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Feb
11

Sharepoint 2013 al microscopio

Per i tanti – e in numero crescente – professionisti alle prese con l’implementazione di una intranet con Sharepoint segnalo i materiale del webinar tenuto la settimana scorsa da StepTwo (seminario a cui ho tentato invano di partecipare: putroppo è stato raggiunto molto presto il numero massimo di ospiti) dedicato a “sharepoint 2013 per intranet e digital workplace”.

 

 
Se vi interessa sono disponibili anche le slide dell’intervento.
 

 
Buona visione :-)

Apr
13

Un webinar su “Sharepoint e governance”

Da un po’ di tempo sono entrato nel tunnel dei webinar gratuiti che diverse società di consulenza propongono sulle intranet, i progetti enterprise 2.0 e le community.

Sono fatti in genere molto bene, focalizzati di volta in volta su aspetti specifici della materia. Un ottimo esempio di come farsi promozione onestamente attraverso contenuti di qualità.

Il prossimo, organizzato dalla Prescient digital di Toby Ward, è dedicato alla governance dei progetti Sharepoint. E’ previsto per il 24 aprile alle 18.30 (ora italiana).

Che dite, ci imbuchiamo?

Gen
27

Gamificare la intranet, siamo solo all’inizio

Il tema della gamification, ovvero dell’uso di meccaniche di gioco in ambienti non giocosi, si arricchisce continuamente di nuovi contributi e credo che, assieme a quello della intranet in mobilità, sarà l’argomento dominante nella progettazione intranet dei prossimi due-tre anni.

Su questo terreno c’è infatti spazio per molte sperimentazioni,  e cominciano ad uscire alcuni casi e molte idee. Sylvain Cottong, ad esempio, cita il caso di Google e della sua politica per le trasferte (i soldi che avanzi li puoi usare la volta dopo, donarli o farteli rimborsare) in un post dedicato proprio alla gamification nelle intranet sociali.

Ancora, Ellisa Calder spiega come usare la gamification in Sharepoint. Ad esempio, dice Ellisa, se vogliamo che le persone inseriscano bene i metadati nei contenuti pubblicati possiamo stabilire un set di Badge dedicati a questo argomento.

Ma naturalmente possiamo applicare meccanismi simili a tantissimi altri task. Ultimamente, ad esempio, mi è capitato di proporre di usare delle “coccarde” che appaiono automaticamente sul profilo del dipendente che conclude un modulo formativo in e-learning.

Credo che l’applicazione di queste meccaniche  sia alla fine molto più facile di quanto possa sembrare e, una volta rotto il ghiaccio, possa davvero funzionare, sempre che si sia fatto un minimo di studio preliminare dell’ambiente organizzativo.

Credo quindi che in futuro, di fronte ad ogni nuova iniziativa in intranet dovremmo chiederci:

  • quali contenuti dovranno essere prodotti?
  • chi dovrà produrli?
  • in quale forma saranno pubblicati?
  • quali comportamenti vogliamo incentivare?
  • Attraverso quali meccaniche di gioco?

Ne riparleremo, spero con qualche caso in più da esibire.

Set
12

C’è vita oltre Sharepoint? Si!

E’ fuor di dubbio che il mercato delle tecnologie per intranet, che siano sociali, che non lo siano o che lo siano metà e metà, è davvero frammentato: in genere le aziende “agganciano” i progetti intranet ad altri progetti preesistenti e così le scelte sono condizionate da variabili che a volte con le esigenze della intranet c’entrano davvero poco. In questa frammentarietà abbiamo però la certezza, confermata da più parti, ovvero che Sharepoint stia crescendo un po’ dovunque.

Tuttavia, questa crescita è ancora ben lungi dall’essere diventata egemonia e gli ultimi dati che arrivano dalla ricerca di Toby ward sembrano confermarlo: solo un terzo del campione di più di 800 aziende comprese nella sua survey annuale ha adottato soluzioni “portal” per la propria intranet (e tra queste che Sharepoint ma anche altri prodotti.

Social Intranet Study Tech Platforms June 15 2011

Il resto della torta è occupato da sistemi di CMS puri, soluzioni ibride e soluzioni costruite internamente (sempre molto presenti). Altro dato interessante: l’emergere di CMS open source quali Plone (vecchia conoscenza) e Hippo (questo non l’avevo davvero mai sentito, ignoranza mia).

C’è da dire che la survey di Toby è dedicata principalmente alle intranet “sociali” (ma poi dentro c’è sicuramente di tutto), ma ci offre comunque uno spaccato interessante, anche perché spezza una monotonia che sta diventano un po’ assordante.

 

Feb
21

Qualche risorsa per chi usa Sharepoint

E’ raro che mi occupi su questo blog di questioni legate a piattaforme e tecnologie, ma come sappiamo Sharepoint occupa nel campo delle intranet una posizione dominante, peraltro in crescita. Per questo non possiamo far finta di niente e ignorare le tantissime persone che in questo momento sono alle prese, nel bene o nel male, con la piattaforma di Microsoft.

E così oggi voglio condividere con voi un po’ di risorse che ho trovato nel tempo su Sharepoint, non tanto dal punto di vista strettamente tecnico (listati e codice) quanto come strumenti di supporto alla sua implementazione. Preciso che io non ho alcun rapporto commerciale né con Microsoft né con alcun altro vendor di tecnologie.

Cominciamo.

SharepointOverflow. Costruito sul modello del noto StackOverflow, è un social network di domande e risposte sulla piattaforma.

IntranetFactory. E’ un’applicazione online che permette di creare wireframe di intranet simulando Sharepoint.

Free Sharepoint Web parts. Mette a disposizione moduli per Sharepoint. Non è esattamente “free”, ma i prezzi sono ragionevoli.

Sharepoint tips and tricks. Un blog di soluzioni e listati, a cura di uno sviluppatore canadese.

Nothing but Sharepoint. Una attiva communty internazionale dedicata alla piattaforma, con una parte wiki dedicata agli sviluppatori.

Sharepoint Magazine e Sharepoint muse sono due pubblicazioni online abbastanza interessanti.

Sharepoint for collaboration è la parte di risorse del sito di Michael Books, autore di “Sharepoint roadmap for collaboration“.

Community kit for Sharepoint e la parte del codeplex dedicata a rtisorse pratiche per creare community con Sharepoint.

Non perdetevi gli elenchi di articoli sull’argomento di IntranetJournal, di Mark Morrell e di Janus Boye.

Una riflessione interessante di Michael Idinopulos sul rapporto tra Sharepoint e il concetto di “activity stream” (Michael è leasto a Socialtext e questo valga come disclaimer).

I pensieri di Richard Dennison, responsabile intranet di BT (ancora devo capire il suo rapporto con Mark Morrel, va beh…) sulla governance di Sharepoint

E per finire un filmatino di Commoncraft che spiega in plain english la piattaforma.

Giu
29

Sharepoint, i suoi fratelli e il problema del design

Prendo spunto da un articolo recente di Jakob Nielsen che affronta il tema del design delle intranet e di come esso si combina con la scelta delle piattaforme, ed in particolare di Sharepoint (la quale, ricordiamolo,  occupa oggi solo il 20% del mercato, con una posizione tuttavia dominante rispetto al frastagliato panorama di alternative che crescono come funghi nel tumultuoso territorio delle applicazioni enterprise).

La tesi di Nielsen è condivisibile sia nelle sue premesse sia nella sua conclusione (anche se debole nelle sue argomentazioni): dato che le intranet sia basano principalmente su alcuni precisi task dei dipendenti,  la presenza di piattaforme precostituite non ci esime dall’attività di progettazione e di design. E se esaminiamo alcune intranet costruite a partire da Sharepoint ci accorgiamo immediatamente delle differenze, in barba alle funzionalità native che può presentare l’applicazione.

Homepages of 4 Intranet Design Annual winners. Top row: Huron Consulting Group and Enbridge.  Bottom row: SCANA Corp. and Jet Propulsion Laboratory (JPL)

In realtà le obiezioni di Nielsen all’idea (così come alla perversa aspirazione) che una piattaforma come Sharepoint possa ridurre tutti gli ambienti a cloni di se stessi sono fin troppo lievi: per Nielsen a parità di piattaforma varieranno in modo consistente sia l’architettura informativa (o meglio le label) sia i contenuti in evidenza in home page. Ma questa obiezione non tocca il cuore del problema, perché è scontato che questi elementi saranno diversi da azienda ad azienda e non è su lor che va misurata l’eterogeneità radicale dei due elementi di design da una parte e piattaforma dall’altra.

