Home » Archivi per jakob Nielsen

Lug
27

Perché la label “Documenti” non funziona: la parola a Nielsen

A volte nelle intranet si ha la tentazione (l’ho avuta anch’io) di creare delle architetture informative che al primo livello sono basate basate sui formati del materiale (video, pdf, doc ecc).  In fondo, si pensa,  è sempre meglio che dividere le informazioni per settori (che sappiamo essere la pratica più sbagliata in assoluto).

E’ così ci ritroviamo magari con un menù di navigazione fatto in questo modo:

  • Home
  • News
  • Video
  • Documenti
  • MP3

Ora, una delle ultime ricerche del buon Jakob Nielsen ci avvisa che questa soluzione è molto rischiosa, perché non permette ai visitatori di capire che cosa esattamente troveranno dietro le label (Nielsen la chiama “perdita di contesto”).

Ecco un esempio (Nielsen si concentra per lo più sui video, mentre nelle intranet il problema lo avremmo maggiormente con label quali “Documenti”, “Documentazione”, ecc).

Screenshot of main navigation of Epicurious website

Nielsen ci conferma invece che questa soluzione funziona nelle parti profonde del sito, quando siamo all’interno di una pagina più specifica, nella quale il contesto è chiaro.

Concludo citando la conclusione del lungo articolo di Nielsen:

Videos and other formats of content can be a great supplement to text- and image-based content, but must be presented in context to stand a chance at being discovered and interacted with by topic-focused users. Generic format-based links at the main- or secondary-navigation level of a site are not compelling to users as they do not carry a high level of information about real content. Instead, focus on getting users to the content related to their task, and then present them with the option to watch a video, download a whitepaper, read a related article, view a step-by-step guide, and so on.

Apr
3

La intranet mobile secondo Nielsen

Finalmente il buon Jakob Nielsen si è deciso a svolgere una ricerca sistematica sulle applicazioni mobili per intranet e/o intranet mobili. Ha perciò lanciato una richiesta di partecipazione per chiunque al mondo abbia sviluppato applicazioni del genere (l’ha chiamata “Mobile Sites or Apps for Employee Use“). Le migliori finiranno in uno dei suoi celebri report, dedicato a questo tema (il report va ad aggiungersi a quello di Steptwo già disponibile).

Sarebbe davvero l’occasione giusta per fare conoscere applicazioni mobile realizzate in Italia in questo campo (sono sicuro che siano in numero superiore a zero).

I creatori delle applicazioni selezionate, oltre a ricevere ovviamente il report, potranno partecipare
gratuitamente a uno dei seminari di usabilità che Nielsen e collaboratori tengono durante l’anno in vari continenti.

Ecco tutti i dettagli per partecipare e l’elenco di materiali che vanno spediti. C’è poco tempo: la richiesta scade il 16 aprile.

Gen
12

Indici A-Z in intranet, gioie e dolori

Archivio alfabetico - Fonte http://www.sxc.hu/photo/284743/Un tema all’apparenza controverso, nell’architettura informativa delle intranet, riguarda la presenza o meno degli indici a-z, ovvero i raggruppamenti di argomenti in ordine alfabetico. Secondo Nielsen gli indici a-z devono morire, e naturalmente ha buone ragioni per dirlo.

Tuttavia nelle intranet le cose non sono mai così semplici e spesso le buone pratiche di design devono convivere con le (cattive?) abitudini degli utenti.

Anche Donna Spencer, esperta internazionale di Architettura dell’informazione è assai possibilista a riguardo: in un suo articolo dedicato ai criteri di classificazione (tradotto da Marco Dini) afferma esplicitamente che gli indici A-Z:

Sono anche eccellenti schemi secondari di un altro schema principale. Anche come criterio secondario può essere utile; ho lavorato su una intranet dove cui la gente diceva: “Fate quello che volete, ma non togliete la classificazione A-Z”.

L’articolo di Donna Spencer è utile anche perché elenca una serie di possibili schemi di classificazione abbastanza comuni in ambienti intranet (per argomenti, per appartenenze, per formati).

Anche Elizabeth Marsh, dell’Intranet benchmarking forum si schiera apertamente a favore del loro uso, mentre Luke Oatham racconta come gli indici a-z possano lavorare in sinergia con il motore di ricerca interno.

In sintesi, i consigli che emrgono da tutte queste fonti possono essere riassunti così:

  • usate gli indici a-z come sistema secondario di navigazione, affiancandoli alla navigazione principale e al motore di ricerca interno;
  • aggiungete, (ma solo se è il caso), parole tratte dal gergo comune con cui i dipendenti identificano le risorse: la formazione può andare sotto “Formazione” ma anche “Corsi” (oppure, come dicevano i tecnici quando lavoravo ad Alcatraz, “Addestramento“);
  • in alternativa potete aggiungere la terminologia corretta a fianco del termine (sbagliato?) usato dai dipendenti: ed esempio “Addestramento (Formazione)
  • non elencate tutte le singole foglie di informazione, ma limitatevi ad elencare le categorie più generali (ad esempio “Maternità” potrà includere la pagina-indice che porta agli assegni di maternità, ai permessi maternità eccetera);
  • usate le chiavi di ricerca degli utenti come fonti da elencare nell’indice, in modo da legare l’indice ai comportamenti egli utenti (naturalmente una volta che avete capito che cosa cercano con quelle chiavi).

Giu
29

Sharepoint, i suoi fratelli e il problema del design

Prendo spunto da un articolo recente di Jakob Nielsen che affronta il tema del design delle intranet e di come esso si combina con la scelta delle piattaforme, ed in particolare di Sharepoint (la quale, ricordiamolo,  occupa oggi solo il 20% del mercato, con una posizione tuttavia dominante rispetto al frastagliato panorama di alternative che crescono come funghi nel tumultuoso territorio delle applicazioni enterprise).

La tesi di Nielsen è condivisibile sia nelle sue premesse sia nella sua conclusione (anche se debole nelle sue argomentazioni): dato che le intranet sia basano principalmente su alcuni precisi task dei dipendenti,  la presenza di piattaforme precostituite non ci esime dall’attività di progettazione e di design. E se esaminiamo alcune intranet costruite a partire da Sharepoint ci accorgiamo immediatamente delle differenze, in barba alle funzionalità native che può presentare l’applicazione.

Homepages of 4 Intranet Design Annual winners. Top row: Huron Consulting Group and Enbridge.  Bottom row: SCANA Corp. and Jet Propulsion Laboratory (JPL)

In realtà le obiezioni di Nielsen all’idea (così come alla perversa aspirazione) che una piattaforma come Sharepoint possa ridurre tutti gli ambienti a cloni di se stessi sono fin troppo lievi: per Nielsen a parità di piattaforma varieranno in modo consistente sia l’architettura informativa (o meglio le label) sia i contenuti in evidenza in home page. Ma questa obiezione non tocca il cuore del problema, perché è scontato che questi elementi saranno diversi da azienda ad azienda e non è su lor che va misurata l’eterogeneità radicale dei due elementi di design da una parte e piattaforma dall’altra.

Il fatto è che le aziende, come ho sottolineato più volte, non operano in un “vuoto di tecnologie” che la intranet dovrebbe occupare. E non operano neanche in un “vuoto di pratiche”, che la intranet sarebbe chiamata ad abilitare. Al contrario, le aziende sono già piene di tecnologie stratificate: email, dischi di rete, client della più diversa natura, bizzarre applicazioni, siti web abusivi, database estemporanei che diventano, anche in mancanza di alternative, elementi strutturali dei processi. A questo caleidoscopico orizzonte dobbiamo aggiungere le pratiche quotidiane delle persone, stratificate in abitudini, comportamenti, processi di fatto e così via.

Progettare una intranet significa guardare in faccia questa situazione, per così dire, spigolosa e disegnare – all’apparenza in astratto, ma in fine dei conti in modo molto più concreto di quanto le piattaforme possano offrire in modo nativo – un’applicazione che ne sia la sintesi. In tutto questo le piattaforme entrano fino a un certo punto e a dire il vero le migliori intranet dissimulano la loro origine, ovvero le piattaforme, perché sono sempre un oggetto ibrido che deve mettere insieme cose assai diverse tra di loro.

Il processo di design riguarda l’architettura informativa, certo, e lo schema delle pagine, ovviamente, ma anche la collocazione dell’ambiente in un ecosistema più ampio, nel quale la piattaforma si colloca come attore al pari degli altri. In alcuni casi certe funzionalità della piattaforma andranno completamente riscritte, in altri casi sarà affiancata da altre applicazioni che si integreranno ad essa. A volte metà della home sarà occupata dal motore di ricerca, in altri casi la presenza di CRM, wiki o sistemi di e-learning dovrà rubare posto ad altri elementi. Per non parlare delle pagine interne o di applicazioni verticali come il cercapersone. In questo Sharepoint o i suoi fratelli non ci possono aiutare e lo dimostrano le tante aziende che si sono portati a casa queste tecnologie per poi ritrovarsi ai dire ” e mo” che facciamo?”.

Anche la migliore piattaforma, in definitiva, resta qualcosa di più astratto del peggior design perché, mentre quest’ultimo si confronta comunque con i reali problemi dei dipendenti di un’organizzazione, la prima definisce uno standard buono per tutti e per nessuno, a cui bisognerà, nel migliore dei casi, “rimettere mano”.

Ciò non toglie, ovviamente, che molte intranet si assomiglino tra di loro, ma questo avviene meno per la presenza di piattaforme che uniformano i contenuti e più per il ricorrere di problemi comuni alle aziende, che, fortunatamente, possono essere trasformati in pattern di design. oggi i menù di navigazione principali tendono ad essere collocati in alto e il design tende ad essere a due colonne; sappiamo dove mettere il motore di ricerca e come, grossomodo, deve essere fatta la scheda di un dipendente.

Questo rende più semplice, ma non elimina il problema del design. Che eccede sempre le piattaforme per collocarsi in un territorio neutro nel quale tecnologie, pratiche, esigenze e pattern diventano progetto concreto.

P.S. Scusate lo stile fortemente ipotattico, ma mi sono accorto di essere ancora in modalità libro. Tornerò in modalità blogger dopo un sano periodo di disintossicazione :-)

Feb
17

MOSS, il documentale che spacca (i maroni)

Del Report di Nielsen sulle migliori intranet del 2009 ne riparliamo quando avrò un po’ di tempo per scrivere un post articolato. Per ora voglio solo riportarvi una testimonianza che mi ha alquanto sorpreso.

Moltissime intranet vincenti usano Sharepoint 2007 (in gergo MOSS 2007), customizzato in modo più o meno pesante. Sentite con cosa se ne esce uno degli intranet manager intervistati:

“Un’altra lezione appresa in COWI riguarda le difficoltà degli utenti nell’uso del sistema documentale di Sharepoint. “Non è intuitivo, e alcune operazioni molto elementari come salvare un allegato di posta direttamente nel repository sono molto difficoltose”, Dice Johansen. “Stiamo ulteriormente considerando di introdurre un prodotto di terze parti per rendere la gestione dei documenti più facile”.

Ma come? Non ci posso credere! Ma non era un punto di forza di MOSS? Addirittura un prodotto di terze parti, capito? Ora, o quelli di COWI (che, per la cronoca, è una società di consulenza ingegneristica, non un gruppo di frati benedettini che produce birra doppio malto), beh, o loro sono tutti degli idioti o qualche problemino obiettivo esiste, voi che dite?

Mag
21

Segnalazioni

Non provate a bollire l’oceano (di contenuti) – by Column two

Le intranet non sono una discarica di informazioni – By Gerry McGovern

Il ROI dell’instant messaging in intranet: il caso IBM – By John mell via Emanuele

Team collaboration: 7 punti fermi per lavorare meglio insieme – By Robin Good

Wiki in azienda: il caso di designcommission – By Pbwiki

Il colore delle liste di link in intranet – By Jacob Nielsen

Feb
1

Tanto spazio bianco

Questa è una delle intranet vincitrici nel report 2008 di Nielsen (va ricordato che è un premio riguardante usabilità e progettazione, non tanto contenuti e strategia) . Putroppo niente screenshot…

Nov
28

L’architettura intranet secondo Nielsen

L’ultima newsletter di Jacob Nielsen, dedicata all’architettura informativa per le intranet, è una delle più interessati degli ultimi tempi.

Ovviamente lo scopo è vendere il suo voluminoso report che analizza in dettaglio 56 intranet nei più diversi settori, ma le informazioni che regala sono comunque interessanti. Provo a riassumere alcuni punti salienti

1) Creare un’architettura purchessia è sempre meglio di lasciare che la intranet cresca così come viene

2) Anche se non ci sono specialisti di IA in azienda, e il team deve fare più cose contemporaneamente (caso tipico), l’utilizzo di semplici metodi (questionari, card sorting, analisi della navigazione), anche caserecci, può dare grandi risultati in termini di informazioni utili per costruire la navigazione

3) Non c’è un rapporto stretto tra dimensioni dell’azienda e complessità dell’architettura

4) Anche se c’è molta variabilità specifica, ci sono alcune voci abbastanza comuni a tutte , e cioè

– Risorse Umane

– Informazioni sull’azienda

– News

– Informazioni sui dipartimenti

5) I tool di personalizzazione sono poco usati e complicati. In genere li usano solo gli smanettoni

6) Un’ottima pratica è definire la navigazione trasversale (ovvero i link correlati) su ogni pagina)

7) E’ meglio progettare basandosi sui task che sui dipartimenti (anche perché i dipartimenti cambiano)

8) Non fate decidere ai manager le etichette dei menù, per non rischiare di ritrovarsi con label “alla moda” ma incomprensibili ai dipendenti.

Spero di entrare in possesso del report e darvi info più dettagliate.

Ciao

Apr
23

Le migliori intranet del 2007

Cari lettori, anche quest’anno Nielsen ha pubblicato il suo report sulle migliori intranet del Mondo, e anche quest’anno vi fornisco una breve (breve?) panoramica degli aspetti più interessanti che sono emersi.
Le cose da dire sarebbero tante: per non allungare troppo non parlerò di alcuni aspetti canonici (cercapersone, bacheche annunci, pagine di news, spazi documentali, design, template ecc.) per concentrarmi solo sulle cose nuove che emergono dalla dieci intranet analizzate.
I dieci vincitori
Cominciamo con alcuni contenuti specifici per ogni singola intranet.  All’American Electric Power pubblicano la citazione e il fatto del girono, in modo da tenere aggiornata la intranet con contenuti automatici interessanti e hanno una sezione video spaventosa, con filmati di tutti i tipi, dai tutorial agli eventi live.
Esiste anche un simpatico sistema di cartoline elettroniche di ringraziamento che i colleghi possono spedirsi l’un l’altro.
Alla Comcast Corporation usano un sistema di calendario condiviso al quale gli utenti possono aggiungere eventi, integrando info “dall’alto” e “dal basso”. Interessante anche il motore di ricerca, che presenta dei “thumbnails” (anteprime in miniatura) dei documenti. E’ da notare anche l’uso intelligente di Ajax per fornire uno “snap” (in pratica una anteprima in trasparenza) dei link interni.
La DaimlerChrysler AG e la Volvo usano un articolato sistema di totem e chioschi per permettere agli operai negli stabilimenti di tutto Mondo di accedere alla intranet, nella quale sono contenute anche applicazioni self-services (es: timbrature) ed applicativi lavorativi.
Sempre alla DaimlerChrysler AG è interessante il cercapersone, che permette anche di cercare le persone per progetti seguiti e non solo per cognome
Alla Dow Chemical Company hanno fatto un concorso tramite il quale chiunque poteva voltare un proprio collega segnalando la sua disponibilità, il suo spirito collaborativo, ecc. Attraverso questo sistema di segnalazioni incrociate (comunque supervisionate dai responsabili) i colleghi più segnalati hanno potuto accedere ad un sistema di incentivi economici.
Altri contenuti interessanti: la biblioteca virtuale, la prenotazione dei voli, l’assistenza IT direttamente tramite intranet. E’ da segnalare, sul piano della strategia, che ogni pagina della intranet evidenza il referente per le informazioni contenute.
Infine, la intranet presenta anche una serie di “comunità di pratiche”, ovvero di gruppi di lavoro interni accomunati da affinità professonali.
La Infosys Technologies (azienda indiana) presenta ogni 15 giorni delle interviste ai dipendenti. La intranet è divisa in sottosezioni di dipartimento, gestite direttamente da figure interne ai dipartimenti stessi (circa 100 redattori distribuiti!)
La JPMorgan usa moltissimo i video (ad esempio per aggiornamenti di marketing) e ha tutta una sezione per i neo assunti (beati loro che assumono…). Il cercapersone è molto completo e porta anche ad una pagina web personale di ogni dipendente, con informazioni approfondite e non solo lavorative.
Sembra banale, ma trovo interessate che alla National Geographic Society ci sia una pagina, con tanto di motore con il: “chi devo chiamare per…”. Questo è un altro di quei servizi “a costo zero” che però in genere sono di estrema utilità in azienda.
Nella intranet della Royal Society for the Protection of Birds ogni notizia riporta anche i riferimenti e la foto del referente/contributore, aumentando la trasparenza e la possibilità di contatto tra dipendenti mediata dalla intranet. La rassegna stamba viene fornita tramite un sistema di RSS collegato alle fonti di informazjone sulla Grande Rete.
Nel cercapersone è possibile cercare anche per “soprannome” del collega. Ogni pagina della intranet presenta un form di feed-back verso la redazione.
La intranet della Volvo Group è gigantesca, e i suoi publisher/contributori sono ad oggi circa 1.500, nei diversi spazi, seguendo un sistema coerente di template predefiniti.
Alcuni temi trasversali
Moltissime intranet (ad esempio quella di Comcast, DaimlerChrysler AG o Dow Chemical Company) forniscono sistemi di personalizzazione dei contenuti (“my alerts”, “My links”, “My favourites”, “My news” ecc), in modo che la home page si popola di spazi con contenuti redazionali e di spazi con contenuti decisi e filtrati dal singolo dipendente.
E’ interessante notare anche l’apertura ai comportamenti emergenti: molte intranet (ad esempio quella di Dow Chemical Company, Volvo o la Royal Society for the Protection of Birds)  inseriscono dei box con i contenuti più richiesti dai colleghi, rimettendo in circolo, in questo modo, l’intelligenza collettiva e fornendo un servizio di filtro automatico che seleziona e mette in evidenza le cose ritenute più importanti dai colleghi.
Molte intranet cominciano a pubblicare foto e gallerie fotografiche, usando poi questo materiale in vari modo (dalla foto del giorno alle gallerie personali)
Molte intranet usano degli “instant content” che popolano la home page e la tengono aggiornata in modo semiautomatico: previsioni meteo, quotazioni borsa, instant poll, calendari, foto del giorno, citazione del giorno.
Scampoli di 2.0
Le intranet mondiali cominciano ad utilizzare in modo abbastanza naturale anche le applicazioni 2.0., integrandole nella struttura generale della intranet e adattandole in modo creativo alle esigenze particolari di un contesto lavorativo.
All’American Electric Power usano i blog interni per portare avanti la “discussione della settimana”. Ogni settimana la redazione lancia un post con il tema della settimana e inizia così una discussione con i colleghi. Questo è un buon modo, a mio parare, di usare i blog in modo intelligente.
In Mircosoft ogni categoria di notizie è sottoscrivibile tramite RSS. Anche in questa intranet, con moderazione, vengono usati i blog interni
Nella intranet del National Geographic sono stati aperti alcuni wiki interessanti: ad esempio un o sulle donne esploratrici. Altri wiki sono quello sugli acronimi aziendali e quelli legati a specifici gruppi di progetto, che condividono in questo modo documenti e informazioni in modo facile e rapido.
Anche da loro un dettagliato sistema di RSS permette ai dipendenti di filtrare le informazioni su tutta la intranet.
Infine (ed è l’unico caso che ho visto fino ad ora) viene usato anche un sistema di podacsting interno per report e presentazioni.
Alla Royal Society for the Protection of Birds hanno creato un sistema di “carpooling” (dipendenti che danno un passaggio alla mattina ai colleghi) facendo un “mash up” applicativo tra il cercapersone e le mappe di Google; in questo modo è facile vedere le zone dove abitano i colleghi e contattarli per un passaggio. Ottimo!
Per ora è tutto.

Apr
3

Stay tuned for the Report :-)

Su Intraentjournal trovate alcune riflessioni a proposito del  report di Nielsen sulle migliori intranet del 2007 (vi prometto che appena avrò un po’ di tempo posterò la mia sintesi del report su questo blog).

Feb
25

I font delle mail

Sull’ultimo numero di usability news si parla di usabilità e di percezione dei font delle mail. I risultati della ricerca empirica (effettuata su 120 partecipanti e tre tipi di font) indicano che il tipo di font ha un effetto sulla percezione dell’autorevolezza e della serietà dell’autore e, in definitiva, sulla percezione del contenuto (un risultato che, a dire il vero, era abbastanza prevedibile).:

Vi segnalo anche un altro studio, nella stessa pubblicazione, che prova a verificare il modello a “F” di Nielsen nella lettura sul web, applicandolo in condizioni particolari: la lettura di pagine con molte immagini e i compotamenti orientati alla ricerca. Sembra che, in definitiva, il modello sia indifferente ai comportamenti di lettura vs. ricerca, mentre non viene confermato nel caso di pagine che presentano immagini.

Nov
7

L’usabilità di mia nonna

Mi sono letteralmente scaraventato sull”ultimo libro di Jacob Nielsen uscito di recente in Italia, dal pretenzioso titolo di “Web usability 2.0“, per ricevere in cambio una delusione senza precedenti. Speravo che, effettivamente, venissero afforntate questioni nuove rispetto alla “vecchia” disciplina (che, detto per inciso, potrei recitare a memoria come una poesia di Carducci).

E invece, al di là di qualche approfondimento sulla presentazione dei prodotti e sui sistemi di ricerca, il panorama di contenuti esplorato da Nielsen è rimasto pressoché lo stesso (con qualche tiepida analisi dei sistemi multimediali. E vorrei anche vedere…). Io mi sono sempre ritenuto un “nielseniano” convinto (della prima ora, peraltro) ma speravo proprio che, al di là della più volte ribadita importanza dell’usabilità e dei test empirici per il business dei siti web (concetto ripetuto nel libro fino alla nausea), venissero afforntate altre questioni riguardanti, appunto il “web 2.0” e dintorni.

Ad esempio: come la mettiamo con la classificazione a faccette? Come integrarla “usabilimente” in un sito di e-commerce?  Come scrivere correttamente i tag xml nei social network di qualsivoglia tipo? E” corretto, poi, che i tag più “battuti” nei sistemi folksonomici siano scritti più in grande degli altri? Come scrivere correttamente in un corparate blog? Dove è meglio posizionare i feed RSS in un sito di news? I commenti sui blog è meglio appaiano in pop-up o di seguito ai posto? Ed è meglio che appaiano in ordine crescente o decrescente? Ci sono regole di usability per i wiki? Sono solo degli esempi.

Di tutto questo non si fa parola: per Nielsen il web non è cambiato: certo, Nielsen riconosce che è migliorata la tecnologia (leggi: connettività) e che anche il design è più consapevole di 5 anni fa, e ammette anche che gli utenti sono molto cambiati (più esigenti). Ma i contenuti analizzati, quelli, sono rimasti, per il buon jacob, esattamenti gli stessi del 2000. E (grazie al cielo) non è così (blog in primis).

Forse Nielsen pensa che tutte queste siano cose da smanettoni, che non riguardano la stragrande maggioranza degli utenti web. BehForse è vero e forse no. Ma di una personalità che si fa vanto di sfornare report specifici (a pagamento) per ogni fascia di possibile esigenza web mi aspettavo qualche cosa di diverso rispetto a un mutismo teorico che è a dir poco imbarazzzante. Con buona pace di Nielsen e soci,  il web non è fatto solo da Amazon e Google. Con tutto il rispetto.

Set
22

Dalle 10 migliori intranet del Mondo

Ho finalmente letto con attenzione il report di Nielsen sulle 10 migliori intranet del mondo – 2006. E ho scoperto alcune realizzazioni bellissime, che voglio condividere con voi. Non sono, in effetti, cose strabilianti: sono solo modi molto belli di risolvere dei problemi comuni nella gestione intranet.

Piccole/grandi soluzioni, infinite variazioni su un unico tema (le informazioni aziendali), che però denotano una cura nel design, nell’orientamento all’utente, nel modello di azienda che lasciano trasparire, che sono assolutamente rimarchevoli. Ne elenco solo alcune:

Lo standard per le news, alla Banca d’Irlanda, prevede data, titolo, abstract, testo, foto, link intranet correlati, allegati documentali, evidenza del pubblicatore e del classificatore, ringraziamenti allo specifico fornitore di contenuti, oltre che una versione stampabile. Banale direte voi: Beh, provateci, a fare notizie con tutti questi elementi sulle intranet nostrane, e poi mi dite.

Sempre per le news, in Altana Pharma, è possibile contattare via mail il fornitore di contenuti, segnalare via mail la pagina a un collega, cercare pagine simili. Le pagine più segnalate ai colleghi salgono di rankng come “top news”.

In Capital one, invece, ogni notizia ospita testi, immagini, video e una survey di feedback che arriva in redazione.

In O2, società telefonica inglese, è possibile mandare SMS ai cellulari delle persone rintracciate sul cercapersone, oltre che aggiungere nomi alla propria rubrica personale. Sempre in O2 un’area community fornitissima permette, tra le altre cose, di mandare cartoline elettroniche ai colleghi.

In Atana, una specifica area Knowledge contiene schede prodotti, manuali, documenti, e un sistema di ricerca efficace e gradevole. Il sistema di CMS prevede una serie vastissima di template per costruire notizie di tutti i tipi rispettando uno standard definito.

La Metro Group ha adottato il sistema dei tutorial in Flash per fare formazione veloce ed economica ai colleghi, in una apposita area. Le stesse informazioni sono però presenti anche in versione solo-testo.

In Allianz è previsto un motore che genera questionari di survey su tutto.

In moltissime intranet è presente un’area “my page” che riporta informazioni personalizzate e profilate per gli utenti: news sottoscritte, sottoscrizioni e interventi in forum e blog (IBM), area H.R personale.

In quasi tutte le intranet vi sono sezioni alimentate direttamente dai dipartimenti, seguendo uno standard comune, con notizie di specifico interesse che le persone possono seguire in modo trasparente 8visto che sono profilate).

Ma la vera chicca, di cui non sapevo nulla, lo confesso, è il cercapersone IBM, che lo stesso Nielsen considera l’applicazione meglio riuscita al mondo. Ogni pagina del dipendente contiene (udite udite):

– Nome e cognome

– Foto

– Descrizione del ruolo

– E-Mail

– Telefono

– Cellulare

– Indirizzo della specifica sede di lavoro con indicazioni dell’ala del palazzo e del piano

– Accesso diretto al messanger interno (se è in linea appare in verde)

– Mail dell’eventuale assistente

– Evidenza del modo nel quale la persona preferisce essere contattata (mail telefono, cellulare, msn, ecc)

– Ora locale del luogo nel quale la persone lavora

– Risalita gerarchica ai responsabili

– Accesso all’elenco del persone coordinato

– Accesso all’elenco del personale allo stesso livello gerarchico

– File audio che riproduce la corretta pronuncia del nome (questa è una vera finezza)

– CV con abstract e presentazione

– Progetti seguiti in aizenda

– Skills e competenze

– Conoscenze tecnologiche

– Esperienze di business

– Storia dei settori aziendali nei quali ha lavorato

Le persone possono fare ricerche anche su tutti questi ultimi campi e aggiungere eventualmente il nome alla propria rubrica personale.

Secondo IBM questo sistema fa risparmiare 190 milioni di dollari all’anno. Capito gente?

Purtroppo non posso mostrare gli screenshot:  Nielsen si arrabbierebbe.

Ad ogni modo, oggi è stata una bella giornata

Giu
7

Segnalazioni

Cari lettori e lettrici, alcune piccole segnalazioni per voi. Innanzitutto è uscito il mio nuovo articolo su Vision, dedicato questa volta alle comunità di pratiche nelle organizzazioni e al loro rapporto con la tecnologia. Solo per autentici fan della materia (o del sottoscritto :-=)

Poi vi segnalo, tramite l’occhio seempore attento del mitico AD, il link ad una serie di documenti sulle intranet della PA in Emilia Romagna (da quelle parti si danno un grand da fare, bene).

Infine un articolo sul blogging interno (e esterno) alle aziende. In realtà ne parla anche J. Nielsen nel suo rapporto 2006: le intranet migliori cominciano ad acquisire gli standard e  le tendenze della Grande Rete: blog, sistemi di acquisizione documenti tramite il “carrello” eccetera. E allora mi chiedo: quando arriveremo ad usare nelle intranet i feed RSS e i sistemi di aggregazione delle news? Per le intranet grandi sarebbe importante…Vedremo.

Nov
10

Casino

Ok, ragazzi, non sono morto (credo). E’ solo che stanno succedendo un sacco di cose e ovviamente il blog ne risente (per non parlare del, brrr, sito web, fermo da giugno, che vergogna….). Insomma, per esempio, sta succedendo che: sto facendo il docente in un sacco di corsi (fico), mi sono dimesso da Alcatraz (fichissmimo), sto leggendo un sacco di cose interessanti (stra fichissimo), sto prducento alcuni moduli di e-learning (ehm, se vogliamo chiamare così delle inquietanti slide parlanti, ma di questo ne riparleremo….). Insomma, sto lavorando. In attesa di tempi migliori, beccatevi questo articolo di Nielsen dedicato alla sua ricerca sulle migliori intranet del 2005. A presto.

Mag
24

Intranet home page: l’omogeneità paga

L’ultimo numero di Alertbox, la mitica newsletter di J. Nielsen, si occupa del format delle home page intranet. Nelle sue Ricerche Nielsen ha scoperto che questi spazi si assomigliano un po’ tutti: mediamente hanno un header che contiene il logo e la navigazione principale, una colonna di sinistra con alcuni box strategici in evidenza, una colonna di destra con servizi e menù contestuali e una parte centrale con le immagini e le notizie in evidenza.
In basso trovate un immagine composta con 10 home page sovrapposte.

10 home page intranet sovrapposte

Non molto originale, vero? Tuttavia questa situazione di omogeneità ha una sua giustificazione nel tipo di esigenze alle quali questi portali sono chiamati a rispondere, esigenze che sono abbastanza simili nelle diverse aziende. Inoltre non dimentichiamo che ogni persona che lavora vede solo la “sua” intranet e non corre, quindi, il rischio di confondersi.

Anche la mia intranet (guarda caso) è fatta così. E la vostra?

Mar
23

Ripetiamo tutti assieme: l’usabilità NON è una strategia

Gerry McGovern torna sul tema delle intranet, a valle dell’ultimo Report di J. Nielsen sulle migliori intranet del 2005. Il senso è abbastanza esplicito:  ok, le varie indicazioni ull’usabilità delle intranet sono importanti, nessuno lo nega. Ma bisogna anche capire, forse, che rilevanza hanno le intranet nelle varie aziende, quanto sono strategiche e a quale cavolo di esigenze risponodono, usabili o no.
Beh, come dire, mi sembra che non ci piova.

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry http://www.intranetmanagement.it/cookies/

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry

Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede