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Ott
28

Promuovere la intranet con le cacce al tesoro

Come sapete, il tema dell’adozione da parte dei dipendenti dei progetti intranet, una volta lanciati, è una delle principali preoccupazioni organizzative da parte dei team di progetto: la intranet non si “incontra per caso” nei corridoi; è un sito web a cui bisogna collegarsi e che richiede, anche nel migliore dei casi, una curva di apprendimento oltre che piccoli o grandi cambiamenti nelle proprie abituidini e routine quotidiane.

Per questo il tema dell’intranet adoption  è uno dei più battuti in rete (basta cercare su Google). Da parte mia ho sempre considerato le strategie di adoption come un insieme di iniziative di varia natura , che possono essere adottate in misura diversa a sdeconda del tipo di organizzazione:

  • Messaggistica (canali tradizionali, manifesti, email, fumetti, messaggi CEO, brochure)
  • Gadgettistica (ad esempio chiavette, mosepad, collari portabadfge)
  • Guerrilla marketing (atrii, bagni, postazioni comuni)
  • Eventi (workshop, cacce al tesoro online, contest, inaugurazioni)
  • Temi virali (ad esempio: il gallo cerca casa)
  • Video illustrativi (video tutorial, video “emozionali”)
  • Organizzazione (Amobasciatori locali, champions)

In questo senso vi voglio segnalare una balla iniziativa messa in piedi dal Teachers’ Retirement System of the City of New York (TRS), e segnalata recentemente da Thougtfarmer.

Per fare conoscere la nuova intranet agli impiegati hanno organizzato una caccia al tesoro dentro la intranet:  i dipendenti potevano rispondere a un questionario in intranet ma per rispondere “dovevano” visitare alcune sezioni della intranet, imparando così a conoscerla. A ogni risposta esatta si guadaganvano punti.

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Un ottimo modo di creare interesse e di aumentare la conoscenza del nuovo ambiente informativo.

Che dite, lo facciamo? :-)

Gen
27

Gamificare la intranet, siamo solo all’inizio

Il tema della gamification, ovvero dell’uso di meccaniche di gioco in ambienti non giocosi, si arricchisce continuamente di nuovi contributi e credo che, assieme a quello della intranet in mobilità, sarà l’argomento dominante nella progettazione intranet dei prossimi due-tre anni.

Su questo terreno c’è infatti spazio per molte sperimentazioni,  e cominciano ad uscire alcuni casi e molte idee. Sylvain Cottong, ad esempio, cita il caso di Google e della sua politica per le trasferte (i soldi che avanzi li puoi usare la volta dopo, donarli o farteli rimborsare) in un post dedicato proprio alla gamification nelle intranet sociali.

Ancora, Ellisa Calder spiega come usare la gamification in Sharepoint. Ad esempio, dice Ellisa, se vogliamo che le persone inseriscano bene i metadati nei contenuti pubblicati possiamo stabilire un set di Badge dedicati a questo argomento.

Ma naturalmente possiamo applicare meccanismi simili a tantissimi altri task. Ultimamente, ad esempio, mi è capitato di proporre di usare delle “coccarde” che appaiono automaticamente sul profilo del dipendente che conclude un modulo formativo in e-learning.

Credo che l’applicazione di queste meccaniche  sia alla fine molto più facile di quanto possa sembrare e, una volta rotto il ghiaccio, possa davvero funzionare, sempre che si sia fatto un minimo di studio preliminare dell’ambiente organizzativo.

Credo quindi che in futuro, di fronte ad ogni nuova iniziativa in intranet dovremmo chiederci:

  • quali contenuti dovranno essere prodotti?
  • chi dovrà produrli?
  • in quale forma saranno pubblicati?
  • quali comportamenti vogliamo incentivare?
  • Attraverso quali meccaniche di gioco?

Ne riparleremo, spero con qualche caso in più da esibire.

Ott
4

Di gamification, rewarding, engagement e altre inquietanti parole

Oggi si parla molto (all’estero) di meccanismi di gamification (associare dinamiche di gioco a comportamenti e ad ambienti che di per se non sarebbero ludici) e di sistemi di riconoscimento simbolico per i contributi che arrivano dai dipendenti.  Se ne parla talmente tanto che si cominciano – giustamente – a fare i primi distinguo, a cercare di capire che cosa funziona veramente e che cosa è solo frutto di una moda passeggera.

Per capirlo abbiamo ovviamente bisogno di appoggiarci a dei casi di studio concreti, che ci aiutino a distinguere, tra le tante soluzioni, quella che davvero ha un senso. Fortunatamente di casi cominciano ad uscirne, ed uno in particolare, che citerò alla fine, mi ha davvero colpito non tanto per il sistema in se, quanto per la coerente, pervasiva e intelligente campagna di coinvolgimento che è stata fatta presso i dipendenti.

Cominciamo da Accenture, che ha associato un dettagliato sistema a punti per favorire l’adozione della nuova piattaforma interna (Sharepoint). Il caso di Accenture è ben documentato ed è uscito recentemente (c’è anche chi ha già espresso alcune perplessità).

 

PeopleProfile

image

 

C’è poi il noto caso di Sabre town, e del suo social network di Q&A, associato al meccanismo dei Karma point sulle risposte (qui un approfondimento nientemeno che di di Jared Spool).

LinkedIn

Poi c’è il caso di Idea Street, un sistema di generazione di idee per i dipendenti pubblici del dipartimento inglese per le pensioni (la nostra INPS), che ha creato un meccanismo di visibilità per gli autori delle idee, che poi è stato replicato da un’azienda che si occupa di piattaforme enterprise 2.0 (qui il caso).

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi c’è il caso di GreenNature, con la sua piattaforma per sostenere le cause dei colleghi.

 

Ma la cosa che più mi ha colpito è il caso del colosso della ristorazione Yum!, e della sua piattaforma collaborativa interna, dal bellissimo nome di Iching. Il caso è documentato solo da alcune slide in PPT che potete scaricare da qui (vi consiglio di farlo).

Le slide contengono alcune perle: per prima cosa il primo caso di uso dei badge di cui io sia venuto a conoscenza.

 

Ma la cosa che mi ha davvero colpito è stata la strategia di lancio e di “engagement” del personale per l’adozione della piattaforma. Di seguito alcune immagini:

 

Lancio della intranet gadget

 

Lancio della intranet messaggistica

 

Davvero delle idee carine e intelligenti.

Il tema, come potete immaginare, è abbastanza in divenire. Una cosa è certa: il giusto dosaggio di meccanismi di visibilità, gioco, riconoscimento è certamente una chiave vincente nell’adozione interna di questi sistemi, anche dalle nostre parti. A presto per aggiornamenti in merito :-)

 

 

 

Giu
14

E’ un gioco, mica uno scherzo. Sulla “gamification” nelle intranet

Se rispondo bene nei forum guadagno punti, se completo il mio profilo posso pubblicare documenti, se molti colleghi apprezzano i miei contenuti sblocco dei badge, posso creare gruppi solo se ho raggiunto il terzo livello di expertize, ad un certo punto la redazione mi assegna una coppa virtuale. E così via.

Gamification. E’ questa la nuova parola che racchiude un insieme eterogeneo di pratiche che più o meno conosciamo e che attraversano in vario modo gli spazi sociali in Rete. Ma non solo: oggi la sfida per i designer e i progettisti è riuscire a riprodurre parte di queste logiche all’interno degli ambienti intranet più tradizionali.

Dopo tutto il riconoscimento degli altri, la sfida con se stessi, la competizione creativa e il dialogo costante con gli aspetti giocosi delle attività sono motori potentissimi che attraversano da sempre gli spazi organizzativi: si tratta solo di riconoscerli e riuscire ad incorporarli all’interno degli ambienti online interni in maniera produttiva e sensata.

Quando ne ho parlato ad un convegno, quasi di sfuggita, una community manager interna mi si è poi avvicinata dicendomi che effettivamente sì, non ci aveva pensato, ma gli aspetti legati al gioco avrebbero probabilmente funzionato. Lei non ci aveva pensato, e così molti. Perché? Beh, perché siamo al lavoro, giusto? E non stiamo mica giocando. Sbagliato. Siamo al lavoro, ma se guardiamo un po’ meglio scopriamo che vengono agiti continuamente elementi assimilabili al gioco: pensate alla valutazione delle prestazioni.

Il problema, dunque, per l’ingegneria sociale delle community interne, non  è “gioco si/gioco no”, ma come usare questi potentissimi elementi per orientare comportamenti e pratiche positivi nell’economia organizzativa (a scanso di equivoci, non sto parlando di cose come “rispondi alla domanda e vinci un microonde”).

Torneremo su questo tema, perché è fondamentale per creare community interne che funzionano: oggi voglio solo segnalarvi un po’ di risorse

Due articoli

4 Tips for Applying Game Mechanics in Corporate Settings

5 Engagement Factors For Gamification And The Enterprise

e un blog che ha moltissime risorse dedicate al tema della gamification

In un recente post raccoglie molte presentazioni sull’argomento. Vi segnalo una delle più significative.

 

 

 

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede