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Gen
15

Come vendere la intranet al tuo capo: un webinar

Per chi fosse interessato segnalo che stasera, dalle 18.30 alle 19.30 (ora italiana) Toby Ward, di Prescient digital, tiene un webinar sul tema di come “vendere” al proprio interno un progetto di redesign della intranet.

Seguo spesso i seminari di Toby e trovo sempre degli spunti interessanti (o delle conferme di cose che già sapevo, ma anche questo è importante).

Ecco il link alla pagina del webinar, buona partecipazione a tutti.

Apr
13

Un webinar su “Sharepoint e governance”

Da un po’ di tempo sono entrato nel tunnel dei webinar gratuiti che diverse società di consulenza propongono sulle intranet, i progetti enterprise 2.0 e le community.

Sono fatti in genere molto bene, focalizzati di volta in volta su aspetti specifici della materia. Un ottimo esempio di come farsi promozione onestamente attraverso contenuti di qualità.

Il prossimo, organizzato dalla Prescient digital di Toby Ward, è dedicato alla governance dei progetti Sharepoint. E’ previsto per il 24 aprile alle 18.30 (ora italiana).

Che dite, ci imbuchiamo?

Set
12

C’è vita oltre Sharepoint? Si!

E’ fuor di dubbio che il mercato delle tecnologie per intranet, che siano sociali, che non lo siano o che lo siano metà e metà, è davvero frammentato: in genere le aziende “agganciano” i progetti intranet ad altri progetti preesistenti e così le scelte sono condizionate da variabili che a volte con le esigenze della intranet c’entrano davvero poco. In questa frammentarietà abbiamo però la certezza, confermata da più parti, ovvero che Sharepoint stia crescendo un po’ dovunque.

Tuttavia, questa crescita è ancora ben lungi dall’essere diventata egemonia e gli ultimi dati che arrivano dalla ricerca di Toby ward sembrano confermarlo: solo un terzo del campione di più di 800 aziende comprese nella sua survey annuale ha adottato soluzioni “portal” per la propria intranet (e tra queste che Sharepoint ma anche altri prodotti.

Social Intranet Study Tech Platforms June 15 2011

Il resto della torta è occupato da sistemi di CMS puri, soluzioni ibride e soluzioni costruite internamente (sempre molto presenti). Altro dato interessante: l’emergere di CMS open source quali Plone (vecchia conoscenza) e Hippo (questo non l’avevo davvero mai sentito, ignoranza mia).

C’è da dire che la survey di Toby è dedicata principalmente alle intranet “sociali” (ma poi dentro c’è sicuramente di tutto), ma ci offre comunque uno spaccato interessante, anche perché spezza una monotonia che sta diventano un po’ assordante.

 

Feb
22

segnalazioni sparse su profili, casi di studio, e altre amenità intranet

Cari lettori, sono talmente saturo di materiale che mi arriva da ogni dove che faccio fatica ad assimilarlo come si deve. Una delle maniere che uso da tempo per fare ordine è proprio questo blog, nel quale cerco di tirare le fila di ciò che leggo in giro (o quantomeno di dargli una parvenza d’ordine).

In ogni caso vi lascio un po’ di segnalazioni interessanti che mi sono capitate.

Un articolo che racconta l’esperienza delle community interne in unicredit (ecco, ora che ho inserito di nuovo la parola “Unicredit” sul mio blog sarò sommerso di accessi da google con questa parola chiave, come avviene in maniera inspiegabile a tempo, il che farà aumentare a dismisura il mio bounce rate – va beh, questa era una considerazione smanettonica). Ho provato a contattare la responsabile per scrivere un caso di studio più approfondito ma non mi si è filata. Accontentiamoci di questo articolo.

Mark Morrel racconta come le ricerche di mercato e le informazioni sui trend di settore siano una killer application della intranet BT. Come al solito ha pubblicato anche degli screenshot della sezione intranet.

Un sito raccoglie e recensisce le principali piattaforme per intranet, wiki e collaboration. Utile.

Un articolo di stepTwo dedicato alla navigazione di primo livello all’interno delle intranet. Il senso, come anch’io ho più volte ribadito, è che non esiste un modello unico valido per tutti.

Una riflessione di Mike Gotta, di Cisco, sul ruolo dei profili personali e più in generale sulla costruzione dell’identità dei dipendenti in intranet. C’è anche uno suo interessante screencast.

Toby Ward riflette sulla nozione di Portale e come essa stia rapidamente invecchiando. Nel contempo le piccole intranet emergono come veri serbatoi di innovazione.

Ok, per oggi basta. Buona lettura a tutti.

Set
13

Il blogging interno e la sfida delle parole

Il blog è un oggetto fatto per agevolare la scrittura. Ma la scrittura è sempre una sfida: richiede consapevolezza, pianificazione, rimuginio e disciplina. Memoria e sensibilità. Non è mai un atto puro e istintivo (posto che esistano atti puri e istintivi), ma sempre il frutto di un accordo magico e sempre stupefacente tra diverse parti della propria  mente, un atto di generosità verso se stessi prima che verso i propri lettori.

Questa premessa noiosa e inconcludente mi serviva solo per segnalarvi un breve post di Toby Ward che si chiede perché, in genere, gli impiegati ci pensino su due o tre volte prima di cominciare a scrivere sui blog che le aziende mettono a loro disposizione. Secondo Ward l’impedimento più forte è legato proprio alla sfida che la scrittura ci mette davanti, e le persone che lavorano hanno già un sacco di grane per doversi occupare anche di questo.

Per questo motivo, come ho detto più volte, l’apertura indiscriminata di un-blog-per-ogni-dipendente è sempre una scelta rischiosa, a meno che non siate un’azienda che riesce a tollerare i fallimenti o le cose riuscite a metà. Qualcuno aderirà perché la cosa lo stuzzica, qualcuno lo farà perché gli risolve dei problemi, ma la maggior parte non si metterà a scrivere così, perché il blog è facile da usare. Li capisco.

Che fare allora? Rinunciamo ai blog interni? Manco per sogno. Quello che a cui dobbiamo dire addio è solo al sogno che chiunque abbia qualcosa da dire e voglia farlo nei modi prescritti dai blog. In azienda ci sono molte situazioni in cui i blog possono venire in aiuto: condivisione dei progetti, aggiornamenti specialistici, news, richieste feed-back e così via. in questo caso la sfida della scrittura diventa la sfida stessa del lavoro, ed è un campo in cui è più difficile tirarsi indietro.

Se dovete progettare una strategia di uso dei blog, quindi, partire dai singole persone e da singoli problemi, non provate a sparare nel mucchio. Quattro o cinque blog che fanno bene il loro lavoro sono molto meglio di quattro o cinquecento che languono tristi e sconsolati come bottiglie sul piazzale una volta che il concerto è finito.

Gen
2

Qualche segnalazione intranet per cominciare l’anno

Qualche piccola segnalazione per cominciare il nuovo anno (queste segnalazioni servono anche a me per scaldarmi i muscoli su questo blog, che ho abbandonato per troppo troppo tempo a causa di problemi legati alla mia nuova condizione campagnola – condizione materiale e condizione spirituale – e non aggiungo altro).

Rebecca Rodgers, di StepTwo, parla dei test con gli utenti all’interno dei progetti intranet (“qualche test è sempre meglio di ‘nessun-test “); è vero che spesso questi benedetti test non ce li fanno fare con tutti i crismi, ma in ogni caso condurre anche qualche indagine “cotta e mangiata” è meglio che non condurne affatto.

– In un vecchio articolo del 2004 Paul Chin parla delle tecniche di promozione per il lancio della intranet, un tema a volte sottovalutato e che va invece affrontato con serietà e con un briciolo di creatività. Da notare che in questo caso Paul sdogana la necessità di contenuti ludici ed extra-lavorativi in nome della visibilità del progetto.

– StepTwo ha pubblicato il suo intranet innovation 2009, con una serie di casi molto interessanti, tra i quali ad esempio quello del gruppo russo ChTPZ, che ha creato una applicazione molto sexy per mandare sms ai cellulari dei dipendenti tramite un’opzione nel cercapersone.

chtpzgroup_mobile_04_edit

Altro caso ineressante è quallo di Sabre, e della sua applicazione (SabreTown) di microblogging per domande e risposte tra i dipendenti (mooooolto interessante).

sabre_New_hub

Il report è a pagamento, ma potete scaricare una ricca sintesi gratuitamente (ecco il link al PDF della sintesi dell’intranet innovation 2009 – 4,3 Mb).

– Sempre a proposito di roba da scaricare, potete dare un’occhiata all’intranet matrix di Toby Ward, che elenca le caratteristiche delle buone intranet a confronto con quelle delle “ottime” intranet. Niente di speciale,  ma vale la pena darci un’occhiata (vi dovete registrare per scaricare).

– Infine, Oscar Berg ha pubblicato l’elenco di 12 (dodici) report gratuiti sull’enterprise 2.0, pescati da varie fonti consulenziali come KPMG o McKinsey.

Per il momento siamo a posto così…ciao ciao e che riusciate a realizzare quello che, esplcitamente od oscuramente, per scelta o per necessità, avete meditato per quest’anno che viene.

Mar
27

Intranet 2.0 per Toby Ward

Una slidecast di Toby, con qualche esempio alla fine

Ott
20

Social Sabre

Guardate che bell’esempio di social network interno:

Screenshot intranet sabre

E’ il social network di Sabre, società con 10.000 impiegati in tutto il mondo. E’ fatta in Ruby on rails e serve principalmente a supportare le attività e a fare rete tra le persone sparso in tutto il mondo. Notate il sistema di ranking personale. Inoltre, nel profilo, sono presenti moltissimi campi riguardanti hobby e interessi.

In particolare il profilo contiene

– Dove sei nato?
– Dove lavori ora?
– Che cosa fai veramente per vivere? (questa non l’ho capita n.d.r.)
– Chi sono i tuoi contatti e riferimenti interni?
– Quali sono i tuoi skills, expertise e cose che fai per ruolo?
– Sport e giochi d’acqua favoriti
– Spert senza i quali non puoi vivere (gli americani sono proprio fissati con gi sport n.d.r.)
– Hobbyes
– Musica preferita
– Celebrità a cui assomigli
– Posti in cui hai lavorato
– Posti in cui vorresti andare

Vi traduco un pezzo dell’articolo, a mio parere molto significativo:

“Su Sabretown gli utenti possono inserire una domanda per tutta l’organizzazione, e il motore di inferenza o rilevanza manderà la domanda automaticamente alle 15 persone più rilevanti (basandosi su quello che hanno scritto nel profilo, sui post nel blog e sulle risposte che hanno dato precedentemente”.

una figata pazzesca! Peraltro questo motore sembra sia la vera “killer application” del sistema (e lo credo bene!). Il risultato è che il 60% delle domande trova risposta entro un’ora e ogni domanda riceve in media 9 risposte. Capito gente?

Il successo è stato tale che ora la piattaforma è diventato un software che viene commercializzato all’esterno (cubeless).

Ecco il Link all’articolo completo

Ott
20

La survey di Toby

Se gestite una intranet, appena avete un po’ di tempo vi consiglio di compilare la survey di Toby Ward sulle intranet 2.0. Avrete in omaggio i risultati della ricerca, e non mi sembra male…

Lug
21

Segnalazioni

L’architettura informativa delle intranet (uno studio di Toby Ward riguardante architettura, categorie, label e navigazione su un cospicuo gruppo di intranet, da affiancare all’analogo studio – a pagamento – di Jacob Nielsen).

Le slide dell’international enterprise 2.0 forum di Varese (animato dal vulcanico Quintarelli).

I costi “soft” delle intranet fallimentari (perdita di credibilità, mancanza di supporto del management, calo del morale tra gli sviluppatori e così via. Un bell’articolo dell’intranet journal).

Usare i widget personalizzabili con Lotus notes (sempre via l’intranet journal).

Le 7 differenze tra web 2.0 ed enterprise 2.0 (sono: orientamento dei contenuti verso il lavoro, accountability, maggiore forzatura nell’utilizzo, trasparenza, effetto network amplificato, facilitazione all’uso, produttività sociale).

Qual è la diffferenza tra contenuti “sociali” e contenuti di Business? (La risposta di Richard Dennison è: nessuna. Un bel post a difesa degli elementi “relazonali” e di cazzeggio sulle intranet).

Lug
20

Fuga dalle tre colonne

Guardate questa intranet: non è carina? La segnalo da un post di Toby Ward. Quello che mi colpisce è il fatto che sempre più spesso si cominci a uscire dal noioso design a tre colonne, tipico dei portali (e che ci ha veramente rotto le palle) e si abbracci il design a due colonne tipico delle applicazioni 2.0 (che sono maggiormatente task-centrate e hanno perciò bisogno di più spazio e meno distrazioni).

home page intranet defence profesisonal

Ok, qualcuno potrebbe obiettare che le tre colonne, sotto sotto, ci sono sempre, ma hanno comunque un ruolo diverso dal classico “portal style” (navigazione – contenuti – servizi).

Un’altra cosa che mi piace è l’uso di un’immagine grande come apertura (ok, la redazione si prende un bello spazio, ma secondo me va bene così) e l’evidenza, in taglio basso, degli aspetti di community, ormai non più relegati in angusti spazi da giadino zoologico ma ben presenti fin dalla home page.

Buon uso dei colori e degli spazi completano il quadro. Bravi!

Mar
28

Bloggare o non bloggare in intranet?

E’ una nuova questione, che comincia a diventare una vecchia questione prima ancora di aver capito bene di che cosa stiamo parlando. In realtà credo che il problema sia che siamo tutti in attesa di avere abbastanza casi di studio per poter trarre delle conclusioni.

Ad ogni modo Toby Ward prova a fare una sintesi del perché si e perché no. Condivido al sua conclusione:

“Non forzate la mano. Il blog non è per tutti, e molte persone non vogliono tenere il loro blog su intranet. Non fatevi ingannare dalle euforie dei cosiddetti “esperti blogger”: ascoltate gli impiegati e loro vi diranno cosa vogliono e cosa non voglionno leggere.”

Mar
2

Intranet podcasting

Se volete sentire dalla viva voce di Toby Ward una lezione sulle intranet via mp3, andate sul sito della sua nuova iniziativa: “intranet podcasting” (come ve la cavate con l’inglese?).

I temi che  tratta nella prima puntata:

  • Come parlare con il settore IT
  • IM Aziendali
  • Il caso di studio Lowe & Partners
  • Proporre la intranet al management

Giu
28

Canada batte tutti 2.0

In Canada, sulle intranet e la comunicazione interna sono veramente avanti. Girello qui e lì e scopro solo oggi (mea culpa) il grandissimo blog di Toby Ward, che è l’AD (avete capito bene) di una società di consulenza che si occupa di intranet e affini. Un blog fantasitco (per intederci, il mio gli fa veramente uina pippa, scusate il francesismo…).

Pieno zeppo di contenuti, di consigli e di casi di studio (compresi vari esempi di home page di intranet) e con una intera sezione diedicata agli aspetti di web 2.0. su intranet (blog, wiki, podcasting e molto, ma veramente molto altro)  Assolutamente imperdibile!!

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede