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Set
5

Da PebbleRoad, una roadmap per le intranet

Ci sono talmente tante cose con cui potrei ricominciare a scrivere dopo così tanto tempo che, come ovvio, lascio perdere (e soprattutto mi astengo dal tediarvi con le minuziose descrizioni delle mie letture o frequentazioni estive. spero – per me – che qualcosa trasparirà nei miei scritti autunnali).

Mi limito a segnalarvi un PDF che è stato pubblicato in estate da PeppleRoad e che riporta una roadmap per il redesign di una intranet piuttosto dettagliata.

image

 

La guida è gratuita e ben strutturata, anche se molto sintetica (ma i link di approfondimento sono abbastanza centrati).  Potete scaricare direttamente il PDF da qui .

Set
27

Community di progetto, di pratica, di interesse

Creare community di dipendenti dentro un’organizzazione, come tutti sanno, è una fatica nera. Si tratta di trovare il modo di aggregare persone, saperi, problemi condivisi, progetti, bisogni, interessi e cose del genere, all’insegna di un modo nuovo di lavorare assieme. Ma le persone non sono burattini, hanno in genere un sacco di problemi operativi e poco tempo, oltre che abitudini ormai sedimentate.

Sono tutte cose che sappiamo, ma per affrontarle correttamente è importante che cominciamo a distinguere, all’interno di questo campo di attività, tra le diverse applicazioni dello stesso concetto: una comunità dedicata ad un progetto aziendale o ad un evento è diversa da un’aggregazione basata su un bisogno o un insieme di problemi comuni, e si distingue da un gruppo dedicato ad una pratica condivisa. E tutte si differenziano in modo netto dai social network, come ho già scritto.

Nel mio ultimo libro ho distinto, all’interno del campo delle community, tra 4 tipi di aggregati:

  • community di progetto, ovvero gruppi di persone che si formano per portare avanti un’attività interna;
  • comunità di Pratica online, ovvero gruppi di persone che condividono una pratica comune;
  • community trasversali di saperi, che si autodelimitano sulla base di problemi condivisi;
  • community “ludiche”, legate interessi extra-lavorativi.

Ok, vi rimando al libro (che uscirà tra un paio di settimane) per ulteriori approfondimenti; oggi invece voglio segnalarvi, grazie ad un post di Community roundtable, un interessante white paper dedicato alle community di progetto, a cura di e-moderation.

Lo studio esamina questo tipo di aggregati distinguendoli dalle community di interesse: nel primo caso la community ha uno scopo preciso e un obiettivo più o meno definito, mentre nel secondo caso i fattori aggreganti sono sono legati ad uno scopo ma a un interesse più o meno definito.

Il testo è interessante e vale la pena scaricarlo. Potete scaricare il PDF da qui).

Buona lettura.

Gen
27

Enterprise microblogging matrix (by Pistachio)

Non so perché ma credevo di averla già segnalata. Si tratta di una ricerca di Pistachio consulting dedicata ad alcuni tool per il microblogging interno.

Pistachio ha creato una matrice di comparazione molto interessante, e di alcune applicazioni non ne avevo minimamente sentito parlare.

Potete scaricare tutto il report da qui.

Oppure leggerlo su Scribd.

Enterprise Micro Sharing Tools Comparison 11032008

Gen
25

Supportare i team virtuali? Non è un gioco.

Quando pensiamo ad intranet non dobbiamo immaginare uno spazio monolitico con certe funzionalità definite e un tipo predeterminato di utilizzo: dobbiamo invece pensare ad uno spazio polifunzionale, che supporta diversi attori durante la giornata; attori che, in momenti diversi possono avere ruoli e bisogni differenti.

Quanti sono questi attori e quali sono questi ruoli? Proviamo a definire questo elenco: una intranet aggrega in un insieme applicazioni e tool che supportano:

  • me come dipendente (es: servizi online)
  • i team interfunzionali (es: gruppi di lavoro virtuali)
  • i settori/dipartimenti (es: canali di settore)
  • le community (es: forum tematici)
  • le reti informali (es: social network)
  • i processi (es: form online)
  • l’azienda come sistema di conoscenze (es: wikipedia interna)

Si potrebbero, come ovvio, aggiungere altri esempi per ogni tipo di utilizzo, e va anche detto che, alla fine, ognuno di questi utilizzi supporta il singolo dipendente. Aggiungiamo il fatto che a volte alcune applicazioni stanno a cavallo di queste distinzioni, ma credo lo stesso sia davvero importante distinguere preliminarmente, e a livello astratto, questi possibili utilizzi, perché determinano le funzionalità che vanno pensate, progettate e poi realizzate sulla intranet.

La intranet è grande, e c’è posto per tutti,  ma è importante non confondere le mele con le pere anche per essere in grado di misurare successi e insuccessi. In particolare mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso temo il tema dei team interfunzionali.

Questo tema infatti è una reale sfida per il progettista ed un banco di prova tra i più seri per il progetto intranet: i team interfunzionali devono infatti arrivare a dei risultati, hanno in genere bisogni precisi, hanno una storia di collaborazione alle spalle che le nuove tecnologie tenderanno in parte a ridefinire, usano tecnologie che entrano direttamente nel flusso di lavoro.

Insomma, con le tecnologie a supporto dei team non si scherza, e la progettazione sconta sempre il dilemma se assecondare le vecchie abitudini – disfunzionali – o inaugurare nuove modalità che rischiano di  non essere adottate. Il dilemma permanente – diasporico e contraddittorio – del progettista.

In generale, direi che le tecnologie a supporto dei team virtuali si dividono i tre categorie:

– Tecnologie di comunicazione (mail, telefono, Instant messaging, videoconferenza, micro-blogging, voice over IP, ecc.)
– Tecnologie di condivisione (news, blog, document sharing, wiki, forum, ecc.)
– Tecnologie di cordinamento (calendari, project management, ecc.)

Come usarle e in quel mix presentare ai team è – appunto – tema della progettazione di questi ambienti.

A questo riguardo vi segnalo una bella ricerca sui team virtuali condotta recentemente su più di 400 aziende europee (ecco il pdf da scaricare – 879 kb)  che racconta le difficoltà e le caratteristiche della collaborazione a distanza tra i team aziendali.

Tra tutti i dati vale la pena riportare il grafico sulle tecnologie utilizzate:

grafico tecnologie usate a supproto dei team virtuali

Mi sembra che emerga come le tecnologie di comunicazione siano ancora, tra le tre, le più utilizzate. Un altro dei risultati che emergono dalla ricerca riguarda il management di queste iniziative: perché abbiano successo è infatti molto importante sia una gestione attenta e meticolosa da parte dei capi progetto sia un insieme di regole rigorose da rispettare (ad es: devi rispondere entro 48 ore e cose così) proprio perché i membri del team non hanno a disposizione molti elementi per “correggere il tiro” fisicamente se qualcosa va storto o un membro del team non dà segni di se per giorni e giorni.

Insomma, un tema affascinante, che va ben oltre le tecnologie a supporto.

Gen
2

Qualche segnalazione intranet per cominciare l’anno

Qualche piccola segnalazione per cominciare il nuovo anno (queste segnalazioni servono anche a me per scaldarmi i muscoli su questo blog, che ho abbandonato per troppo troppo tempo a causa di problemi legati alla mia nuova condizione campagnola – condizione materiale e condizione spirituale – e non aggiungo altro).

Rebecca Rodgers, di StepTwo, parla dei test con gli utenti all’interno dei progetti intranet (“qualche test è sempre meglio di ‘nessun-test “); è vero che spesso questi benedetti test non ce li fanno fare con tutti i crismi, ma in ogni caso condurre anche qualche indagine “cotta e mangiata” è meglio che non condurne affatto.

– In un vecchio articolo del 2004 Paul Chin parla delle tecniche di promozione per il lancio della intranet, un tema a volte sottovalutato e che va invece affrontato con serietà e con un briciolo di creatività. Da notare che in questo caso Paul sdogana la necessità di contenuti ludici ed extra-lavorativi in nome della visibilità del progetto.

– StepTwo ha pubblicato il suo intranet innovation 2009, con una serie di casi molto interessanti, tra i quali ad esempio quello del gruppo russo ChTPZ, che ha creato una applicazione molto sexy per mandare sms ai cellulari dei dipendenti tramite un’opzione nel cercapersone.

chtpzgroup_mobile_04_edit

Altro caso ineressante è quallo di Sabre, e della sua applicazione (SabreTown) di microblogging per domande e risposte tra i dipendenti (mooooolto interessante).

sabre_New_hub

Il report è a pagamento, ma potete scaricare una ricca sintesi gratuitamente (ecco il link al PDF della sintesi dell’intranet innovation 2009 – 4,3 Mb).

– Sempre a proposito di roba da scaricare, potete dare un’occhiata all’intranet matrix di Toby Ward, che elenca le caratteristiche delle buone intranet a confronto con quelle delle “ottime” intranet. Niente di speciale,  ma vale la pena darci un’occhiata (vi dovete registrare per scaricare).

– Infine, Oscar Berg ha pubblicato l’elenco di 12 (dodici) report gratuiti sull’enterprise 2.0, pescati da varie fonti consulenziali come KPMG o McKinsey.

Per il momento siamo a posto così…ciao ciao e che riusciate a realizzare quello che, esplcitamente od oscuramente, per scelta o per necessità, avete meditato per quest’anno che viene.

Lug
26

Segnalazioni su collaborazione, conoscenza e altre amenità

Ecco un po’ di segnalazioni in ordine sparso di articoli, post e interventi su diversi aspetti collegati al tema delle intranet e della collaborazione (ne ho tantissime, questa è solo una prima parte)

L’enterprise 2.0 va bene solo per i wkowledge worker? Un bell’articolo che spiega come diversi tipi di strumento e diversi tipi di iniziative possano, a diverso titolo, riguardare tutta l’organizzazione e non solo le èlite interne.

spectrum of social software participation

Otto buone ragioni di business per adottare una intranet. Un bell’articolo e un bello schema riassuntivo

CIBA intranet model

Esiste qualcosa come “il miglior CMS per il mio settore merceologico”?. Un bell’articolo di Tony Byrne prova a spiegare perché questa è una domanda fuori luogo. Le specifiche di un CMS hanno un rapporto solo marginale con il tipo di attività e di prodotti dell’azienda, e ne hanno uno molto più stretto con i processi interni della specifica organizzazione.

44 guiedline per la vostra intranet. Senza pretese, un articoletto con un po’ di punti chiave da tenere a mente.

– I punti di contatto tra Enterprise 2.0 e Enterprise content Management. Oscar Berg prova ad affrontare una questione che emerge sempre più potentemente all’interno del discorso teorico sull’adozione di questi strumenti

– Quando usare i PDF e quando i form in una intranet. Un bell’articolo che spiega come impostare un uso sostenibile dei (tanti) PDF che affollano le nostre intranet.

– Enterprise 2.0 come volano. La metafora del volano applicata ai progetti enterprise 2.0. E’ citato anche il caso della Toyota (ma è di qualche anno fa) con tanto di PDF.

– Quando l’1.5 è meglio del 2.0. Un post che prova a problematizzare la tematica dei contenuti generati dagli utenti. A volte una forma di supervisione e di controllo è assolutamente necessaria. E questo è un tema davvero pertinente per tutti i progetti interni.

Buona lettura.

:-)

Apr
10

Risorse per l’analisi intranet

Per la serie “tour guidati nel mio nuovo blog”, vi invito a visitare la sezione “Risorse e materiali“, dove troverete alcune cose nuove, in particolare nell’area “Materiali da scaricare“.

Nella mia compulsione da rinnovamento ho cercato infatti di aggiungere e di aggiornare i materiali metodologici che metto a disposizione, cominciando da alcune schede che avevano bisogno di una bella rinnovata.

Troverete quindi, tra le altre cose:

– la nuova scheda di check list per la vostra intranet (pdf)

– una nuova scheda per fare benchmark delle intranet altrui, con più di 80 item e centinaia di sottoitem (pdf)

– Un esempio di questionario da sottoporre alla popolazione aziendale, preliminare alla progettazione dell’ambiente (pdf)

Fatene buon uso (per la cronaca, il correttore ortografico di Firefox è una manna, ma che cosa ho aspettato a usarlo in tutti questi anni?)

Ciao

Ott
17

Chi cerca trova

Per chi fosse interessato, segnalo questa risorsa sui motori di ricerca in ambito enterprise. In realtà la versa sergnalazione è al PDF da scaricare (dopo essersi registrati), con tanti interventi autorevoli a riguardo. E Buona ricerca a tutti.

Ago
8

Le barriere alla collaborazione

Lo segnalo per non dimenticarmelo, anche se lo devo ancora leggere: uno studio su come superare le barriere tra gruppi e persone in un sistema di publishing decentralizzato.

Il PDF lo scaricate direttamente da qui.

Nov
7

Radiografia delle Intranet bancarie

E’ disponibile, sul sito osservatori.net (il sito creato dal Politecnico di Milano che raccoglie le attività di monitoragglio dell’evoluzione tecnologica in alcuni comparti industriali italiani), il rapporto 2006 sulle intranet nelle banche italiane. Non l’ho ancora letto a fondo, ma sembra promettere bene: si parla principalmente di evoluzione in rete dei processi operativi, con un interessante approfondimento sugli strumenti di community.

Lo potete scaricare da qui (ma dovete prima registrarvi).

Set
5

Evoluzione e bricolage delle intranet USA

E’ interesante osservare come si sviluppa il dibattito sulle intranet in USA e in Europa: forse le indicazioni che emergono possono essere viste come cartina di tornasole delle rispettive culture tecnologiche e organizzative. Per farvene un’idea vi consiglio di scaricarvi il report “Corporate Intranets: Best Practices” (lo scaricate da qui, subito dopo esservi registrati), edito dalla statunitense Avenue A | Razorfish.

Trovate uno schema evolutivo molto dettagliato delle “fasi” evolutive di intranet (che dalle semplici info istituzionali arriva all’integrazione dei processi informativi aziendali, passando per la collaborazione degli impiegati), che non mancherà di sollevare delle domande (domande che si pone anche Jane McConnell).

In realtà in Europa sembra che, almeno a livello generale, le cose non vadano proprio come sono descritte nel report (e gli autori ne sono consapevoli), ma  è interessante misurare proprio queste differenze.

Ad ogni modo il report è molto utile e ha il merito di  “guardare oltre”, offrendo uno scorcio delle possibilità delle intranet del futuro prossimo, ovvero “Google style”, podcasting, social tagging, Wiki, blogging, social networking, Ajax, oltre che una serie di applicazioni (neanche tanto) futuribili.
Buona lettura.

p.s. dello stesso autore potete leggere un articolo sul Corporate web 2.0, pubblicato su Boxes and arrows.

Mar
29

Intranet e P.A.

Se potete (sono 32 Mb), scaricatevi la relazione del (mitico) CNIPA dedicata allo “stato dell’informatizzazione nella Pubblica Amministrazione” (l’ultimo quaderno è riferito al 2004): troverete anche, verso pagina 80, una piccola rassegna sulle intranet delle P.A (tra l’altro sono citati alcune iniziative locali interessanti). In generale, si può notare una forte focalizzazione documentale e una presenza ancora troppo sporadica e occasionale degli spazi di community. Ma staremo a vedere.

Io sto lavorando abbastanza con le P.A.: quello che vedo in giro è grande intelligenza, grande preparazione, tanta voglia di fare e una certa disponibilità a investire. Insomma, tutti gli ingredienti giusti. tra qualche anno vedremo (e parlaremo di) grandi risultati, ne sono certo.

Mar
21

Frammenti sulle comunità di pratica

In questo periodo lavoro molto (per ‘lavorare’ considerate anche: leggere, studiare, discutere, riflettere, e cosi via) e tra le cose che mi occupano ci sono anche le famose “comunità di pratiche”. Per i nuovi di questo blog (se ce ne sono) ripeto brevemente: per ‘comunità di pratiche’ intendiamo i gruppi informali in un’organizzazione che si formano intorno ad un progetto comune, che condividono uno stesso linguaggio, stessi strumenti tencologici, stesse abitudini e procedure e che sviluppano nel tempo modalità condivise per affrontare i vari problemi.

In rete c’è molto (ma proprio molto) sull’argomento e voglio darvi alcuni “consgili di lettura”. Cominciamo con “Cpsquare“, la comunità in rete dedicata all’argomento (il link me lo ha passato Etienne Wenger “in persona!”); ed ecco un altra risorsa, sempre in inglese, dedicata al rapporto tra comunità di pratiche e tecnologia (stessa fonte).

Un’altra risorsa, in italiano, l’ho letteralmente rubata ad un corso online: si tratta di un modulo didattico scritto da Antonio Calvani (mitico…) e dedicato alle “comunità di apprendimento”  (è un PDF di 140 kb, attenzione). Vi interssano le comunità di pratica nella didattica? Ecco un interssante intervento di Cristina Zucchermaglio, una delle studiose più attive sul tema (se volete accedere a tutto il corso parite da qui).

E per finire, un intervento video, sempre di Cristina Zucchermaglio, sulle comunità di pratiche. Molto, molto interessante.

Ciao ciao

Dic
21

1.000.000.000!

Gli utenti di internet  hanno superato il miliardo: questo almeno stando a quello che dice J. Nielsen nella sua ultima newsletter La fonte del dato è l’ultima ricerca di Morgan Stanley (la scaricate in PDF da qui – 1,2 Mb).

La cifra raddoppierà entro il 2015. Da dove arrivano questi nuovi utenti? Indovinate un pò: arrivano principalmente dall’asia (36%). In USA la percentuale è ora del 23%. Il rapporto contiene tantissimi dati, tutti interessanti (ad esempio, gli accessi a larga banda nel mondo sono il 18% del totale accessi).
Da studiare.

Mag
9

I quaderni della SSIS

Esiste, in Italia, una Università Virtuale.  Quello che ho capito, navigando, è che non sanno progettare i siti web: più che una navigazione è una disperata caccia al tesoro, ed è un peccato, perché c’è una sacco di roba interessante. Ad esempio l’area dei “Quaderni della SSIS“, (Scuola interateneo di Specializzazione) dalla quale, ad esempio, potete scaricare, in PDF,  un testo di Massimiliano Costa: “La comunità di pratica come leva per la formazione” (scarica da qui, 283 KB). Il testo è un po’ “fumoso” a dire il vero, ma l’ultima parte è suggestiva.

Mar
29

Si scriveva anche prima del web…

Spero di non fare una cosa totalmente inutile segnalandovi il luogo da dove scaricare in PDF il libro “Scrivere. Una fatica nera” scritto e curato nel lontano 1996 dal caro ed ormai noto Alessandro Lucchini (cavolo, ma potevano fare un PDF unico?). Non si parla di scrittura per il web (il tema sarebbe arrivato qualche anno dopo) ma di scrittura professionale in genere.  Archeologia? Forse no, visto che il web non ha ancora assorbito totalmente le nostre attività alfabetiche. ciao

Feb
11

Finalmente si parla di mail in azienda…

Sul sito di Luisa, classico punto di riferimento per tutti noi comunicatori in Rete, è disponibile, da qualche giorno, un nuovo quaderno da scaricare: un manualetto sull’uso e la scrittura delle mail in azienda, scritto a quattro mani da Luisa e Giuseppe Militello. Un contributo prezioso, quantomai tempestivo vista la scarsità di letteratura a riguardo: penso proprio che valga la pena leggerlo. 46 pagine, in PDF.  Un grazie a Luisa, come sempre, per la sua professionalità non meno che per la sua generosità.

Gen
11

Grafica e usabilità secondo la Postai

Visto che qualcuno mi ha scritto in privato che l’articolo che ho citato nel precedente post è, hummm, come dire, ecco, sì insomma, lassativo, mi affretto a fare ammenda.
Speriamo di rifarci la bocca con questo intervento della sempre interessante Sofia Postai (ed è per questo che lo postai, ha ha, ehm) su InternetPro di dicembre, dal titolo “La tormentata relazione tra grafica e usabilità“. Come dire: una saga (ho detto saga) ormai classica nel mondo del web. Interessante comunque il concetto di “rumore cognitivo”. Insomma, da leggere.

Potete scaricarlo in PDF da qui.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede