Home » Archivi per jazz

Ott
14

Tutti al Felt, il sabato sera

Ricomincia la mia attività di musicista dei miei stivali. Quest’anno bazzicherò la scuola del Felt, a San Lorenzo (Roma) che da locale jazz è diventato un vero e proprio centro didattico, coordinato dal vulcanico Angelo Schiavi. Si suona assieme, si impara, ci si diverte. It’s only jazz.

Qui cè una notizia completa, con la programmazione dei corsi. C’è anche lo spazio su My space, (ovviamente se avete lo stomaco per reggere la lettura delle pagne di Myspace..)

Feb
10

News from my soul

La musica è l’unica attività che mi permette di staccare veramente dal lavoro.

Certo, uso sempre il PC, ma usare Sibelius è come andare a Gardaland. Altro che PPT. E siccome su questo blog non ci facciamo mancare niente ecco a voi, direttamente da Scrbid, un nuovo brano che ho composto, basato sulla sequenza armonica di “What’s news?”, una classica ballad (qui soto una delle tante versioni)

L’istinto sarebbe stato di intitolarla “No news”, ma alla fine l’ho intitolata “News from my soul”, che mi sembra più ottmistica e in fondo rispettosa di me. Non è niente di più che un esercizio che faccio per la mia attività orchestrale (e il mio maestro ovviamente mi massacrerà), ma mi è costato tutto il giorno e ne sono un po’ soddisfatto. (che dici Gianluca, possiamo accontentarci? :-)

La versione è per strumenti i C. Se servisse il file per strumenti in Eb e Bb non avete che da chiedere: per me sarà un onore…

Ott
17

La mia CdP musicarella

Ok, non ve ne fregherà niente, ma io sono molto contento di questo nuovo spazio che ho messo in piedi per supportare il lavoro della Franknsteinband, l’orchestra jazz a cui partecipo.

Home_page_gruppo_frankenteinband

Ho usato google gruppi, che tutto sommato dà le funzionalità che servono.Per il momento è tutto abbastanza fico: abbiamo le nostre discussioni, inseriamo i nostri brani, il nostro maestro li corregge, creiamo pagine di aiuto e tutto è divertente e utile.

Non posso negare che questo sia anche un piccolo esperimento personale, per vedere come, all’interno di una Comunità di Pratica (e sfido chiunque a dire che questa non lo sia), si articoli la dialettica tra partecipazione e reificazione.

Staremo a vedere. Bye.

Ott
15

Come rimanere giovani

La giovinezza è una questione di ritmo interiore. E questo ritmo ha un nome: calypso.
Se verso metà del pezzo sentite che una voce dentro di voi dice: “vai, vai, vai…”, beh, c’è qualche speranza.

Mar
26

Angelo’s space

Ho conosciuto Angelo un po’ di anni fa, quando arrivai a Roma per la prima volta. Allora non ci capimmo: credo fossimo entrambi troppo rapiti dalla nostra storia per provare a uscire da noi stessi e confrontarci veramente.

Oggi molte cose sono cambiate: Angelo è il mio maestro di improvvisazione jazz e anche un amico. Il suo nuovo disco è un omaggio al jazz come non se ne sentivano da tempo. In fondo, un atto di generosità e di rispetto. E il rispetto merita rispetto.

Mar
8

Blog omeopatici

Perché nella blogosfera nessuno parla di medicina? Chiedetelo a lui

Nov
7

Usabilità e cantabilità

L’usabilità è un concetto potente. Talmente potente che è possibile ritrovarlo in moltissimi campi al di fuori del web. E’ come un grimaldello teorico che aiuta ad entrare nel cuore di alcuni processi creativi. Sembra incredibile, ma è cosi, ad esempio in musica. Ho composto, come esercizio, un brano (che vi faccio scaricare) , basato sulla sequenza armonica di uno sandard jazz arcinoto, ovvero “Autumn leaves“.

E nello scriverlo mi sono accorto di come alcune regole di composizione siano, in fondo,  delle regole di buona usabilità per la costruzione di temi musicali. Potremmo chiamarle regole di  “cantabilità“.

Un tema jazz, ad esempio, deve essere simmetrico, e conservare una struttura di fondo riconoscibile. Deve essere semplice, “cantabile”, appunto, e deve cercare di non “svolazzare” troppo all’interno del pentagramma, rimanendo entro intervalli piccoli. Deve appoggiarsi il più possibile su alcune note particolari degli accordi e deve ruspettare alcune convenzioni formali e strutturali. Ci sono molte altre regole, che in buona parte ignoro (essendo io, alla fin fine, un dilettante) ma non importa: nel crearlo ho capito alcune cose, non solo musicali.

Ho capito che la simmetria paga, e che non c’è atto creativo che non stia all’interno di un campo di vincoli (fisici, culturali, materiali, formali, convenzionali, matematici, ecc) dei quali tenere conto. Ed è proprio nella continua tensione tra le nostre intenzioni e questo insieme di  vincoli che nascono le cose che poi si danno alla nostra esperienza come belle, brutte, gradevoli ecc.

Ok, ho finito, vi lascio in compagnia del mio brano (del quale, se non si fosse ancora capito, sono nel mio piccolo soddisfatto). PDF da 150 kb.

spartito_di_leuca_promenade_by_giacomo_mason

Giu
16

Litanie armoniche parte 2

Perché nessuno mi ha mai spiegato che l’accordo di dominante lo posso sostituire con l’accordo della II spostato di mezzo tono sotto per fare la discesa cromatica? Perché nessuno mi ha mai spiegato, in anni e anni di studio, che linea portante nascosta sotto un anatole come I got rithm è una banale filastricca da cartone animato? Ma quante cacchio ne devo ancora scoprie prima di capire che ho studiato a cacchio tutti questi anni?

Giu
9

Come il cacio sui maccheroni

Niente, è che siccome ho scoperto quanto ci stanno bene la nona bemolle e la quinta + sugli accordi di dominante che risolvono sul primo grado, ci tenevo a comunicarlo…Certo, direte voi, bella forza, bastava leggersi gli assoli di Parker per capirlo, ma per trovare bisogna cercare

Mag
2

Don’t Explain

Stamattina mi sento così

Nov
10

Il jazz in fondo all’anima

Pesco dall’archivio di Next questo singolare articolo di Washington Olivetto, pubblicitario e fondatore dell’agenzia pubblicitaria W/Brasil. Si parla di incertezze, di lavoro post industriale, di leadership.

Uno stralcio dell’intervento:

Noi lavoriamo con i soldi degli altri, per cui dobbiamo essere molto responsabili, ma é fondamentale gestire una delle componenti base del nostro business: l’allegria.[…]  Gioco dicendo che essere leader significa conoscere il momento giusto per servire il gelato. Chiaramente lo faccio in momenti di alta tensione sul lavoro: dico a tutti di fermarsi e faccio portare del gelato per tutti quanti.

Apr
11

Perché i Doctor 3 sono bravi

I “Doctor 3” sono tre jazzisti abbastanza famosi, se si può parlare di fama all’interno dello sfigato ambiente jazzistico, popolato da sfigati squattrinati segaioli, che dopo avere studiato con la testa china per vent’anni, se va bene, ed essere capaci di produrre cose che fanno venire la pelle d’oca, si ritrovano a suonare per venti persone e 50 euro se va bene (per la cronaca: se cercate donne, soldi, successo, non entrate nel mondo del jazz. Solo per questo vi amo jazzisti…), beh, questi tre hanno fatto un gruppo, i Doctor 3 appunto.

E già questo è stano: nel jazz sono rarissime le formazioni stabili. Si contano sulle dita di una mano. Il resto è composto da anime individuali che peregrinano con il loro strumento e si ritrovano, talvolta, a suonare assieme sulla base di un grande “Altro” che è la musica jazz.

Ora che ci penso, questo mi ricorda i blog…

Va beh, insomma, questi qui, i Doctor 3, invece un giorno si ritrovano e dicono: noi siamo bravi, siamo bravissimi, ma dobbiamo guardarci intorno. Noi suoniamo il jazz ma perché, dico perché dobbiamo rinchiuderci in questo recinto armonico-ritmico-melodico, che poi la gente dice “che palle sto jazz…”?

Parliamoci francamente, cosa rimane più impresso nell’orecchio dell’ascoltatore medio che non è stato iniziato alle sfigate alchimie matematiche del jazz? Cosa si fischietta mentre ci si fà la barba? Le sequenze II-V-I? I temi di J. Coltrane? E tu Danilo guardami in faccia: sei un mostro di bravura, un poeta del pianoforte, uno dei migliori d’Europa, ma quanti ti conoscono in Italia? Danilo, non barare, i parenti non contano…

Insomma questi si mettono d’impegno e cominciano a studiare i temi delle canzoni pop, della musica tradizionale, della canzone d’autore, della canzone melodica italiana. Prendono Domenico Modugno, Sting, i Led Zeppelin, i Beatles. Usano Caludio Baglioni, Sakamoto, Peter Gabriel. Gli U2. Da lì ripartono per ricostruire un percorso jazzistico che vada oltre il jazz. Usano questi temi, li ripropongono, li stravolgono, li ammiccano, li ricompongono. E fanno jazz. E’ questa la cosa grande.

Beh, un trionfo. Migliore formazione jazz del 1999, se non erro. Umbria jazz. Insomma, un grande successo. Finalmente il jazz scende dal piedistallo e ritrova i suoi ascoltatori, riscopre le sue radici popolari e si mostra come un complesso meccanismo capace ancora di stupire e emozionare. Finalmente il jazz. Finalmente.

In vacanza, con i miei amici non jazzisti, ascoltavamo i Doctor 3. Loro riconoscevano i temi, ed erano felici. Anche Io ero felice.

Grazie Doctor 3.

Feb
11

A lezione con Coltrane

Per tutti gli appasionati di Jazz, musicisti o no, Jazzitalia è sicuramente un punto di riferimento essenziale. Ma la cosa bella è l’impressionanate numero di risorse didattiche a disposizione. Lezioni, materiali, brani da scaricare e ascoltare, analizzati e commentati da professionisti italiani e stranieri che si sono uniti in questa communty che raggruppa insegnanti, musicisti, semplici appassionati. Tra le tante proposte didattiche on line, guardate (e ascoltate) la bella lezione di Flavio Tullio sull’assolo di J. Coltrane in “Oleo” (dalle famose “session” di Davis del 1956). Frammenti, commento, trascrizioni… Divertitevi.

Feb
6

Le regole d’oro della musica d’insieme

Il maestro della nostra orchestra (uomo di spirito, colto e autoironico, oltre che competente e appassionato) mi invia le 15 regole d’oro per suonare insieme, a sua volta inviate a lui dal primo clarinetto dell’Orchestra Nazionale di Francia. Alcune di queste, prese come metafora, potrebbero orchestraessere considerate regole per sopravvivere in azienda. Ma forse perderebbero il loro specifico, Chissà. Ve le ripropongo senza alcuna modifica. Ciascuno ne tragga gli insegnamenti opportuni. ;-)

  1. Suonate tutti lo stesso pezzo.
  2. Fermatevi ad ogni segno di ritornello e discutete animatamente se ripetere o no.
  3. Chi stona getti un’occhiataccia ad uno dei suoi colleghi.
  4. Accordate con la massima cura prima di suonare. Dopo di che potrete stonare per tutta la sera con la coscienza a posto.
  5. Girate la pagine con la dovuta calma.
  6. Una nota giusta al momento sbagliato è una nota sbagliata (e viceversa).
  7. Se tutti si imbrogliano, eccetto Voi, allora siete voi ad imbrogliarvi.
  8. Cercate di massimizzare il NNPS (Numero di Note Per Secondo), vi guadagnerete l’ammirazione degli incompetenti.
  9. Le legature, i coloriti e gli abbellimenti non devono essere rispettati. Servono solo ad abbellire la pagina stampata.
  10. Se un passo è difficile rallentate. Se è facile accelerate. Alla fine tutto si aggiusta.
  11. Quando vi siete persi del tutto, fermate tutti gli altri e dite: “Forse dovremmo accordare meglio”.
  12. Se per colpa vostra tutti gli altri si sono dovuti fermare, spiegate dettagliatamente le ragioni per le quali vi siete imbrogliati. Tutto ciò desta sempre molto, ma veramente molto interesse.
  13. La vera interpretazione è quella nella quale non resta più una sola nota dell’originale.
  14. Una nota stonata suonata con timidezza è una nota stonata. Una nota stonata suonata con autorità è un’interpretazione.
  15. Quando tutti gli altri hanno finito di suonare, non continuate a suonare le note che vi sono avanzate.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede