Qualche piccola segnalazione per cominciare il nuovo anno (queste segnalazioni servono anche a me per scaldarmi i muscoli su questo blog, che ho abbandonato per troppo troppo tempo a causa di problemi legati alla mia nuova condizione campagnola – condizione materiale e condizione spirituale – e non aggiungo altro).
- Rebecca Rodgers, di StepTwo, parla dei test con gli utenti all’interno dei progetti intranet (“qualche test è sempre meglio di ‘nessun-test‘ “); è vero che spesso questi benedetti test non ce li fanno fare con tutti i crismi, ma in ogni caso condurre anche qualche indagine “cotta e mangiata” è meglio che non condurne affatto.
- In un vecchio articolo del 2004 Paul Chin parla delle tecniche di promozione per il lancio della intranet, un tema a volte sottovalutato e che va invece affrontato con serietà e con un briciolo di creatività. Da notare che in questo caso Paul sdogana la necessità di contenuti ludici ed extra-lavorativi in nome della visibilità del progetto.
Altro caso ineressante è quallo di Sabre, e della sua applicazione (SabreTown) di microblogging per domande e risposte tra i dipendenti (mooooolto interessante).
- Sempre a proposito di roba da scaricare, potete dare un’occhiata all’intranet matrix di Toby Ward, che elenca le caratteristiche delle buone intranet a confronto con quelle delle “ottime” intranet. Niente di speciale, ma vale la pena darci un’occhiata (vi dovete registrare per scaricare).
Per il momento siamo a posto così…ciao ciao e che riusciate a realizzare quello che, esplcitamente od oscuramente, per scelta o per necessità, avete meditato per quest’anno che viene.
Guardate che bell’esempio di social network interno:
E’ il social network di Sabre, società con 10.000 impiegati in tutto il mondo. E’ fatta in Ruby on rails e serve principalmente a supportare le attività e a fare rete tra le persone sparso in tutto il mondo. Notate il sistema di ranking personale. Inoltre, nel profilo, sono presenti moltissimi campi riguardanti hobby e interessi.
In particolare il profilo contiene
- Dove sei nato?
- Dove lavori ora?
- Che cosa fai veramente per vivere? (questa non l’ho capita n.d.r.)
- Chi sono i tuoi contatti e riferimenti interni?
- Quali sono i tuoi skills, expertise e cose che fai per ruolo?
- Sport e giochi d’acqua favoriti
- Spert senza i quali non puoi vivere (gli americani sono proprio fissati con gi sport n.d.r.)
- Hobbyes
- Musica preferita
- Celebrità a cui assomigli
- Posti in cui hai lavorato
- Posti in cui vorresti andare
Vi traduco un pezzo dell’articolo, a mio parere molto significativo:
“Su Sabretown gli utenti possono inserire una domanda per tutta l’organizzazione, e il motore di inferenza o rilevanza manderà la domanda automaticamente alle 15 persone più rilevanti (basandosi su quello che hanno scritto nel profilo, sui post nel blog e sulle risposte che hanno dato precedentemente”.
una figata pazzesca! Peraltro questo motore sembra sia la vera “killer application” del sistema (e lo credo bene!). Il risultato è che il 60% delle domande trova risposta entro un’ora e ogni domanda riceve in media 9 risposte. Capito gente?
Il successo è stato tale che ora la piattaforma è diventato un software che viene commercializzato all’esterno (cubeless).
Se gestite una intranet, appena avete un po’ di tempo vi consiglio di compilare la survey di Toby Ward sulle intranet 2.0. Avrete in omaggio i risultati della ricerca, e non mi sembra male…
I costi “soft” delle intranet fallimentari (perdita di credibilità, mancanza di supporto del management, calo del morale tra gli sviluppatori e così via. Un bell’articolo dell’intranet journal).
Le 7 differenze tra web 2.0 ed enterprise 2.0 (sono: orientamento dei contenuti verso il lavoro, accountability, maggiore forzatura nell’utilizzo, trasparenza, effetto network amplificato, facilitazione all’uso, produttività sociale).
Guardate questa intranet: non è carina? La segnalo da un post di Toby Ward. Quello che mi colpisce è il fatto che sempre più spesso si cominci a uscire dal noioso design a tre colonne, tipico dei portali (e che ci ha veramente rotto le palle) e si abbracci il design a due colonne tipico delle applicazioni 2.0 (che sono maggiormatente task-centrate e hanno perciò bisogno di più spazio e meno distrazioni).
Ok, qualcuno potrebbe obiettare che le tre colonne, sotto sotto, ci sono sempre, ma hanno comunque un ruolo diverso dal classico “portal style” (navigazione – contenuti – servizi).
Un’altra cosa che mi piace è l’uso di un’immagine grande come apertura (ok, la redazione si prende un bello spazio, ma secondo me va bene così) e l’evidenza, in taglio basso, degli aspetti di community, ormai non più relegati in angusti spazi da giadino zoologico ma ben presenti fin dalla home page.
Buon uso dei colori e degli spazi completano il quadro. Bravi!
E’ una nuova questione, che comincia a diventare una vecchia questione prima ancora di aver capito bene di che cosa stiamo parlando. In realtà credo che il problema sia che siamo tutti in attesa di avere abbastanza casi di studio per poter trarre delle conclusioni.
“Non forzate la mano. Il blog non è per tutti, e molte persone non vogliono tenere il loro blog su intranet. Non fatevi ingannare dalle euforie dei cosiddetti “esperti blogger”: ascoltate gli impiegati e loro vi diranno cosa vogliono e cosa non voglionno leggere.”
Se volete sentire dalla viva voce di Toby Ward una lezione sulle intranet via mp3, andate sul sito della sua nuova iniziativa: “intranet podcasting” (come ve la cavate con l’inglese?).
In Canada, sulle intranet e la comunicazione interna sono veramente avanti. Girello qui e lì e scopro solo oggi (mea culpa) il grandissimo blog di Toby Ward, che è l’AD (avete capito bene) di una società di consulenza che si occupa di intranet e affini. Un blog fantasitco (per intederci, il mio gli fa veramente uina pippa, scusate il francesismo…).
Pieno zeppo di contenuti, di consigli e di casi di studio (compresi vari esempi di home page di intranet) e con una intera sezione diedicata agli aspetti di web 2.0. su intranet (blog, wiki, podcasting e molto, ma veramente molto altro) Assolutamente imperdibile!!
mi hanno aperto gli occhi
T. Todorov, F. De Saussure, S. Freud, E. Goffman, G. Mosse, R. Rorty, E. Cassirer, T. Kuhn, H.M. Enzensberger, L. Wittgenstein, M. Walzer, R. Barthes, K. Marx, E. Durkheim, I. Kant, M. Heidegger, G. Frege, R. Jakobson, G. Preti, I. Prigogine, W. Benjamin, M. Bachtin, Z. Bauman, J. Bruner, C. Geertz, F. Jameson, C.S. Peirce, J. Austin, i miei amici
mi hanno rivoltato come un calzino
J.P. Sartre, Platone, R. Musil, G. Bateson, T. Adorno, P.K. Dick, E. Canetti, L.F. Celine, Luther Blissett, M. Houellebecq, G.W.F. Hegel, R. Laing, M. Richler, D. Hofstadter, M. Selvini Palazzoli, J.D. Salinger, M. Scorza, K. Kraus, G. Pontiggia, H. Boll, P. Roth, C. Locke, P. Gourevitch, A. Kojeve, W. Ong, E. Havelock, H. Marcuse, i miei ex amori
mi hanno solleticato la mente
G. Perec, H. Kureishi, D. Hume, K. Vonnegut, R. Quenau, E. Ionesco, I. Calvino, J. Cortazar. N. Hornby, R. Rucher, L. Tolstoj, G. Flaubert, J. Noon, C. Palaniuk, i situazonisti, M. Augè, A. Nothomb, E. Flaiano, D. Fo, G. Deleuze, le discussioni all'università
Hanno lavorato sul mio lato oscuro
F. Nietzsche. A. Gehlen, N. Luhmann, C. Popper, D. La Rochelle, J. Fodor, F. Dostoevskij, J.K. Huysmans, J. London, Thomas Bernhard, G. Parise, F. Kafka, De Sade, M. Vargas Llosa, C. Sini, J. Derrida, J. Lacan, J. Baudrillard, alcuni programmi Mediaset