spinta
– flessibilità ed empowerment (l’utente assume maggiormente il controllo)

Dimensione social network e community
Crescita forte, ma investimenti bassi
sperimentazioni limitate ad ambiti locali

Benefici:
– riduzione costi comunicazione/informazione
– riduzione costi per erogazione dei servizi
– Identificazione talenti nascosti o segregati
– Impatti strutturali importanti ma poco compresi, ad esempio la possibilità di creare substrati relazionali che abilitano nuovi processi cllaborativi trasversali

I direttori HR fanno molto i visionari e vanno ai convegni a farsi belli, ma poi in pratica non vengono introdotte policy, procedure nuove, nuove abitudini e non si è riflettuto a sufficienza sulle potenzialità.

La maggior parte delle persone HR stanno vivendo queste cose come un “giochino” collaterale e accessorio. I veri innovatori HR sono solo il 12%.

La parte marketing e commerciale è invece coinvolta di più ed è attiva nel promuovere iniziative, ma manca la consapevolezza dei cambiamenti che sono necessari per usare al meglio questi nuovi canali.

Fine dell’intervento di Mariano Corso: l’Enterprise 2.0 può essere visto come un cavallo di Troia del cambiamento nelle organizzazioni, perché grazie ai suoi benefici di breve termine diventa attrattvio, ma in realtà porta il germe del cambiamento dentro l’mpresa. I confini organizzativi, diventano più sfumati, in modo naturale, e poi trasferendo il controllo verso le persone faccio operazioni di delega molto forti verso il personale operativo, e qusto trasferisce potere e autonomia alle persone. Questo provoca cambiamento al di là delle intenzioni.

Il cambiamento avviene comunque: il problema è che i cambiamenti poi vanno goveranti e le aree devono cambiare il loro modo di lavorare, ad esempio HR deve cambiare i suoi sistemi di sviluppo o il MK e commerciale deve integrare le nuove competenze che emergono. L’altra strategia, che è quella “attendista” è poco attuabile, perché questi strumenti, in mano alle persone, portano un cambiamento inarrestabile comunque.

Quale è la strategia? Sfruttare la crisi per portare logiche nuove in azienda

[10.30] Mariano se la prende con i CEO che non hanno capito assolutamente niente dell’Enterprise 2.0. Sono degli ingenuoni e ignoranti.

[10.40] intervento di Stefano Mainetti
campione di 102 aziende, tanto per cominciare

Circa un terzo di aziende pianifica i cambiamenti in modo pluriennnare. Circa due terzi agisce in modo estemporaneo sia come piani di svilppo che come governance.

C’è un forte bisogno di razionalizzazione delle iniziative, dovute anche alle mode del momento e ai convegni (ma guarda un po’).

Cosa cambia nell’IT?

– le legacy non sono più centrali, e le applicazioni esterne entrano pesantemente dentro le organizzazioni. In mezzo c’è un sistema di delivery che è sempre più multicanale (ipod, tablet pc ecc)

– Le interfacce sono sempre più ricche e mashuppabili

– Esistono sempre più sistemi di retrival e ricerca per governare la grande massa di informazioni che si riversano nei sistemi

– Le piattaforme diventano sempre più flessibili

– I servizi applicativi diventano molto più eterogenei e diversificati (social network interni e tutti gli strumenti del web 2.0)

– I dati, formali e informali entrano in gioco e i dati destrutturati vengono integrati con i dati formali e strutturati.

– Nascono nuovi modelli di offerta (cloud computing, SaaS) che permettono di realizzare tutto questo in modo nuovo e non legato a specifiche piattaforme.

Ok, si entra nel tecnico di cose di server e applicazioni con le slide deliranti tipiche fatte di blocchi e di frecce.

L’indagine su un campione di 162 utenti/manager: Bisogni prioritari: appartenenza aperta, global mobility, ecc

Che cosa si usa? IM, calendari, social network sono di uso quotidiano. Meno utilizzati sono i blog, le web tv ecc.  Il focus si sposta insomma sui bisogni degli individui. Social ranking e rating sono indietrissimo.