Il fatto è che le aziende, come ho sottolineato più volte, non operano in un “vuoto di tecnologie” che la intranet dovrebbe occupare. E non operano neanche in un “vuoto di pratiche”, che la intranet sarebbe chiamata ad abilitare. Al contrario, le aziende sono già piene di tecnologie stratificate: email, dischi di rete, client della più diversa natura, bizzarre applicazioni, siti web abusivi, database estemporanei che diventano, anche in mancanza di alternative, elementi strutturali dei processi. A questo caleidoscopico orizzonte dobbiamo aggiungere le pratiche quotidiane delle persone, stratificate in abitudini, comportamenti, processi di fatto e così via.

Progettare una intranet significa guardare in faccia questa situazione, per così dire, spigolosa e disegnare – all’apparenza in astratto, ma in fine dei conti in modo molto più concreto di quanto le piattaforme possano offrire in modo nativo – un’applicazione che ne sia la sintesi. In tutto questo le piattaforme entrano fino a un certo punto e a dire il vero le migliori intranet dissimulano la loro origine, ovvero le piattaforme, perché sono sempre un oggetto ibrido che deve mettere insieme cose assai diverse tra di loro.

Il processo di design riguarda l’architettura informativa, certo, e lo schema delle pagine, ovviamente, ma anche la collocazione dell’ambiente in un ecosistema più ampio, nel quale la piattaforma si colloca come attore al pari degli altri. In alcuni casi certe funzionalità della piattaforma andranno completamente riscritte, in altri casi sarà affiancata da altre applicazioni che si integreranno ad essa. A volte metà della home sarà occupata dal motore di ricerca, in altri casi la presenza di CRM, wiki o sistemi di e-learning dovrà rubare posto ad altri elementi. Per non parlare delle pagine interne o di applicazioni verticali come il cercapersone. In questo Sharepoint o i suoi fratelli non ci possono aiutare e lo dimostrano le tante aziende che si sono portati a casa queste tecnologie per poi ritrovarsi ai dire ” e mo” che facciamo?”.

Anche la migliore piattaforma, in definitiva, resta qualcosa di più astratto del peggior design perché, mentre quest’ultimo si confronta comunque con i reali problemi dei dipendenti di un’organizzazione, la prima definisce uno standard buono per tutti e per nessuno, a cui bisognerà, nel migliore dei casi, “rimettere mano”.

Ciò non toglie, ovviamente, che molte intranet si assomiglino tra di loro, ma questo avviene meno per la presenza di piattaforme che uniformano i contenuti e più per il ricorrere di problemi comuni alle aziende, che, fortunatamente, possono essere trasformati in pattern di design. oggi i menù di navigazione principali tendono ad essere collocati in alto e il design tende ad essere a due colonne; sappiamo dove mettere il motore di ricerca e come, grossomodo, deve essere fatta la scheda di un dipendente.

Questo rende più semplice, ma non elimina il problema del design. Che eccede sempre le piattaforme per collocarsi in un territorio neutro nel quale tecnologie, pratiche, esigenze e pattern diventano progetto concreto.

P.S. Scusate lo stile fortemente ipotattico, ma mi sono accorto di essere ancora in modalità libro. Tornerò in modalità blogger dopo un sano periodo di disintossicazione :-)

Mar
17

Risorse per smanettoni

Come al solito Cristiano mi passa sempre delle risorse interessanti. Quest’utlima, tratta dal noto Boxesandarows, affronta il tema delle interfacce e della User experience negli ambienti di collaborazione 2.0.

L’autore (Mattew C. Clarke) ammette che ad oggi non esistono indicazioni precise, e che il suo è solo un contributo ad un dibattito in corso, ma il tema è interessante (e controverso), perché dalla soluzione di questo dibattito dipenderà la costruzione di ambienti veramente performanti per la collaborazione online tra colleghi e gruppi di lavoro.

I suoi consigli finali sull’uso di metafore coerenti, sull’architettura aperta delle applicazioni, sull’uso massiccio di script dinamici e su una focalizzazione spinta sui meccanismi di recupero della “storia” della collaborazione possono essere presi come indicazioni-quadro per lo sviluppo delle prossime interfacce collaborative.

Ma la cosa interessante dell’articolo, che Mattew dà per scontata ma che scontata non è (almeno per me), sono i suoi riferimenti a risorse e directory online verso strumenti di colalboration e CMS vari.

CMS Matrix. Questa la conoscenvo anche io: la più completa directory di CMS, con possibilità di fltraggio sulle singole caratteristiche. Da studiare attentamente prima di comprare qualunque cosa, MOSS in primis.

La directory di Capterra, che elenca quasi 200 applicazioni per la collaboration, sia web based che da scaricare. E c’è veramente dei tutto: action planning, brainstorming, cooperative Writing, document Management, calendari, task Management…

Beh, buon lavoro a tutti!

p.s. già che ci siamo, qualcuno ha provato Kentico?

Feb
17

MOSS, il documentale che spacca (i maroni)

Del Report di Nielsen sulle migliori intranet del 2009 ne riparliamo quando avrò un po’ di tempo per scrivere un post articolato. Per ora voglio solo riportarvi una testimonianza che mi ha alquanto sorpreso.

Moltissime intranet vincenti usano Sharepoint 2007 (in gergo MOSS 2007), customizzato in modo più o meno pesante. Sentite con cosa se ne esce uno degli intranet manager intervistati:

“Un’altra lezione appresa in COWI riguarda le difficoltà degli utenti nell’uso del sistema documentale di Sharepoint. “Non è intuitivo, e alcune operazioni molto elementari come salvare un allegato di posta direttamente nel repository sono molto difficoltose”, Dice Johansen. “Stiamo ulteriormente considerando di introdurre un prodotto di terze parti per rendere la gestione dei documenti più facile”.

Ma come? Non ci posso credere! Ma non era un punto di forza di MOSS? Addirittura un prodotto di terze parti, capito? Ora, o quelli di COWI (che, per la cronoca, è una società di consulenza ingegneristica, non un gruppo di frati benedettini che produce birra doppio malto), beh, o loro sono tutti degli idioti o qualche problemino obiettivo esiste, voi che dite?

Dic
17

Sharepoint apre le portlet. Che spifferi…

E così ce lo ritroveremo tra i piedi ovunque..:-)

Insomma, la notizia è che Microsoft ha reso disponibile un kit per esportare le portlet di Sahrepoint su altre applicazioni, presumibilmente dei concorrenti, usando lo standard WSPR . E così ci ritroveremo tra i piedi portlet a dir poco strepitose come quella per il wiki o per i blog o per le news.

Lettore, se non hai capito niente di questo post ti prego di non farne un dramma: trattasi di cose da smanettoni che ogni, tanto, non so perché, mi ostino a publicare.

Ott
8

Dubbi e certezze su Sharepoint

Mi fanno sempre sorridere le marchette aziendali che DataManager ci propone da anni. Questa si intitola nientemeno che: “SharePoint, il Web 2.0 diventa cultura aziendale“, e tesse le lodi di Sharepoint come ambiente adatto per l’enterprise 2.0. Ora io sono non ho alcun dubbio che il buon Gigi, citato nell’articolo, stia facendo un ottimo lavoro nella sua realtà (ne sono realmente sicuro) , ma da qui a considerare questo prodotto il nonplusultra per tagging, RSS, blog e Wiki ce-ne-pas-sa.

Ok, lo posso integrare con altra roba, ma allora che me ne faccio di una – costosa – suite? Insomma ho parecchi dubbi, a differenza del’entusiasta redattore di DataManager.

A scanso di equivoci dico subito che non sono un esperto: ho solo visto SP in azione e ho partecipato a qualche riunione di progetto. Anche nella verisone 2008 resta un buon documentale (specialmente se usi roba Microsoft in azienda) e un buon strumento per creare team site. Per il resto (dal CMS alle funzionalità 2.0) se avete un’esisgenza un po’ particolare (e *tutti* hano un’esisgenza particolare): “ehi tutto si può fare”. Basta avere tempo, soldi e server potenti. Auguri, se siete in tanti.

Ok, e adesso via con le critiche e i controesempi..

Feb
8

Vuoi Sharepoint? Scaricatelo

A dire la verità non sono andato fino in fondo, ma, a quello che dicono loro, funziona. Insomma praticamente diventi beta tester e nel frattempo puoi utilizzare una delle più note piattaforme proprietarie, ovvero Microsoft Sharepoint (precisamente Sharepoint Services 3.0). Lo scaricate da qui.

Ehi, fatelo solo se siete degli smanettoni… Ciao

Nov
14

Sharepoint c’è ma non si vede

Bella questa intranet realizzata con Sharepoint, no?

Home_intranet_su_sharepoint

Il bello sta nel fatto che Sharepoint non si nota (il che fa solo bene).

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede