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lug
12

Nuova casa per il mio blog presentazioni efficaci

Cari amici, questo è un post di servizio per segnalarvi che il mio blog sulle presentazioni efficaci, ovvero il lato oscuro di intranetmanagement, ha finalmente cambiato casa e, grazie a una fuga rocambolesca, ha abbandonato l’allegra combricola di sbandati campeggiatori del web di Splinder per approdare al più comodo salotto di Worpress.

Il blog si intitola ancora, ostinatamente, “presentazioni  efficaci” e continua a raccontare, con imperterrita verve compulsiva, delle mie scorribande nel mondo delle presentazioni, del public speaking, delle slide e di tutto quello che ruota attorno al surreale mondo di Powerpoint.

Come dico sempre nei miei corsi non sono solo in questa battaglia: negli Stati Uniti ci sono schiere di “guru” delle presentazioni, (e mi rendo conto che questa sia una cosa piuttosto sorprendente per il nostro Paese); guru come Garr, Olivia, Cliff, Nancy, Andrew, Tony, Eric, Brent, Bert e molti altri.

Guru ai quali il sottoscritto non prova neanche ad accostarsi, beninteso. Tuttavia, come ho detto sul mio blog, volevo cominciare a trattarmi bene, e la fuga da Splinder era davvero il primo passo.

Per chi volesse continuare a seguire le attività del blog e del suo autore, consiglio di cambiare i propri feed con quelli nuovi.

Grazie a tutti della pazienza.

Il vostro Sldierman.

sliderman logo

nov
9

Sliderman, un destino

Quando l’ho visto un’ora fa ci sono rimasto di sasso: sto al secondo posto se uno digita Slideshare su Google.

foto classifica google sldieshare

Si riconferma il mio destino di sliderman

logo sliderman

Ok, per non lasciare questo post privo di informazioni di qualche utilità vi segnalo un bell’articolo che mi ha inviato Cristiano, dedicato ai lavoratori della conoscenza nelle organizzazioni del terzo millennio.

Si intitola Busyness vs. Burst: Why Corporate Web Workers Look Unproductive. Molto interessante.

mar
27

Il Grand Prix delle presentazioni: ci sono anch’io

logo_contest_slideshareEbbene sì, non ho resistito alla tentazione: complice la recente riapertura del mio blog sulle presentazioni, complice la mia intensa frequentazione con PPT e presentazioni varie sia come docente che come consulente, complice una certa immotivata spavalderia unita ad un raro senso del ridicolo, ho deciso di partecipare al worlds best presentation contest, un gran premio mondiale delle presentazioni in PPT (non ridete), organizzato da Slideshare e presieduto da alcuni grandi “guru” della materia (praticamente i soliti Atckinson, Kawvasaki, Reynolds…) con possibilità di voto da parte del pubblico (e qui entrate in gioco voi, miei cari lettori…)

Non ho idea di che cosa si vinca, ma in quanto “sliderman” mi sono sentito tirato in causa. Per l’occasione ho inserito una presentazione un po’ particolare, che ho fatto in occasione dell’apertura di un corso in e-learning che ho tenuto qualche tempo fa. La presentazione spiegava agli allievi le modalità e le caratteristiche del corso. Oltre a questa, ho messo in gara altre mie presentazioni che ho già inserito su slideshare.

Sono o non sono un inguaribile ossessivo?

:-)

mar
4

I tre giorni di sliderman

Da stasera, per tre giorni sarò qui, a portare il powerpoint-verbo ai ggiovani. It’s a hard work, but someone must do it..Speriamo ci sia almeno il wi-fi…

Ciao

set
6

Sliderman, trucchi e segreti

Segnalo per chi fosse interessato, il mio prossimo corso sulla presentazione efficace con le slide. Sono due giornate di lezione-laboratorio, (a ottobre, alla LUISS), nelle quali si lavora su tutti gli aspetti di una efficace comunicazione con le slide, dall’ideazione alla presentazione finale. Solo per autentici fanatici di presentazioni e affini. Ciao.

mar
27

Piccolo guru

slide su intranetIl guru non dà spiegazioni, ma lancia suggestioni. Il guru non illustra concetti, ma racconta storie.  Il guru non entra mai nei dettagli tecnici, ma regala citazioni tratte da ambiti disciplinari differenti. Il guru, infine, non mostra mai slide troppo complesse, ma semplici parole evocative per ipnotizzare la platea.

Insomma, è proprio così che, mio malgrado, mi sono sentito sabato. E le mie slide, (che vi faccio scaricare, tanto sono fatte si e no da una parola), sono una testimonianza della mia saccente guruaggine alla buona. Era, anche, un mio esperimento personale, ma non mi è piaciuto mica tanto. (insomma, alla fine mi sono sono sentito un po’ un pirla. va bè).

feb
15

Smanettoni mondiali

Lunedì sono stato qui, alla conferenza mondiale delle Open University. 38 Paesi che discutono di e-learning, e succedono cose strane tipo l’indiano che discute con il giapponese sull’autorevolezza di un modello Wikipedia applicato alla formazione. Incredibile. Fichissimo. Ma la cosa veramente nuova che ho capito è che al mondo *nessuno* sa fare le slide. E’ stato veramente il festival dello smanettonismo di powerpoint. E ne andavano pure orgogliosi. Si vedeva.

Ma tipo, non so, che il croato aveva, in una slide, tipo 12 oggetti che si muovevano contemporaneamente, e i punti-elenco apparivano facendo una specie di menuetto interminabile. Ha ringraziato in pubblico la sua collaboratrice per la presentazione. Ammazza, che onore. il belga aveva slide con tre (dico tre) livelli di indentatura, e il tutto appariva come una grande macchia. Il grassetto sparso come concime rendeva il tutto una specie di labirinto di testi. Il pakistano (bellissimo intervento, peraltro, voglio andare in Pakistan) non aveva slide, ma in compenso leggeva (dico leggeva) l’intervento. In-sos-te-ni-bi-le. Il giapponese aveva uno sfondo diverso ad ogni slide, quindi prima giallo canarino, poi verde mela, poi rosa fuxia eccetera. I testi andavano da 10 pt a 48 pt, senza un motivo apparente. Nella presentazione dell’americano-coreano pezzi di testo erano riversati senza alcun ritegno sulle povere slide, fino a scoppiare. In generale le animazioni troneggiavano, beffarde e gratuite, su tutto. Ah, dimenticavo, tutto in inglese senza traduzione. E nessuno che batteva ciglio. Forse perché dormivano, non so (no, in realtà quello a fianco a me a un certo punto dormiva proprio). Ragazzi, c’è molto, ma molto lavoro da fare.

feb
9

PowerPoint, l’e-learning e moi

SlidermanOgni tanto mi ricordo di essere un creatore, nonché fruitore, nonché esperto di presentazioni in powerpoint (come risulta dal simpatico regalo qui a sinistra, fatto da un mio ex collega che saluto: ciao Luciano).

Insomma, mi ricordo di questo anche perché sta per partire un corso (creato da me)  tutto in modalità e-learning, sulla presentazione efficace con le slide.

Giuro che mi hanno chiamato loro. Io non ho mai cercato le slide: sono state sempre loro a trovare me, per quanto io mi nascondessi. E oggi mi hanno scovato in una nuova variante, ovvero come autore di un corso online.

L’e-learning è una cosa bella. L’e-learning è una cosa coinvolgente. L’e-learning è una cosa calda. L’e-learning non ha niente a che vedere con i CD-Rom, con la scuola Radio elettra, con le trasmissioni televisive che vanno in onda alle tre di notte. L’avevo solo intuito: ora comincio a capirlo.

Ne riparleremo. Per ora vi segnalo un bel po’ di risorse per chi è a caccia di consigli e trucchi per le sue presentazioni. Cominciamo a Beyond bullets (“oltre i punti elenco”), il bel blog curato da Cliff Atkinson, che ha anche scritto un libro sull’argomento. Proseguiamo con Presentation zen, il blog di Garr Reynold, un consulente che ha lavorato molto in giappone ed è appassionato di “Star wars”.  Anche gli articoli di Indezine non sono male. Per non parlare del blog di Tony Ramos (un po’ confuso ma ricco). Ottimo anche il blog Powerpointless.

Devo proseguire? In questa cavalcata infinita tra siti, articoli, libri e blog che parlano di presentazioni ho capito una cosa: negli Stati Uniti la “questione Powerpoint” è molto sentita ed è presa molto, ma molto sul serio.

mar
6

Ebbene sì…

E’ uscito. Alla fine è uscito veramente. Il titolo, imperativo e austero, è “Come si presenta con le slide“, edito da Tecnichenuove.Quando l’ho visto credevo di svenire: davvero io ho scritto questo?  Come il protagonista di “Fight club” cerco di capire dove è iniziata tutta questa storia delle slide e di Sliderman, e alla fine capisco che io e Sliderman siamo la stessa persona. Me lo dice il titolo del libro e l’indicazione dell’autore. Non ridete: il libro esiste ed è in vendita in tutte  le librerie italiane. se volete potete scaricare l’indice, in formato PDF, da qui.

A parte gli scherzi, spero davvero che possa essere di aiuto a tutti coloro che hanno a che fare in modo massiccio con questo strumento. Ragazzi, avete la mia solidarietà.  Ho inserito tutto quello che ho capito di questo mondo fatto di grafici, frecce, triangoli, eccetera. Tutti gli errori e gli orrori possibili sono spietatamente catalogati, insieme ai trucchi ed ai consigli per evitarli.  Non è un libro tecnico: non troverete indicazioni su quali bottoni premere e come usare i menù a tendina del programma.  E’ invece, nel bene e nel male, un libro di comunicazione che lascia da parte i dettagli tecnici e si tuffa direttamente nel “cuore” del problema: come realizzare una presentazione che non faccia impazzire chi la crea e addormentare chi la subisce. Ambizioso eh?

f.to Sliderman

gen
13

La lesiun in mes al nebiun…

Ed eccomi di nuovo in partenza alla volta di una città che conosco bene. Mi aspetta una nuova lezione sulle intranet. Siete caldi ragazzi? Peché ho 122 slide per voi. E non ve ne risparmierò nessuna…

set
28

Web writing e pensieri

Dunque, ieri faccio lezione sul web writing a questi ragazzi del master, tutti giovani, belli e motivati. Pensiero: si vede che non lavorano in un’azienda.

Parlo, parlo, parlo, e mostro slide a mitraglietta cercando di mettere in moto le mie (poche) doti di affabulatore. Pensiero: devo fidarmi di più di me stesso e fare meno slide. Anche se, a minare la mia sicurezza si aggiunge il fatto che una delle “allieve” continua a guardarmi e a ridacchiare. Al che, nell’intervallo, le chiedo: scusa ma cosa hai da ridere? Lei mi risponde, come per tranquillizzarmi: “No, è che lei fa ridere”. Fiuuu, meno male. Pensavo fossero le slide, o il tema della lezione e invece no, sono proprio io.

Il web writing, come ciascuno può capire, non è una cosa che si insegna: la scrittura non si insegna, possiamo solo cercare di limitare gli errori più comuni, dare consigli di buon senso, e sperare. Ma sono ragazzi svegli, credo lo abbiano capito. La coordinatrice del master comunque sembra soddisfatta: il suo viso mi sembra particolarmente illuminato. Si vede che quando voglio riesco ad essere quasi normale, anche se lei ha capito che sotto sotto.. Ok,  Alla fine, come di consueto, una di loro mi chiede se voglio prenderla a lavorare con me.

Pensiero: ma perché alla fine mi ritrovo sempre in veste di promotore di Alcatraz?

feb
24

Sliderman in trasferta

Ed eccomi in trasferta a nella mia vecchia città, Milano, a macinare le ennesime slide per l’ennesima presentazione “importante”. Quanti ricordi…(scusate, ho un rigurgito)

feb
12

Sliderman, aiutami tu!

Ore 23.00: prosegue la mia battaglia con Powerpoint per trasformare il pensiero in pillole-pensiero. Mi immagino la “Fenomenologia dello Spirito” spiegata con le slide: Coscienza (freccione) oggetto (freccione) movimento del pensiero (freccione) autocoscienza (freccione)… Povero Hegel, che ti sei perso… Voglio uscirne. E in fretta. Per cui mando il mio segnale nel cielo di Aziendacity e spero che arrivi lui, l’eroe di mille presentazioni. Sliderman, c’è bisogno di te! Corri e aiutami con i tuoi supertemplate. Taglia, cuci, riduci, insomma lobotomizzaci come solo tu sai fare…Presto!!!!!!