I nuovi attori dei sistemi informativi 2.0:
– i colleghi
– i business partner
– i sistemi inforamtivi tradizionali

Ok, altra slide delirante modello astronave: il succo è che tutto è legato alla possibilià offerta all’utente di configurare e modificare il proprio spazio. Chi definisce le regole? Ovviamente il modello d’impresa, le linee, l’IT

[10.55]
tavola rotonda
Roberto Battaglia, Responsabile formazione San Paolo
Grandi divari tra parole e fatti. I problemi tipici sono quelli legati all’accentramento e non condivisione dell’informazione perché perdo potere (la solita solfa) e l’anarchia delle conversazioni bottom-up (anche questa la solita solfa).

Per fortuna, dice, stanno arrivando giovani che nel giro di qualche anno rimpiazzeranno i vecchi (seee, aspetta).

Dice una cosa importante: bisogna lavorare sottotraccia, per potersi accreditare dimostrando risultati. E’ difficile dimostrare l’utilità dei social netwokr, ma questa è l’unica via per pter attrarre investimenti significativi.

Nunzio Calì, IT manager di Fiat: mostra un video tutto super-tencnologico in inglese, wow!!!!
Sembra di essere in uno spot, ma quanto dura ‘sto cacchio di video?

Dice che lui è il portavoce del Marketing (a vabbè): dice che la nuova 500 è nata con il contributo di tutti i clienti attraverso il “portale” (accidenti, una vera primizia, come notizia). Molte features della 500 sono state inserite dopo, sulla base delle richieste del cliente.

Il Mk ha creato una divisione chiamata “Fiat 2.0” – MK inovation.
Hanno creato una piattaforma distribuita – interna  – per la collaboration tra le persone delMK sparse in tutte le sedi del mondo. Non si sa che cosa fa, non si sa quante persone coinvolge.

Il 2.0 interno si applica però anche alle manifatture: cita il “World class manifacturing” come iniziativa che valuta il miglioramento dei processi nei vari reparti, con tanti premi e cottillons. L’idea è la filosofia del KAIZEN, mutuata dai giapponesi. Una competizione, insomma, è va bene così. La piattaforma consente ampi scambi e discussioni bottom up

[11.44] Tipo della Barilla che parla dell’iniziativa “il mulino che vorrei”, una community di idee intorno al brand. Niente di realmente nuovo, in verità, anche se il tipo ci crede un casino. La cosa che evidenzia è che le idee inviate, guarda un po’, vengono lette. Ma porca miseria, siamo veramente al punto che queste sono inziative di rilievo di cui parlare? Mah, sospendiamo il giudizio.

Dice che è un sito in cui “si interagisce con la marca”. non vi sembra una cosa un po’ spaventosa?
Ad ogni modo dice che le idee entreranno nei vari processi organizzativi, che saranno riorganizzati. Insomma, c’è un impegno aziendale, e almeno questo ce lo portiamo a casa. E’ già tanto rispetto alle iniziative farlocche di casa nostra

[11.51] Erminio Seveso Presidente di AUSED
I CIO hanno una forte pressione sul budget nelle aziende. Insomma, il loro compito è fare risparmiare le aziende e dare efficienza. c’è stato nel tempo uno spostamento dai prodoti e piataforme ai processi (ho già capito che è una pompa di intervento).

Dal suo punto di vista l’E2.0 riguarda principalmente elementi “di confine” tra processi strutturati e destrutturati. Si riescono a vendere solo se promettono vantaggi tangibili alle aziende. Il CIO deve giocare un ruolo di innovatore di frontiera, spostando l’attenzione sull’ascolto.

Dice che queste cose ricordano le resistenze di una volta verso i PC, perché anche quelle erano cose che davano autonomia alle persone e trasformavano le organizzazioni. I CIO devono cavalcare queste cose, anche se senza alleanze nelle aree di business la quota di budget non sarà mai significativa.

Il tipo del SAN PAOLO dice: i social network devono entrare “nel flusso” operativo, non possono stare ai margini. Poi ci sono effetti collaterali interessanti, ma arrivano dopo, in modo imprevisto. Il “rumore di fondo” delle conversazioni informali e del cazzeggio in realtà sono parte integrante del processo di apprendimento, purché ci sia anche la “ciccia” del lavoro. devono esserci enrambi – IMPORTANTE

[14.00] alcune “perle” dal dibattito con i fornitori di tecnologia

Zamperini, di Value Team, chiede quante persone in sala sono conesse con lui in qualche social network. Pochissime mani alzate, e considerando che Zamperini è praticamente uno spammer di vecchia data in questi luoghi la cosa mi fa abbastanza ridere.

Quello di Cisco cita come un settore promettente quello delle videoconferenze e degli instant messaging. Evviva l’enterprise 2.0!!!

E per finire, quello di Microsoft denuncia come il problema sia la scarsa integrazione di questi sistemi tra di loro e dice che ovviamente, Microsoffete ha risolto il problema. Come no, vallo a raccontare a tuti quelli che si sono presi Sharepoint e ci hanno dovuto attaccare l’inversomile pur di farlo funzionare “a carci nei pormoni”.

Nell’intervallo Emanuele Quintarelli mi dà una notizia interessante: sia le slide che il report sono disponibli a pagamento. Per un’iniziativa ampiamente foraggaita dai – soliti – sponsor e coordinata da un’università che ha già i suoi introiti non è niente male. E bravi politecnici, è così che si fa innovazione.

Ok, comincia la sessione pomeridiana.

[fine per mancanza di batteria]

Ago
29

Wiki 2 e altro

Ben rientrati dalle vacanze. Io, per (tristi) motivi che tralascio, non le ho fatte, ma ci sarà tempo.

Erica Driver ha scritto un report sui wiki nelle aziende americane. C’è molta euforia in giro, ma sinceramente non ce n’è così tanta da farmi sborsare 279 dollari.

Intanto la CIA lanca A-space, la intranet per gli agenti segreti basata sul modello My space.

Per finire beccatevi l’ultima newsletter di Jerry, dedicata al (solito) rapporto tra i progetti intranet e il management.

Mag
27

Per adesso personalizziamo, poi vedremo…

Jane McConnell è una ricercatrice tra le più attente ai fenomeni di 2.0 all’interno delle intranet. In un suo recente post potete leggere i risutalti della sua ultima ricerca sul 2.0 all’interno delle organizzazioni di tutto il Mondo.

I risulati dell’indagine (potete scaricarli da qui) confermano un discreto (anche se non altissimo) interesse. Le aziende, insomma, ci stanno andando con i piedi di piombo.

Credo che al di là dell’ambiguità di questi risultati emerga un trend, che è quello della personalizzazione, che si annuncia in modo netto. E’ probabile che il prossimo salto concreto delle intranet andrà in questa direzione. Per il resto credo che dovremo attendere ancora un po’…

Apr
23

Le migliori intranet del 2007

Cari lettori, anche quest’anno Nielsen ha pubblicato il suo report sulle migliori intranet del Mondo, e anche quest’anno vi fornisco una breve (breve?) panoramica degli aspetti più interessanti che sono emersi.
Le cose da dire sarebbero tante: per non allungare troppo non parlerò di alcuni aspetti canonici (cercapersone, bacheche annunci, pagine di news, spazi documentali, design, template ecc.) per concentrarmi solo sulle cose nuove che emergono dalla dieci intranet analizzate.
I dieci vincitori
Cominciamo con alcuni contenuti specifici per ogni singola intranet.  All’American Electric Power pubblicano la citazione e il fatto del girono, in modo da tenere aggiornata la intranet con contenuti automatici interessanti e hanno una sezione video spaventosa, con filmati di tutti i tipi, dai tutorial agli eventi live.
Esiste anche un simpatico sistema di cartoline elettroniche di ringraziamento che i colleghi possono spedirsi l’un l’altro.
Alla Comcast Corporation usano un sistema di calendario condiviso al quale gli utenti possono aggiungere eventi, integrando info “dall’alto” e “dal basso”. Interessante anche il motore di ricerca, che presenta dei “thumbnails” (anteprime in miniatura) dei documenti. E’ da notare anche l’uso intelligente di Ajax per fornire uno “snap” (in pratica una anteprima in trasparenza) dei link interni.
La DaimlerChrysler AG e la Volvo usano un articolato sistema di totem e chioschi per permettere agli operai negli stabilimenti di tutto Mondo di accedere alla intranet, nella quale sono contenute anche applicazioni self-services (es: timbrature) ed applicativi lavorativi.
Sempre alla DaimlerChrysler AG è interessante il cercapersone, che permette anche di cercare le persone per progetti seguiti e non solo per cognome
Alla Dow Chemical Company hanno fatto un concorso tramite il quale chiunque poteva voltare un proprio collega segnalando la sua disponibilità, il suo spirito collaborativo, ecc. Attraverso questo sistema di segnalazioni incrociate (comunque supervisionate dai responsabili) i colleghi più segnalati hanno potuto accedere ad un sistema di incentivi economici.
Altri contenuti interessanti: la biblioteca virtuale, la prenotazione dei voli, l’assistenza IT direttamente tramite intranet. E’ da segnalare, sul piano della strategia, che ogni pagina della intranet evidenza il referente per le informazioni contenute.
Infine, la intranet presenta anche una serie di “comunità di pratiche”, ovvero di gruppi di lavoro interni accomunati da affinità professonali.
La Infosys Technologies (azienda indiana) presenta ogni 15 giorni delle interviste ai dipendenti. La intranet è divisa in sottosezioni di dipartimento, gestite direttamente da figure interne ai dipartimenti stessi (circa 100 redattori distribuiti!)
La JPMorgan usa moltissimo i video (ad esempio per aggiornamenti di marketing) e ha tutta una sezione per i neo assunti (beati loro che assumono…). Il cercapersone è molto completo e porta anche ad una pagina web personale di ogni dipendente, con informazioni approfondite e non solo lavorative.
Sembra banale, ma trovo interessate che alla National Geographic Society ci sia una pagina, con tanto di motore con il: “chi devo chiamare per…”. Questo è un altro di quei servizi “a costo zero” che però in genere sono di estrema utilità in azienda.
Nella intranet della Royal Society for the Protection of Birds ogni notizia riporta anche i riferimenti e la foto del referente/contributore, aumentando la trasparenza e la possibilità di contatto tra dipendenti mediata dalla intranet. La rassegna stamba viene fornita tramite un sistema di RSS collegato alle fonti di informazjone sulla Grande Rete.
Nel cercapersone è possibile cercare anche per “soprannome” del collega. Ogni pagina della intranet presenta un form di feed-back verso la redazione.
La intranet della Volvo Group è gigantesca, e i suoi publisher/contributori sono ad oggi circa 1.500, nei diversi spazi, seguendo un sistema coerente di template predefiniti.
Alcuni temi trasversali
Moltissime intranet (ad esempio quella di Comcast, DaimlerChrysler AG o Dow Chemical Company) forniscono sistemi di personalizzazione dei contenuti (“my alerts”, “My links”, “My favourites”, “My news” ecc), in modo che la home page si popola di spazi con contenuti redazionali e di spazi con contenuti decisi e filtrati dal singolo dipendente.
E’ interessante notare anche l’apertura ai comportamenti emergenti: molte intranet (ad esempio quella di Dow Chemical Company, Volvo o la Royal Society for the Protection of Birds)  inseriscono dei box con i contenuti più richiesti dai colleghi, rimettendo in circolo, in questo modo, l’intelligenza collettiva e fornendo un servizio di filtro automatico che seleziona e mette in evidenza le cose ritenute più importanti dai colleghi.
Molte intranet cominciano a pubblicare foto e gallerie fotografiche, usando poi questo materiale in vari modo (dalla foto del giorno alle gallerie personali)
Molte intranet usano degli “instant content” che popolano la home page e la tengono aggiornata in modo semiautomatico: previsioni meteo, quotazioni borsa, instant poll, calendari, foto del giorno, citazione del giorno.
Scampoli di 2.0
Le intranet mondiali cominciano ad utilizzare in modo abbastanza naturale anche le applicazioni 2.0., integrandole nella struttura generale della intranet e adattandole in modo creativo alle esigenze particolari di un contesto lavorativo.
All’American Electric Power usano i blog interni per portare avanti la “discussione della settimana”. Ogni settimana la redazione lancia un post con il tema della settimana e inizia così una discussione con i colleghi. Questo è un buon modo, a mio parare, di usare i blog in modo intelligente.
In Mircosoft ogni categoria di notizie è sottoscrivibile tramite RSS. Anche in questa intranet, con moderazione, vengono usati i blog interni
Nella intranet del National Geographic sono stati aperti alcuni wiki interessanti: ad esempio un o sulle donne esploratrici. Altri wiki sono quello sugli acronimi aziendali e quelli legati a specifici gruppi di progetto, che condividono in questo modo documenti e informazioni in modo facile e rapido.
Anche da loro un dettagliato sistema di RSS permette ai dipendenti di filtrare le informazioni su tutta la intranet.
Infine (ed è l’unico caso che ho visto fino ad ora) viene usato anche un sistema di podacsting interno per report e presentazioni.
Alla Royal Society for the Protection of Birds hanno creato un sistema di “carpooling” (dipendenti che danno un passaggio alla mattina ai colleghi) facendo un “mash up” applicativo tra il cercapersone e le mappe di Google; in questo modo è facile vedere le zone dove abitano i colleghi e contattarli per un passaggio. Ottimo!
Per ora è tutto.

Apr
3

Stay tuned for the Report :-)

Su Intraentjournal trovate alcune riflessioni a proposito del  report di Nielsen sulle migliori intranet del 2007 (vi prometto che appena avrò un po’ di tempo posterò la mia sintesi del report su questo blog).

Mar
29

Un dignitoso 38° posto

Innovazione ICT: Italia al 38° posto. Va beh, dai, ci possiamo stare. In fondo stiamo meglio delle Barbados.

In ogni caso, secondo il rapporto WEF, a trascinarci così in basso sono gli aspetti legislativi e fiscali.

Dic
29

Corporate blogging

Affrontare il tema del 2.0 è per me una cosa veramente sfibrante. Negli USA questo tema è all’ordine del giorno, e mi fa sentire un po’ depresso, a dire la verità. Riuscirò a stare dietro a tutto questo? In fondo chi sono io?  E perché non mi sono occupato di poesia elisabettiana o non ho messo su una pizzeria?

Comunque, per finire questa carrellata dobbiamo segnalare ancora un po’ di risorse, questa volta legate al corporate blogging. Una ricerca-sondaggio sull’uso nelle aizende americane (a dire la verità e dell’ano scorso), una rticolo sui 3.600 blog interni di IBM, un articolo di Dion Hinchcliffe sul corporate blogging,  un paper tutto sulle intranet 2.0 da scaricare, e finalmente una risorsa in italiano (tradotta) sul 2.0 nelle aziende.

Uff, aiuto….

Set
22

Dalle 10 migliori intranet del Mondo

Ho finalmente letto con attenzione il report di Nielsen sulle 10 migliori intranet del mondo – 2006. E ho scoperto alcune realizzazioni bellissime, che voglio condividere con voi. Non sono, in effetti, cose strabilianti: sono solo modi molto belli di risolvere dei problemi comuni nella gestione intranet.

Piccole/grandi soluzioni, infinite variazioni su un unico tema (le informazioni aziendali), che però denotano una cura nel design, nell’orientamento all’utente, nel modello di azienda che lasciano trasparire, che sono assolutamente rimarchevoli. Ne elenco solo alcune:

Lo standard per le news, alla Banca d’Irlanda, prevede data, titolo, abstract, testo, foto, link intranet correlati, allegati documentali, evidenza del pubblicatore e del classificatore, ringraziamenti allo specifico fornitore di contenuti, oltre che una versione stampabile. Banale direte voi: Beh, provateci, a fare notizie con tutti questi elementi sulle intranet nostrane, e poi mi dite.

Sempre per le news, in Altana Pharma, è possibile contattare via mail il fornitore di contenuti, segnalare via mail la pagina a un collega, cercare pagine simili. Le pagine più segnalate ai colleghi salgono di rankng come “top news”.

In Capital one, invece, ogni notizia ospita testi, immagini, video e una survey di feedback che arriva in redazione.

In O2, società telefonica inglese, è possibile mandare SMS ai cellulari delle persone rintracciate sul cercapersone, oltre che aggiungere nomi alla propria rubrica personale. Sempre in O2 un’area community fornitissima permette, tra le altre cose, di mandare cartoline elettroniche ai colleghi.

In Atana, una specifica area Knowledge contiene schede prodotti, manuali, documenti, e un sistema di ricerca efficace e gradevole. Il sistema di CMS prevede una serie vastissima di template per costruire notizie di tutti i tipi rispettando uno standard definito.

La Metro Group ha adottato il sistema dei tutorial in Flash per fare formazione veloce ed economica ai colleghi, in una apposita area. Le stesse informazioni sono però presenti anche in versione solo-testo.

In Allianz è previsto un motore che genera questionari di survey su tutto.

In moltissime intranet è presente un’area “my page” che riporta informazioni personalizzate e profilate per gli utenti: news sottoscritte, sottoscrizioni e interventi in forum e blog (IBM), area H.R personale.

In quasi tutte le intranet vi sono sezioni alimentate direttamente dai dipartimenti, seguendo uno standard comune, con notizie di specifico interesse che le persone possono seguire in modo trasparente 8visto che sono profilate).

Ma la vera chicca, di cui non sapevo nulla, lo confesso, è il cercapersone IBM, che lo stesso Nielsen considera l’applicazione meglio riuscita al mondo. Ogni pagina del dipendente contiene (udite udite):

– Nome e cognome

– Foto

– Descrizione del ruolo

– E-Mail

– Telefono

– Cellulare

– Indirizzo della specifica sede di lavoro con indicazioni dell’ala del palazzo e del piano

– Accesso diretto al messanger interno (se è in linea appare in verde)

– Mail dell’eventuale assistente

– Evidenza del modo nel quale la persona preferisce essere contattata (mail telefono, cellulare, msn, ecc)

– Ora locale del luogo nel quale la persone lavora

– Risalita gerarchica ai responsabili

– Accesso all’elenco del persone coordinato

– Accesso all’elenco del personale allo stesso livello gerarchico

– File audio che riproduce la corretta pronuncia del nome (questa è una vera finezza)

– CV con abstract e presentazione

– Progetti seguiti in aizenda

– Skills e competenze

– Conoscenze tecnologiche

– Esperienze di business

– Storia dei settori aziendali nei quali ha lavorato

Le persone possono fare ricerche anche su tutti questi ultimi campi e aggiungere eventualmente il nome alla propria rubrica personale.

Secondo IBM questo sistema fa risparmiare 190 milioni di dollari all’anno. Capito gente?

Purtroppo non posso mostrare gli screenshot:  Nielsen si arrabbierebbe.

Ad ogni modo, oggi è stata una bella giornata

Set
5

Evoluzione e bricolage delle intranet USA

E’ interesante osservare come si sviluppa il dibattito sulle intranet in USA e in Europa: forse le indicazioni che emergono possono essere viste come cartina di tornasole delle rispettive culture tecnologiche e organizzative. Per farvene un’idea vi consiglio di scaricarvi il report “Corporate Intranets: Best Practices” (lo scaricate da qui, subito dopo esservi registrati), edito dalla statunitense Avenue A | Razorfish.

Trovate uno schema evolutivo molto dettagliato delle “fasi” evolutive di intranet (che dalle semplici info istituzionali arriva all’integrazione dei processi informativi aziendali, passando per la collaborazione degli impiegati), che non mancherà di sollevare delle domande (domande che si pone anche Jane McConnell).

In realtà in Europa sembra che, almeno a livello generale, le cose non vadano proprio come sono descritte nel report (e gli autori ne sono consapevoli), ma  è interessante misurare proprio queste differenze.

Ad ogni modo il report è molto utile e ha il merito di  “guardare oltre”, offrendo uno scorcio delle possibilità delle intranet del futuro prossimo, ovvero “Google style”, podcasting, social tagging, Wiki, blogging, social networking, Ajax, oltre che una serie di applicazioni (neanche tanto) futuribili.
Buona lettura.

p.s. dello stesso autore potete leggere un articolo sul Corporate web 2.0, pubblicato su Boxes and arrows.

Giu
7

Segnalazioni

Cari lettori e lettrici, alcune piccole segnalazioni per voi. Innanzitutto è uscito il mio nuovo articolo su Vision, dedicato questa volta alle comunità di pratiche nelle organizzazioni e al loro rapporto con la tecnologia. Solo per autentici fan della materia (o del sottoscritto :-=)

Poi vi segnalo, tramite l’occhio seempore attento del mitico AD, il link ad una serie di documenti sulle intranet della PA in Emilia Romagna (da quelle parti si danno un grand da fare, bene).

Infine un articolo sul blogging interno (e esterno) alle aziende. In realtà ne parla anche J. Nielsen nel suo rapporto 2006: le intranet migliori cominciano ad acquisire gli standard e  le tendenze della Grande Rete: blog, sistemi di acquisizione documenti tramite il “carrello” eccetera. E allora mi chiedo: quando arriveremo ad usare nelle intranet i feed RSS e i sistemi di aggregazione delle news? Per le intranet grandi sarebbe importante…Vedremo.

Nov
10

Casino

Ok, ragazzi, non sono morto (credo). E’ solo che stanno succedendo un sacco di cose e ovviamente il blog ne risente (per non parlare del, brrr, sito web, fermo da giugno, che vergogna….). Insomma, per esempio, sta succedendo che: sto facendo il docente in un sacco di corsi (fico), mi sono dimesso da Alcatraz (fichissmimo), sto leggendo un sacco di cose interessanti (stra fichissimo), sto prducento alcuni moduli di e-learning (ehm, se vogliamo chiamare così delle inquietanti slide parlanti, ma di questo ne riparleremo….). Insomma, sto lavorando. In attesa di tempi migliori, beccatevi questo articolo di Nielsen dedicato alla sua ricerca sulle migliori intranet del 2005. A presto.

Ott
8

La coop sei tu…

Per i tanti che mi domandano qualcosa di specifico sulle intranet delle pubbliche amministrazioni consiglio la lettura di questo e-book. In realtà riguarda la costruzione di intranet e l’utilizzo di tecnologie web per la Legacoop, ma i consigli impartiti sono validi, più in generale, per il mondo no profit, enti locali, associazionismo. Confesso di non averlo letto ancora tutto, ma mi sembra una proposta molto, molto interessante. Peraltro il messaggio-chiave delle intranet assomiglia molto al claim della coop: la intranet sei tu…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede