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Feb
14

Dietro il re-design della intranet di Microsoft

Vedere come i prototipi si trasformano nel prodotto finito è sempre una cosa affascinante. Per questo voglio segnalarvi, dal portfolio di Redoctober (una web agency di Seattle), alcuni esempi del lavoro preparatorio che hanno realizzato per MSW, ovvero la intranet di Microsoft.

Microsoft corporate intranet redesign

Microsoft corporate intranet redesign

Microsoft corporate intranet redesign

Microsoft corporate intranet redesign

 

Mi sembra davvero un ottimo lavoro (anche se è abbastanza sorprendente che Microsoft  debba rivolgersi ad agenzie esterne per questo tipo di attività).

 

Dic
23

Il modellatore di intranet (con Sharepoint)

Per chi volesse cimentarsi con la creazione di wireframe relativi ad un progetto intranet con Sharepoint, segnalo lo sharepoint modeler, messo a disposizione da IntranetFactory.

Una volta registrati potete accedere al tool di disegno e creare i wirerame componendoli con le tante webpart già a disposizione.

Non è semplicissimo, almeno all’inizio, ma poi ci si fa la mano.

wireframe intranet con sharepoint

Set
30

La fine del portal-style e i nuovi standard per l’intranet-design

Recentemente ho avuto accesso, per una consulenza, alla intranet di una grande istituzione pubblica italiana (di quelle veramente grandi). Appena si è aperta la pagina ho esclamato: beh, fa molto 1998. Mi hanno confermato che è stata fatta nel 1998. Non lo dico per fare il fico, ma perché questa è la prova che, ci piaccia o no, esistono delle epoche per il design e ogni epoca produce degli standard a cui, consapevolmente o no, anche le intranet aderiscono.

La intranet che ho visto è ovviamente molto indietro: oggi la media dei progetti intranet aderisce, grossomodo, alla logica del “portal-style“, che ha dominato il design per parecchi anni. Naturalmente il “portal-style” è sempre stato una scappatoia piuttosto che una soluzione: assolveva i designer dal gravoso compito di inventare soluzioni efficaci e originali ripiegando su uno standard consolidato ma sempre più deludente.

Quando parlo di stile “a portale” mi riferisco ad una situazione di questo tipo:

Schema di una intranet fatta a portale

Schema di una intranet fatta a portale

Gli elementi di questa impostazione sono noti e riconoscibili

  • schema a tre colonne, di cui una centrale e due laterali più strette;
  • navigazione principale a sinistra;
  • presenza massiccia di banner;
  • nel caso delle intranet, parte centrale dominata da uno streaming di news;

Questo scheletro si porta dietro, naturalmente, altre caratteristiche, come la focalizzazione sulle news, una governance top-down e un’architettura informativa molto estesa che sfocia ben presto nel guazzabuglio.

Anche se, con poche variazioni, questo schema è ancora molto presente, nelle intranet stanno nascendo nuovi standard e nuove tendenze, che recepiscono come ovvio le tendenze più generali della Rete e vengono incontro nel contempo alle nuove esigenze che questi spazi sono chiamati a supportare.

In generale possiamo identificare queste nuove tendenze di design attorno ad alcuni nuclei precisi

  • fine delle tre colonne asimmetriche ed emergere di schemi a due colonne (modello blog) o a tre colonne simmetriche;
  • Navigazione di primo livello più stretta (con meno voci);
  • Navigazione principale orizzontale e non verticale;
  • uso più intenso e funzionalizzato delle immagini;
  • home usata come streaming dei contenuti degli utenti;
  • maggiore gerarchia visuale tra le diverse parti della home;
  • modello a “portlet”, in certi casi personalizzabili dall’utente.

Ho provato a disegnare una bozza di questi cambiamenti nei seguenti schemi:

Schema in intranet a due colonne principali - Modello blog

Schema in intranet a due colonne principali - Modello blog

Schema in intranet a tre colonne simmetriche - Modello social network

Schema in intranet a tre colonne simmetriche - Modello social network

Schema in intranet a portlet

Schema in intranet a portlet

Queste tendenze mi sembrano confermate anche in letteratura: ad esempio StepTwo ha pubblicato un articolo sulle nuove tendenze nel design delle intranet “attrattive”, con alcuni screenshot abbastanza significativi:

L’ultimo esempio è forse il più simile al “portal-style”, ma notate comunque una gerarchia visuale più precisa e la navigazione in alto.

Ancora, Bille Ives ha pubblicato l’ipotesi di redesign della intranet di Bozz Allen, che segue anch’essa un approccio nuovo, molto orientato ai contenuti generati dai dipendenti.

Anche Intranet connection ha pubblicato un post sulle nuove tendenze del design che cerca di esplorare strade nuove (anche se, a dire il vero, gli esempi proposti non mi sembrano particolarmente significativi).

infine, sul tema del design vi segnalo questo post di Toby Ward, che ribadisce come lo scrolling sia in genere malvisto dai dipendenti sulle home page delle intranet.

Insomma, c’è molto lavoro da fare e le vecchie soluzioni ci aiuteranno sempre meno di fronte ai nuovi problemi.

Giu
29

Sharepoint, i suoi fratelli e il problema del design

Prendo spunto da un articolo recente di Jakob Nielsen che affronta il tema del design delle intranet e di come esso si combina con la scelta delle piattaforme, ed in particolare di Sharepoint (la quale, ricordiamolo,  occupa oggi solo il 20% del mercato, con una posizione tuttavia dominante rispetto al frastagliato panorama di alternative che crescono come funghi nel tumultuoso territorio delle applicazioni enterprise).

La tesi di Nielsen è condivisibile sia nelle sue premesse sia nella sua conclusione (anche se debole nelle sue argomentazioni): dato che le intranet sia basano principalmente su alcuni precisi task dei dipendenti,  la presenza di piattaforme precostituite non ci esime dall’attività di progettazione e di design. E se esaminiamo alcune intranet costruite a partire da Sharepoint ci accorgiamo immediatamente delle differenze, in barba alle funzionalità native che può presentare l’applicazione.

Homepages of 4 Intranet Design Annual winners. Top row: Huron Consulting Group and Enbridge.  Bottom row: SCANA Corp. and Jet Propulsion Laboratory (JPL)

In realtà le obiezioni di Nielsen all’idea (così come alla perversa aspirazione) che una piattaforma come Sharepoint possa ridurre tutti gli ambienti a cloni di se stessi sono fin troppo lievi: per Nielsen a parità di piattaforma varieranno in modo consistente sia l’architettura informativa (o meglio le label) sia i contenuti in evidenza in home page. Ma questa obiezione non tocca il cuore del problema, perché è scontato che questi elementi saranno diversi da azienda ad azienda e non è su lor che va misurata l’eterogeneità radicale dei due elementi di design da una parte e piattaforma dall’altra.

Il fatto è che le aziende, come ho sottolineato più volte, non operano in un “vuoto di tecnologie” che la intranet dovrebbe occupare. E non operano neanche in un “vuoto di pratiche”, che la intranet sarebbe chiamata ad abilitare. Al contrario, le aziende sono già piene di tecnologie stratificate: email, dischi di rete, client della più diversa natura, bizzarre applicazioni, siti web abusivi, database estemporanei che diventano, anche in mancanza di alternative, elementi strutturali dei processi. A questo caleidoscopico orizzonte dobbiamo aggiungere le pratiche quotidiane delle persone, stratificate in abitudini, comportamenti, processi di fatto e così via.

Progettare una intranet significa guardare in faccia questa situazione, per così dire, spigolosa e disegnare – all’apparenza in astratto, ma in fine dei conti in modo molto più concreto di quanto le piattaforme possano offrire in modo nativo – un’applicazione che ne sia la sintesi. In tutto questo le piattaforme entrano fino a un certo punto e a dire il vero le migliori intranet dissimulano la loro origine, ovvero le piattaforme, perché sono sempre un oggetto ibrido che deve mettere insieme cose assai diverse tra di loro.

Il processo di design riguarda l’architettura informativa, certo, e lo schema delle pagine, ovviamente, ma anche la collocazione dell’ambiente in un ecosistema più ampio, nel quale la piattaforma si colloca come attore al pari degli altri. In alcuni casi certe funzionalità della piattaforma andranno completamente riscritte, in altri casi sarà affiancata da altre applicazioni che si integreranno ad essa. A volte metà della home sarà occupata dal motore di ricerca, in altri casi la presenza di CRM, wiki o sistemi di e-learning dovrà rubare posto ad altri elementi. Per non parlare delle pagine interne o di applicazioni verticali come il cercapersone. In questo Sharepoint o i suoi fratelli non ci possono aiutare e lo dimostrano le tante aziende che si sono portati a casa queste tecnologie per poi ritrovarsi ai dire ” e mo” che facciamo?”.

Anche la migliore piattaforma, in definitiva, resta qualcosa di più astratto del peggior design perché, mentre quest’ultimo si confronta comunque con i reali problemi dei dipendenti di un’organizzazione, la prima definisce uno standard buono per tutti e per nessuno, a cui bisognerà, nel migliore dei casi, “rimettere mano”.

Ciò non toglie, ovviamente, che molte intranet si assomiglino tra di loro, ma questo avviene meno per la presenza di piattaforme che uniformano i contenuti e più per il ricorrere di problemi comuni alle aziende, che, fortunatamente, possono essere trasformati in pattern di design. oggi i menù di navigazione principali tendono ad essere collocati in alto e il design tende ad essere a due colonne; sappiamo dove mettere il motore di ricerca e come, grossomodo, deve essere fatta la scheda di un dipendente.

Questo rende più semplice, ma non elimina il problema del design. Che eccede sempre le piattaforme per collocarsi in un territorio neutro nel quale tecnologie, pratiche, esigenze e pattern diventano progetto concreto.

P.S. Scusate lo stile fortemente ipotattico, ma mi sono accorto di essere ancora in modalità libro. Tornerò in modalità blogger dopo un sano periodo di disintossicazione :-)

Ott
27

Creare online wireframe per intranet

Avrei voluto mantenere questo enigmatico silenzio ancora per un po’ di tempo, visto che sono talmente incasinato che vado a sbattere contro i distributori di snack alla stazione.  E vivo alla stazione, non so quale, maledicendo Trenitalia e rimandando cose a data da destinarsi mente non riesco più a leggere uno come Giddens per più di 3 pagine, io che leggevo kant e Hegel sull’autobus e li capivo pure e come mi sono ridotto non lo so. E poi c’è il trasloco, e ho un’autogru nel giardino di casa (eh, si adesso ho anche un giardino di casa e 4 gatti e un cancello che ho appena buttato giù per fare passare l’autobotte del gas e tremila libri sparsi per la casa dove si sente ancora l’eco e la mia mano con l’avvitatore in mano dalla mattina alla sera mentre mia sorella ha dei problemi in famiglia e così via e forse non vengono a Natale ma in ogni caso in casa non ci sono ancora le sedie a parte questa da cui scrivo che è una sedia dell’Ikea che vorrei bruciare e adesso mi candido a scrivere la frase tra parentesi più lunga della storia della blogosfera nostrana).

Ok, detto questo non potevo esimermi dal segnalarvi una cosa fi-chis-si-ma, ovvero un’applicazione web per creare wireframe di intranet di prima e seconda generazione direttamente online. L’applicazione si chiama intranetwireframe e vi consiglio caldamente di farci un giro (che sta facendo anch’io peraltro).

wireframe intranet

Feb
7

Knowledge management 2.0

Ecco, per la vostra gioia, una mia nuova presentazione, dedicata questa volta al “Knowledge management 2.0”, ovvero a come gestire la conoscenza aziendale nelle intranet di nuova generazione.

In questa presentazione mi soffermo sulla logica del social network, che a mio modo di vedere è il nucleo sul quale impostare il KM di oggi. E questo nucleo è basato su alcune parole chiave, che provo ad illustrare e a declinare tecnologicamente. Trovate anche delle bozze di possibili wireframe (mi sono proprio allargato…)

La presentazione è parte di un insieme più ampio di slide che riguardano le intranet 2.0, i blog e i wiki interni e le comunità di pratica, slide che che spero di completare a breve.

Nel frattempo il vostro feed back è, ovviamente, il benvenuto.

Nov
14

Il redesign di Canon

Solo per dovere di cronaca riporto la notizia del re-design della intranet di Canon. Quello che vedete sotto è il wireframe rifatto

Wireframe_intranet_canon

Ok, è solo un wireframe, ma francamente non mi piace molto, voi che ne dite?

In ogni caso il redesign è stato affidato a Steptwo, che non solo proprio dei pincopallino qualunque, e a quanto dice Toby Ward, il lavoro di analisi è stato intenso (Interviste, Workshop, analsi dei task, eccetera).

Siccome sto per cominciare anche io un’attività di analisi seria per la futura intranet un’azienda italiana, sono più interessato a questi aspetti metodologici, anche se spero che quello a cui arriveremo noi sia un po’ più accattivante. Mah..

Nov
14

Fare la intranet con i Lego

E’ uscita l’ultima parte dei quattro articoli di Joe Lamantia sul design a blocchi per portali intranet o applicazioni di business intelligence interne. Il modello è quello dei Lego (che anche io vado proponendo da tempo nella mia beata ingenuità) e i risultati sono molto interreessanti.

Schema_blocchi_per_intranet

Blocchi_contenuto

Joe sarà in italia il 16 novembre allo IA summit. Un altro appuntamento che putroppo mi perderò.

Ott
26

Qual è il tuo panorama intranet?

E’ un po’ vecchio come post, ma è carino: qual è il panorama che vi somiglia di più?

Panorama_intranet

Ott
25

Le slide di Luca

Luca Mascaro ha messo in linea una sua recente presentazione sulle intranet 2.0 (grazie a Cristiano per la segnalazione).

Luca è bravo, competente e motivato e merita una segnalazione. Tra l’altro a slide 28 trovate un Wireframe del progetto a cui sta lavorando (ma VVF che significa? Viglili del Fuoco?).

Vogliamo saperne di piùùùùù. Luca, dacci aggiornamenti, mi raccomando….

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede