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giu
22

Qualche idea per le intranet della PA

Se siete in cerca di idee per intranet della Pubblica Amministrazione potete dare un’occhiata ai tanti esempi su Flickr, messi a disposizione da eGov nell’ambito del recente premio “Intranet screenshot collection“.

Per la cronaca, ha vito la camera di commercio di Lucca.

mar
29

Benvenuto screenshot!

Il magazine egov ha dato vita a un’iniziativa sacrosanta:  una raccolta di screenshot dalle intranet della Pubblica Amministrazione. Come sapete il tema del banchmark sulle intranet è tanto importante quanto difficoltoso da realizzare, e tutte le iniziative di questo tipo sono le benvenute.

Per partecipare non dovete fare altro che salvare in jpg o png uno screenshot della vostra intranet e spedirlo ai simpatici organizzatori. I più avventurosi possono anche cimentarsi con uno screencast. Avete tempo fino al 20 aprile 2011.

Mi raccomando di partecipare: più persone aderiscono più casi ci saranno da confrontare e maggiori saranno i benefici per tutti.

 

giu
21

Scrivere per il web: il mio mini-manuale

Mi ero dimenticato di averlo scritto, qualche tempo fa, su commissione; poi una serie di vicissitudini mi ha portato a ritrovarlo, grazie al fatto che uno dei destinatari lo ha pubblicato su Issuu.

Si tratta di un manuale di scrittura per il web che ho creato qualche tempo fa per tutti i redattori locali della Polizia di Stato (ma la copertina non è mia). E’ un manuale molto sintetico, per non addetti ai lavori  e – beninteso – non troverete nulla di realmente nuovo (salvo forse qualche esempio); inoltre di molte delle cose che scrivo sono – naturalmente – debitore a Luisa (come, ad esempio, l’idea della pagina come una mappa geografica vista dall’alto, e di molte molte altre suggestioni sparse).

Visto che Federico ha deciso di pubblicarlo lo rilancio anch’io, in preda a questa vuota compulsione narcisistica domenicale.

mag
26

Barcamp innovatori P.A.: ariecchime

Grazie al buon Gigi e ai ragazzi di theblogTV abbiamo anche i video delle interviste al Barcamp della P.A.

In questa ci sono anche io (sono decisamente sovraesposto mediaticamente in questo periodo). L’argomento non ve lo dico ma ve lo potete immaginare (purtroppo non è che mi capiti spesso di parlare d’altro in pubblico…)

mag
19

Mark, Bill, Stephan e molti altri

La blogosfera si arricchisce di nuovi spazi dedicati a intranet, community, collaboration e così via.  E’ difficile stare dietro a tutto, ma alcune cose le voglio proprio segnalare.

Innanzitutto il blog di Mark Morrell, ovvero l’intranet manager di BT (ma allora Richard Dennison chi è? Ragazzi, mettetevi d’accordo eh…).

Poi il blog Intranet matters. Ok, è in tedesco, ma in questo blog trovate una cosa che avrei voluto fare anch’io ma non ci sono ancora riuscito, ovvero una pagina solo di case studies. Assolutamente da non perdere.

Ancora, ChiefTech, blog australiano di james Dellow, un altro profesisonista che lavora nel campo (in Australia non fanno altro a quanto pare).

Ah, va segnalato il caso di studio di Vistawiki, il wiki interno di Vistaprint.

Infine, un articolo di Giovanni Acerboni sul costo globale della scrittura dentro le organizzazioni pubbliche.

Ciao

mag
8

Intranet possibili

Ho letto che il candidato sindaco di Fano vuole fare anche le seguenti cose:

Rilanciare, di fronte alla cittadinanza, la figura e il ruolo di supporto e di sostegno dei pubblici dipendenti sia nello svolgimento dei servizi che nella rappresentatività delle istituzioni.

forte spinta all’informazione e alla condivisione, anche attraverso la rete intranet, mediante la realizzazione di incontri tematici tra i dipendenti riguardanti il ruolo dei singoli servizi nel sistema Ente.

Formazione continua rivolta a tutte le categorie di dipendenti, sia di base che specialistica;

Caro Federico Valentini, allora noi incrociamo le dita, ok?

mag
4

Intranet identity: il mio intervento al prossimo Barcamp della P.A.

Cari lettori, come sapete il Barcamp InnovatoriPa, ovvero il barcamp dedicato alla Pubblica Amministrazione, è ormai alle porte (13 maggio alla Fiera di Roma, per chi fosse interessato), e questa volta ho deciso di partecipare con un mio intervento (se riuscirò a farlo, visto il bizzarro format che si sta configurando. *Leggetelo con attenzione*).

E così ho deciso di condividere con voi – in anteprima – la presentazione che vorrei fare, in modo da dare alle persone uno spunto in più per l’eventuale discussione.

Si tratta di una presentazione centrata sul concetto di identità e su come questo concetto, usato in vari modi nei social network, sia di fatto il ponte concettuale per passare dalle intranet 1.0 alle intranet 2.0 nelle organizzazioni.

La presentazione utilizza un set di foto bellissime, prese dal lavoro di Aldoaldoz su flickr.

Per la cronaca: ieri ho inserito la stessa presentazione –  tradotta in inglese – su Slideshare e lui stesso in persona l’ha inserita tra quelle “featured” sulla home page. Vi confesso che è stato un autentico momento di gloria per il vecchio Sliderman.

Momenti di gloria: la mia presentazione in home page su slideshare

apr
28

Progettare siti web della P.A. con metodi “user centred design”

Non so a quanti sia arrivato all’orecchio, ma il CNIPA, fornitore ufficiale di documentazione pallosissima (e in genere disattesa)  per regolare l’informatica nella Pubblica Amministrazione, ha da poco pubblicato delle “Linee Guida di progettazione e sviluppo per i siti delle pubbliche amministrazioni“.

In preda ad una insana compulsione me lo sono letto e devo dire che si trova tracciata una metodologia coi fiocchi, che stabilisce in modo netto step, attori, documentazione da produrre in ogni fase del progetto, seguendo un approccio rigorosamente da User centred design.

Interessante anche il modello operativo (ben 170 pagine) che descrive servizi e funzionalità possibili, con un occhio al web 2.0 e alle nuove tendenze.

In complesso due strumenti regolatori abbastanza utili (anche se non esaustivi) per avvicinarsi in modo serio a un progetto web nella P.A.

apr
23

Oltre l’organigramma. Appunti per l’architettura informativa delle intranet

Sto partecipando ad una gara per la riprogettazione di una grande intranet pubblica, e questa occasione mi ha dato modo di riflettere in modo più approfondito sull’architettura informativa di intranet di grandi dimensioni, in special modo legate alle pubbliche amministrazioni ma non solo.

Mi riferisco in particolare alla costruzione dell’architettura di primo livello, la quale è naturalmente solo una parte dell’architettura informativa più generale. Tuttavia,  come ovvio, rappresenta una scelta fondamentale, che orienterà l’andamento di tutto lo spazio nel tempo e che richiede particolare una cura progettuale.

Spesso però in questo campo si commettono molte leggerezze, che si trasformano rapidamente in errori decisivi. I motivi di questi errori sono legati a molti fattori:

  1. fretta realizzativa (intanto andiamo online, poi magari modifichiamo in corso d’opera)
  2. presunzione organizzativa (conosco bene l’azienda, i contenuti vanno organizzati attorno ai processi di marketing)
  3. abitudini consolidate (noi in genere negli archivi cartacei le cose le organizziamo per codice matricola)
  4. sottovalutazione strategica (architettura informativa? E che cosa c’entra con il web? Piuttosto, ti hanno mandato la bozza grafica?)
  5. Approssimazione metodologica (ne ho parlato al bar con il Dirigente e ha detto che la mia ipotesi va bene)
  6. Scarsa attenzione agli utenti (non la trovano? Ma se sta proprio lì, sotto la sotto-sezione “Funzioni Operative!)
  7. Pulsioni megalomane (fate come volete, ma la mission aziendale deve apparire prima di tutto)

E molti, molti altri non facilmente classificabili. Il risultato di questa leggerezza progettuale è in genere un guazzabuglio in rapida crescita che provoca frustrazione, mal di testa, depressione cosmica; effetti soggettivi che si trasformano, nel migliore dei casi, nella dolorosa consapevolezza che bisognerà, prima o poi, “rimettere mano” a qualcosa che a prima vista sembrava funzionale, e che ora è diventato un mostro inavvicinabile.

Eppure l’architettura di primo livello di una intranet, per quanto complessa, non è un oggetto così enigmatico. Anzi, è possibile con facilità individuare alcune tipicità nella costruzione, ciascuna delle quali presenta una serie di vantaggi e di svantaggi.

Vorrei provare ad elencarle, identificandone le caratteristiche distintive. Come vedrete alcune sono assai ingenue, e inadatte a quasi tutte le situazioni tipiche che possono presentarsi.  Ma vale la pena passarle comunque in rassegna.

Modello 1: Architettura per settori aziendali

Metafora: organigramma

Architettura informativa per settori

Vantaggi

Facilità nell’individuare gli owner di sezione. In alcuni casi possono coincidere con i rappresentanti del gruppo di lavoro.
Relativa velocità nella costruzione dell’architettura. E’ sufficiente basarsi sull’organigramma aziendale già definito, proseguendo in profondità con le sotto-strutture e associandole alle sottosezioni.

Svantaggi

Sono tantissimi. Ne elenco qualcuno, ma ce ne sono sicuramente altri

Difficile gestione delle trasversalità. Molto contenuti non appartengono in specifico a un settore aziendale, e diventa difficile collocarli in questa architettura.
Cambiamento continuo. I settori, così come l’azienda, cambiano continuamente, e l’architettura rischia di invecchiare molto velocemente.
Scarsa trovabilità. Molti argomenti, servizi e contenuti della intranet sono percepiti dai dipendenti in modo dissociato rispetto ai settori, e rischiano quindi di non essere trovati con facilità.
Scarsa scalabilità. E’ molto facile che le sezioni di primo livello diventino troppe, e ingestibili
Appiattimento contenutistico. Mettere sullo stesso piano H.R. e, poniamo, Legale, significa, in genere, non tenere conto delle esigenze degli utenti, mediamente più interessati al primo che al secondo
Scarsa visibilità dei servizi. Tutti gli elementi di servizio e operativi, legati a precisi task degli utenti vengono mesi in secondo piano

Quando usarla

L’unica maniera sensata di usare un’architettura del genere è quando siamo in presenza di tante intranet separate, una per ogni settore e abbiamo la necessità di fornire comunque un unico punto di accesso alle diverse sezioni., In questo caso il “portale” non altro, appunto, che una porta introduttiva ad altre intranet di settore, con architetture proprie.

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Modello 2: Architettura per aree tematiche

Metafora: biblioteca

Architettura informativa per aree tematiche

Vantaggi

Identificazione precisa dei temi. E’ abbastanza facile identificare i diversi temi e i contenuti e raggrupparli secondo uno schema razionale.
Content owner. Anche in questo caso è abbastanza facile identificare i content owner e i gestori delle sezioni.

Svantaggi

Overflow. Questa architettura rischia molto rapidamente di deragliare verso un affollamento di temi che la rende a lungo andare inservibile.
Labeling. In lacuni casi il labeling diventa difficile e richia di asssbassare l’intelegibilità dell’architettura dal lato degli utenti. In alcuni casi l’informazione diventa difficile da trovare fin dal primo clic.
Appiattimento dei contenuti. In questa architettura i vari temi rischiano di oscurare i concreti task utenti: in alcuni casi diventa difficile evidenziare che in alcune aree sono presenti servizi interattivi o contenuti generati dagli utenti.

Quando usarla

E’ un’architettura ottima per ambienti molto legati alle informazioni e con un tasso di crescita contenuto. In ambienti con molti servizi interattivi e con un forte tasso di crescita delle informazioni rischia di trasformarsi in un boomerang.

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Modello 3: Architettura per formati

Metafora: FNAC (?)

Architettura informativa per formati

Vantaggi

Lerneability. E’ un’architettura con una curva di apprendimento piuttosto bassa, che facilita mediamente la vita degli utenti nell’ambiente.
Stabilità. E’ un’architettura che resiste ai cambiamenti organizzativi.

Svantaggi

Profondità. E’ un’architettura che rischia di essere molto profonda, a causa dei sottolivelli che spesso è necessario creare.
Invisibilità dei settori. Al contrario della prima, è un’architettura che rende invisibili i settori aziendali e non prevede spazi specifici per loro dal primo livello. In alcuni casi questo può essere un problema.

Quando usarla

Personalmente è una delle architetture che prediligo, per il buon compromesso che offre tra scalabilità, intelleggibilità, completezza. Va molto bene per intranet ricche di contenuto, con contenuti diversificati in termini di formato, ed è in grado di ospitare le espansioni di contenuti e servizi abbastanza facilmente conservando un’eleganza di fondo. Anche se in alcuni casi è necessario associare navigazioni parallele per aspetti legati ai progetti o ai settori.

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Modello 4: Architettura per eventi

Metafora: sportelli pubblici

Architettura informativa per eventi

Vantaggi

Architettura stretta. E’ un’architettura che non rischia di esplodere, almeno al primo livello
Focus sull’attività. Il richiamo a una qualche attività che gli utenti possono compiere è certamente attrattivo.

Svantaggi

Contenuti multiappartenenza. Alcuni contenuti non appartengono in specifico a evento della vita aziendale e diventa difficile collocarli in questa architettura. Servizi come un forum di help desk tecnico appartengono a “informarsi”, “lavorare”, o “collaborare”?
Scarsa trovabilità. Molti argomenti, servizi e contenuti della intranet sono percepiti dai dipendenti in modo dissociato rispetto agli eventi e rischiano quindi di non essere trovati con facilità.
Inserimento di formati diversi. In uno stesso contenitore possono finire contenuti molto diversi per formato (notizie, documenti, servizi interattivi, applicazioni ) e per tipo di attività richiesta (lettura, scrittura, collaborazione ecc).

Quando usarla

Certamente è un passo in avanti rispetto ad un’architettura per organigramma o per semplici aree tematiche, ma l’uso di questa architettura è un rischio qualora non sia associata ricerche sugli utenti e sulla loro “mappa mentale” rispetto informazioni aziendali. Dopo un serio lavoro di ricerca può essere una valida alternativa ai modelli precedenti.

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Modello 5: Architettura per appartenenze

Metafora: notiziario locale – Buffet

Architettura informativa per appartenenza

Vantaggi

Focus sui singoli. Le informazioni sono molti più focalizzate sulle esigenze del singolo.
Personalizzazione. E’ molto più facile costruire un proprio palinsesto.

Svantaggi

Difficile gestione dei contenuti extraprofilo. Diventa difficile gestire contenuti e servizi che non si associano direttamente al profilo della persona.
- Rischio di overflow nella parte generale. La parte generale rischia di essere sovraccaricata di contenuti e servizi eterogenei

Quando usarla

Quasi tutte le intranet di grandi dimensioni si possono giovare di un’architettura di questo tipo, perché permette con facilità di abbinare contenuti generali e contenuti specifici o personali. Richiede una certa curva di apprendimento e l’abbinamento ad una architettura di secondo livello più “convenzionale” (poer aree tematiche o formati).

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Modello 6: Architettura per servizi

Metafora: Cassetta degli attrezzi

Architettura informativa per servizi

Vantaggi

Distinguibilità dei servizi. Ogni servizio è facilmente distinguibili e immediatamente disponibile.
Relativa velocità nella costruzione dell’architettura. E’ sufficiente basarsi sull’insieme di servizi disponibili
Relativa facilità di coordinamento. Non è necessario individuare persone specifiche per la gestione delle singole sezioni, ma lavorare con il bacino esteso dei contributori

Svantaggi

Perdita di controllo redazionale. Questo tipo di architettura lascia molto autonomia agli utenti nell’occupazione dello spazio spazio, perdendo la possibilità di fare “pushing” su determinati temi/servizi
Dissociazione dai contenuti. Essendo legata ai servizi sezione può contenere contenuti più disparati (il blog di progetto assieme a quello dell’A.D., la modulistica assieme alle presentazioni, il forum di cazzeggio assieme a quello dell’help desk)

Quando usarla

Questo tipo di architettura è abbastanza flessibile da contenre praticametne tutto e permette con facilità l’individuazione dei servizi disponibili.  E’ ottima quasi esclusivamente per intranet che si pongono come “gateway” di servizio, ovvero come piattaforme “neutre” che gli utenti possono poi utilizzare a loro piacimento in tanti modi diversi. E’ insomma un’architettura da Intranet As A Service (IaaS), nelle quali la redazione, o il gruppo di lavoro, si incarica unicamente di animare lo spazio e di fornire dei servizi, che vengono poi fatti propri da gruppi di utilizzatori.

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Modello 7: Architettura per task

Metafora: Consolle di comando – Stanze di casa

Architettura informativa per task

Vantaggi

Eleganza. Questo tipo di architettura ha il pregio dell’eleganza e di una certa armonia di fondo.
Brevità. In genere questo tipo di architettura di primo livello tende ad essere breve, con pochi task ben identificati, a vantaggio della facilità d’uso.
Focus sulle azioni delle persone. Per definizione questa architettura è ben focalizzata sulle azioni che gli utenti possono compiere, evitando ambiguità e orientando l’ambiente ferso uno scenario attivo e partecipativo.

Svantaggi

Poco “profumo dell’informazione“. Questa architettura, ottima per semplici task utente, perde  valore man mano che i contenuti crescono,PErdendo “profumo informativo”.
Contenuti “intrattabili”. Con questo tipo di metafora alcuni contenuti saranno difficili da trattare, non riuscendo ad esprimerli con un verbo adeguato
Mescolamento. Alcuni contenuti rischiano di finire tutti in un unico contenitore, che a poco a poco si snatura.

Quando usarla

Come tutte le architetture tipiche dei servizi “2.0”, questo tipo di impostazione riflette fortemente una logica di “azione” che l’utente deve compiere su di una applicazione. Pertanto è controindicata in intranet di grandi dimensioni, che offrono una molteplicità di servizi e altrettante “situazioni” nelle quali è necessario presentare informazioni. E’ un ottimo tipo di architettura per singole applicazioni, per intranet piccole e molto centrate su task specifici o per sotto-sezioni specifiche, ma rischia di non riuscire a cogliere tutti gli effettivi “task utente” per intranet di grandi dimensioni.

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Osservazioni conclusive

Scordatevi la purezza. La maggior parte delle architetture concrete che si incontrano nella realtà non possono, né devono essere costruite secondo un modello P”uro”, scelto tra i 7 che ho elencato. Piuttosto, quello che funziona veramente è un sapiente dosaggio che ad un’architettura prevalente è capace di aggiungere elementi presi da altre architetture capaci di integrarsi con gli usi prevalenti e le mappe mentali degli utilizzatori. A volte è necessario inserire in un’architettura per Aree tematiche la funzione “H.R., altre volte è opportuno inserire la voce “Blog” in un’architettura per appartenenze. non sarà elegante, ma funziona.

Associate più architetture. Nelle intranet di grandi dimensioni è sempre una buona regola associare più architetture, in modo da offrire una visione alternativa dello stesso tipo di informazioni.  In alcuni casi possono essere due architetture parallele, in altri delle architetture secondarie che si aprono sotto l’architettura principale. Quasi mail, nel caso di grandi progetti, un’unica metafora è in grado di cogliere tutti i contenuti. Nella maggior parte dei casi le architetture si alternano a seconda del livello di profondità. Per esempio:

– in superficie architetture per formati o appartenenze
– in profondità architetture per task o aree tematiche

Sono solo degli esempi: in realtà le cose vanno valutate caso per caso.

Ascoltate gli utenti. Nessuna architettura può funzionare senza un ascolto costante e attento degli utenti, ovvero dei colleghi. Se avete dei dubbi potete stare certi che loro ve li toglieranno. Usate gli strumenti a disposizione (card sorting, interviete ecc) e fatene tesoro prima di costruire l’architettura.

gen
31

La mia griglia per il testo web della P.A.

Lo so, sono stato assai latitante in questo periodo; non ho scusanti se non una vaga sensazione di inutilità che atttraversa costantemente il mio rapporto con questo blog unita ad un forsenntato avvicendarsi di attività, non tutte edificanti a dire il vero.

Ad ogni modo, oggi voglio mostrarvi un lavoro che, a tempo perso, sto cercando di portare avanti, ovvero una griglia di analisi dei testi per il web della Pubblica Amministrazione. Io lavoro molto con la P.A. e spesso i miei corsi di web writing si concentrano sugli spazi web di qualche Amministrazione. E ho quindi deciso di formalizzare tutti gli aspetti che nel tempo ho collezionato e di racchiuderli in una mappa mentale, quella che vedete sotto.

Il mio progetto è questo: utilizzare questa griglia (con opportuni parametri di pesatura e normalizzazione degli item) per analizzare circa 350 siti della Pubblica Amministrazione e identificare quindi pratiche buone e meno buone da mettere poi a fattor comune in un manuale di web writing dedicato alla P.A.

Ma sono molto combattuto (è un lavoraccio, e poi magari le persone si dalla P.A. alla fine se la prendono a male, e poi un lavoro del genere serve veramente? Mah…)

Insomma, questi parametri non sono niente niente di nuovo, ovviamente, ma sono comunque contento di questo lavoro perché mi ha permesso di fare un po’ d’ordine nei miei appunti mentali.

Ciao

giu
6

Intranet e l’eco-consiglio

In genere, l’elenco delle categorie di contenuti che componogono le intranet, e che io utilizzo nei miei corsi e seminari, sono queste:

– Documenti
– Notizie e pagine informative
– Instant content
– Servizi e utility
– Applicazioni operative
– Spazi multimedia
– Strumenti di comunicazione/collaborazione
– Spazi di formazione e discussione
– Community ludiche
– Iniziative speciali
– Applicazioni 2.0

Queste categorie mi hanno assicurato, nel tempo, una tenuta robusta per  “incassellare” tutti i tipi i servizi e singoli contenuti  che mi è capitato di vedere o progettare.

Ora, dato che sto lavorando con una Provincia  italiana e sono sensibile all’argomento, vi segnalo una notizia che cade sicuramente sotto la categoria “iniziative speciali”, ovvero la campagna “Scrivi il tuo ecoconsiglio“, apparsa di recente sulla intranet dell’Ente Provincia di Modena.

Le persone hanno potuto, per un certo lasso di tempo, inviare idee sul miglioramento dell’impatto ambientale della vita al lavoro e i migliori sono stati premiati dall’assessore provinciale all’ambiente. Ok, non sarà esattamente il fichissimo e super-cool enterprise 2.0, ma tant’è…

mag
4

ForumPA: live a Roma il 14 maggio

Il 14 maggio parteciperò, assieme a Paolo, al convegno/tavola rotonda Da dipendente a protagonista. (La leva strategica della comunicazione interna), coordinato da Marco Stancati.

Si parlerà, assieme ad alcuni professionisti del settore, dei nuovi approcci alla comunicazione interna, anche a valle della nostra recente fatica editoriale. Il titolo del nostro intervento dovrebbe essere, più o meno: “La nuova comunicazione interna. Reti, comunità e narrazioni per superare il modello trasmissivo” (Booooooom).

Per chi fosse interessato l’appuntamento è alle 10.00 alla Nuova Fiera di Roma in via Portuense 1555 (Roma).

Ciao.

ago
1

Ella è pregata di leggere i suddetti articoli

Il tema non è certo nuovo e il link sarà già stato segnalato mille volte, ma non importa. Questa serie di articoli sulla semplificazione del linguaggio amministrativo (a cura di Michele Cortellazzo e Federica Pellegrino) è utile e bellissima.

Leggete ad esempio quello sull’uso del gerundio oppure quello sui tecnicismi o ancora quello sull’eccesso di informazioni.

Tutte da stampare e da tenere sempre sottomano. Non solo per chi scrive nella P.A.

lug
23

Piccola proposta di autocandidatura

Da Punto Informatico di oggi (intervista a Lelio Alfonso, Responsabile comunicazione istituzionale e del Governo):

Vogliamo inoltre potenziare sensibilmente il sistema di comunicazione interna, perché la P.A. ha “fame” di notizie ed è corretto che transitino direttamente in intranet e non solo attraverso i canali esterni. È una sfida culturale che credo sia giusto lanciare in questa fase.

Ecco, se avete bisogno di una mano, io sono qui.

mag
17

Segnalazioni

Un articolo di Paolo Subioli sulle intranet negli enti locali.

Un post di Pierlunca Santoro sui risultati di una ricerca riguardante i blog all’interno delle aziende.

Su Flick trovate un’altra pagina con uno screenshot di intranet., che va ad affiancarsi agli altri.

Infine un post di [Marketing]departurelounge sulla intranet di indesit (hanno cominciato a usare Youtube)

Ciao Ciao

apr
5

ll palazzo, la scrivania, il corridoio

Grazie al buon Gigi Cogo ho saputo  di un altro seminario del Formez dedicato a intranet e knowledge management nella Pubblica Amministrazione.

Le presentazioni le scaricate da questo indirizzo. Molto bella l’allegoria usata dal Relatore del Comune di Reggio Emilia: Il palazzo (per le informazioni istituzionali), la scrivania (per le applicazioni di lavoro), il corridoio (per gli spazi di collaborazione orizzontale e di scambio della conoscenza). Potete scaricare la sua presentazione in PPt  da qui.

Utile per chiunque operi nella PA, ma non solo…

mar
13

Segnalazioni della settimana

Rassegna dalla blogosfera e altro

ott
13

Arriva il COMPA, ricordatevi di me

Messaggio di servizio: datosi che sta arrivando il COMPA, e datosi che io sono un consulente-formatore sempre in cerca di lavoro, e datosi che ho fatto un sacco di cose piccole e meno piccole con la Pubblica Amministrazione, e datosi che in genere ecco, le sopracitate Ammnistrazioni sono in genere soddisfatte del mio lavoro, e datosi che il COMPA è una fiera molto importante, e datosi che alcune delle Amministrazioni andaranno lì con lavori ai quali ho in piccola parte contribuito e datosi che molte persone della Pubblica Amministrazione sono state formate da me ma resto un perfetto sconosciuto ai più, e datosi che sono un po’ in anzia per il mio futuro, ecco, datosi tutto questo prego chi va al COMPA e mi conosce di fare anche, ogni tanto, con garbo, senza esagerare, il mio nome, ecco. Grazie.