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Mar
21

Affinità e divergenze tra la intranet e noi

Oggi è venerdì e vi voglio lasciare con qualcosa di leggero e terribilmente vero: il diagramma delle cose che in genere gli utenti vogliono dalla intranet incrociato con quello che la intranet in genere presenta in home.

La regola aurea del minimum viable product dice di cominciare sempre con quello che sta all’intersezione tra i due cerchi. Quindi, buon appetito a tutti :-)

Fonte: clearbox

 

Collegamento permanente dell'immagine integrata

 

 

Gen
22

Grafico, perché non parli?

Credo che tra le stranezze che dominano la letteratura internazionale sul tema intranet ed enterprise 2.0 meriti un posto di rilievo la compulsione infografica di Dion Hinchcliffe (che mi sembra sia pure peggiorata negli ultimi tempi).

Posso dire una cosa, molto sommessamente? Credo che questi grafici barocchi non solo dicano poco, ma in generale non facciano affatto bene alla causa.

Ecco :-)

 

 

The Changing DNA of Technology And Business

Big

Apr
26

La scala della bogger-seduzione

1) Farmi leggere da te

2) Farmi commentare da te

3) Esseere segnalato dal tuo blog

4) Finire nella tua blogroll

5) Finire nel tuo aggregatore di feed

6) Finire nelle tue quotidian associazioni di pensieri

6) Finire nelle tue conversazioni a cena con gli amici

7) Finire nel tuo letto

Gen
25

Intervento impressionistico sul Barcamp

Il Barcamp è stato, come era prevedibile, un’esperienza elettrizzante, anche se non ho potuto vedere molto perché dovevo partire. Ma credo di aver capito che:

– L’intellighenzia della blogosfera e della rete italiana non è fatta di giovani pischelli ma di arzilli quarantenni con la maglietta e lo zainetto. Il che è confortante, perché credevo di essere il solo pirla in giro (non nel senso dell’intellighenzia, ma della maglietta e dello zainetto)

– In giro c’è gente in gambissima, molto fichi e interessanti e spiritosi e innovativi, e quindi se avete problemi di autostima non andate al Barcamp

– Al Barcamp ci sono solo i guru e gli appassionati come me, ma pochi giornalisti e pochissime aziende. Il che getta una luce fosca sul rapporto tra il mondo del web-pensiero e il resto della società. Per cui se pensate di potere fare affari o conoscere clienti, non andate al Barcamp

– tutti si salutano e si conoscono e c’è un’aria davvero elettrica, come quando è imminente la costruzione di qualche cosa. E forse si sta veramente costruendo qualche cosa. In ogni caso, se vi sentite un po’ degli emarginati, non andate al Barcamp

– Gli interventi sono interessanti, e il bello è che si saltano molti preliminari e si va subito al dunque.  Sono interventi complessi, quello di Quintarelli me lo sono proprio goduto, ma anche molto tosti, e lo dice uno che di queste cose un po’ ci mastica. Per cui se avete poche competenze in materia, non andate al Barcamp

– Come ho detto sono tutti molto simpatici e chiacchieroni, ma sono anche tutti impegnati a “rimediarsi” l’un l’altro, con telecamere e macchine fotografiche digitali. Mi raccomando, se non avete una macchina digitale, non andate al Barcamp.

Aggiunta dell’ultima ora: tutti hanno computer fichissimi con la mela, il pinguino, e stranissimi programmi installati sopra. Tutti sono connessi wi-fi e si affollano l’uno sul notebook dell’altro. Per cui vi dò un consiglio: se avete un portatile senza connessione wi-fi, con dentro solo Office e, come sistema operativo, una cosa tipo Windows 98, non portatelo al Barcamp.

Siccome era la prima volta che partecipavo, questo è un resoconto impressionistico: quando mi sarò abituato allo stile riuscirò forse a entrare nel merito di alcune questioni (forse).

Ringrazio tutti quelli che ho incontrato (come ad esempio Zoro, che però non conoscevo) e che finalmente ho visto di persona, il che è sicuramente l’esperienza più sconvolgente di tutte. Grazie a tutti.

Feb
9

PowerPoint, l’e-learning e moi

SlidermanOgni tanto mi ricordo di essere un creatore, nonché fruitore, nonché esperto di presentazioni in powerpoint (come risulta dal simpatico regalo qui a sinistra, fatto da un mio ex collega che saluto: ciao Luciano).

Insomma, mi ricordo di questo anche perché sta per partire un corso (creato da me)  tutto in modalità e-learning, sulla presentazione efficace con le slide.

Giuro che mi hanno chiamato loro. Io non ho mai cercato le slide: sono state sempre loro a trovare me, per quanto io mi nascondessi. E oggi mi hanno scovato in una nuova variante, ovvero come autore di un corso online.

L’e-learning è una cosa bella. L’e-learning è una cosa coinvolgente. L’e-learning è una cosa calda. L’e-learning non ha niente a che vedere con i CD-Rom, con la scuola Radio elettra, con le trasmissioni televisive che vanno in onda alle tre di notte. L’avevo solo intuito: ora comincio a capirlo.

Ne riparleremo. Per ora vi segnalo un bel po’ di risorse per chi è a caccia di consigli e trucchi per le sue presentazioni. Cominciamo a Beyond bullets (“oltre i punti elenco”), il bel blog curato da Cliff Atkinson, che ha anche scritto un libro sull’argomento. Proseguiamo con Presentation zen, il blog di Garr Reynold, un consulente che ha lavorato molto in giappone ed è appassionato di “Star wars”.  Anche gli articoli di Indezine non sono male. Per non parlare del blog di Tony Ramos (un po’ confuso ma ricco). Ottimo anche il blog Powerpointless.

Devo proseguire? In questa cavalcata infinita tra siti, articoli, libri e blog che parlano di presentazioni ho capito una cosa: negli Stati Uniti la “questione Powerpoint” è molto sentita ed è presa molto, ma molto sul serio.

Lug
6

O consulente col vestito nero

O consulente col vestito nero
ancora bella ma senza più mistero
la tua grazia tradita dalla fretta
il tuo sorriso che sembra una lametta.
Piccole rughe sul tuo viso austero
O consulente col vestito nero

O consulente col vassoio in mano
parli al telefono e prendi yogurt sano
mangi veloce parlando di lavoro
ti muovi in branco e vai dove van loro.
Non vuoi fermarti, andare piano?
O consulente col vassoio in mano

O consulente dalla vita grama
eri una donna vigorosa e sana
ora barcolli con la faccia pesta
chiedi a te stessa se la vita è questa.
Aspetti angosciata il fine settimana
O consulente dalla vita grama

O consulente, che ci stiamo a fare?
prenidiamo l’auto e andiamocene al mare
non dobbiamo più dimostrare nulla
siam circondati da una realtà fasulla.
Forse son pazzo, ma voglio pur tentare
O consulente, che ci stiamo a fare?

Dic
15

Pfuuuuuuu….

Ok, fine dell’apnea, il libro è finito. Ho impiegato un mese esatto. Sono di nuovo tra i vivi (credo). Giusto in tempo per segnalarvi i 10 consigli di Aristotele per una presentazione efficace in PowerPoint. A quanto pare, sembra che il peripatetico apprezzasse molto lo strumento, infatti gli Analitici Primi (e, per qualche storico, anche i Secondi) sono stati scritti tutti su slide. Sembra anche, almeno questa è l’opinione di Finley (comunicazione personale n.d.r.) che l’ossessivo utilizzo di slide da parte dello sagirita sia alla base del dissidio con Platone, il quale non riusciva a rappresentare adeguatamente il mondo delle Idee attraverso frecce e punti elenco e aveva quindi rinunciato allo strumento. Il suo chiodo fisso per la trasmissione orale del pensiero e la condanna della scrittura derivano proprio da questa impasse originaria, fatto non sottolineato a sufficienza dagli storici. Anche la condanna dell’arte come mera imitazione sembra sia originata da un cattivo uso delle forme di dafault del programma.
Pitagora (che a detta dei suoi contemporanei era un gran smanettone), qualche secolo prima aveva raggiunto autentiche vette di perfezione nella costruzione di forme geometriche con PowerPoint, ma a forza di slide aveva perso il senso della realtà. Le sue ultime lezioni, quelle esoteriche, cercavano di derivare dal programma segni premonitori, ma l’enigmatico software si limitava a far apparire triangoli in dissolvenza a punti. Questo fallimento, gelosamente custodito, costò la vita all’alievo che tento rivelarlo alla comuntà open source dell’agorà.
Ed è per questo che noi, oggi, lavoriamo in PowerPoint.
Fine della storia.

Nov
3

Il bingo delle riunioni aziendali

Per allegerire il clima, che si è fatto un po’, ehm, teso, vi rimando ad un utile strumento: la scheda, da stampare, del bingo da riunione. Vi aiuterà a restare svegli trasformando questi logori riti tribali in qualcosa di finalmente produttivo. Provate provate provate….

Ott
11

Fenomenologia della festicciola

Ieri sera, il vivace tesista che sto seguendo mi ha regalato un grazioso deja-vu invitandomi ad una sua festicciola di compleanno. Arrivo e scopro, con vivo terrore, di essere il nonno della festa, popolata da simpatici universitari. La mia maglietta trendy assume immediatamente un aspetto veramente patetico, ma faccio finta di niente e mi fiondo sull’unico che sembra in vena di discorsi più “seri”. Il vivace tesista è veramente una sagoma e lo ringrazio perché mi ha dato modo di riflettere sulla fenomenologia di queste feste universitarie, che hanno tutte, più o meno, delle caratteristiche abbastanza comuni, la più importante delle quali è che, contrariamente a quello che gli attempati come me possono immaginare, queste festicciole gravitano molto di più intorno ad imbarazzi e prudenze che chi supera i trenta si lascia tranquillamente alle spalle, fiondandosi nelle feste senza mutande e senza ritegno. Chi è più giovane può permettersi il lusso di non eccedere.

Elenco ora le caratteristiche più salienti di questi simpatici eventi:

Ambiente tipico della festa universitaria media:

-Salotto con arredamento degli anni ‘50, pescato dalla nonna della padrona di casa
– Cucina incasinata con tavolo di formica e bottiglie di birra vuote
– Camere da letto strapeiene di foto-magliette-libri-sigarette-computer ordinate in un assemblaggio post-moderno

Oggetti tipici della festa universitaria media:

– Cartine
– Bottiglie di vino
– Lattine di birra
– Bicchieri di plastica
– Lettore CD
– Patatine di tutti i tipi

Personaggi tipici della festa universitaria media

– Il ciccione simpatico
– L’osservatore catatonico
– Le fantomatiche “amiche” che devono arrivare
– Quello ubriaco, ubriaco sempre. Tutti lo conoscono da sempre solo in questo stato. Dopo l’università diventa, in genere, notaio.
– Quello che sfoglia incessantemente i CD e, più in generale tutti i supporti audiovisivi della casa, alla ricerca non si sa di cosa.
– I carbonari in cucina, che non si sa mai che cavolo facciano ma sembra si divertano un sacco
– La ragazza carina e timida che, per questa volta decide di lasciarsi andare scoprendo il pancino.
– Il gruppo di “hooligans” che poi magari si scopre che fanno il volontariato dagli anziani
– La ragazza più carina della festa, che sa di esserlo, arriva dopo, fa la gatta morta ed è l’unica che rimane sobria fino alla fine.

Beh, grazie caro tesista, e cerca anche di studiare eh?

(tesista, non cestitsa, ma come cavolo scrivo????)

Set
29

Il signor G

La grande notizia di oggi è che finirò come caso clinico nel prossimo libro del mio psicoterapeuta. Non sto scherzando: più sbullonato del piccolo Hans, più intrigante del presidente Shreber, più patetico di Dora, ecco a voi G. il nuovo misterioso caso consegnato alla storia dei disturbi mentali. Capito, care donne che ho avuto, cosa vi siete gustate? E voi, che non ho avuto, avete capito con chi non avete avuto a che fare? Insomma, quasi una rockstar.
E’ tutta una faccenda di genitori indifferenti, maestre sado-maso, amichetti idioti, conformismo, anticonformismo, Giorgio Gaber, Ronald Laing, gente anormale che gioca a fare la normale, droga, donneamiche, scemi del villaggio, autostima, disistima, regole del gruppo, odio, amore, paura e tanta, tanta duplicità (?). Insomma, non ci ho capito molto ma il mio terapeuta è un grande e ha tirato fuori una storia che vi leccherete i baffi. Una nota positiva, in questa storia che si chiama vita e che oramai ho smesso da tempo di illudermi di controllare, è che queste lenze di terapeuti inseriscono nei loro libri solo le storie a lieto fine. Mica scemi. Ora, Il problema è l’anonimato: chi lo leggerà non saprà che sono io e voi, che sapete che sono io, non lo leggerete mai. Sono le regole della rete.

Ok, ora vi prego di scusarmi, davo andare a suicidarmi.

Mag
1

Brainstorming nella stanza dei bottoni

Scena: ufficio spazioso e ben illuminato. Sedie in pelle, tavolo in radica. Computer, schermo 21 pollici LCD, telefoni e palmari sparsi per la stanza. Davanti al computer tre persone. Eleganti, laureate, dirigenti.

– E se aggiungessimo un’ellisse tratteggiata che circonda i rettangoli?
– No, guarda la cosa migliore è fare un’altalena che mentre lo sviluppo scende la razionalizzazione sale…
– Si ma perché quel cerchio è così schiacciato?
– Perché se no non ci stava il messaggio…
– Ok, va bene per l’ascissa, ma sull’ordinata che cacchio ci mettiamo?
– Mhh…boh, potremmo mettere lo sviluppo delle competenze…
– Esatto! Così sembra anche che ci sia l’evoluzione. Prefetto!
– Dunque, dicevamo, le tre C: Competenza, Competizione e poi, e poi…
– Core Business…
– Cammino…
– Ma che, sei matto?
– Competence emprowement…
– Ma devono proprio essere tre?
– Beh…
– Ho trovato: compensation…
– Ma è una cosa che facciamo?
– Beh, in un certo senso…
– Ok, però nel freccione aggiungiamo il passo sull’analisi preliminare.
– E scriviamo “Per un nuovo sistema di sviluppo”
– No, direi “Per migliorare il sistema di sviluppo”
– Mmmhh, ancora meglio: “per ottimizzare il sistema di sviluppo”…
– Io vorrei, sai cosa vorrei? Vorrei che quando appare “sviluppo” si apre una finestra con tutti i progetti.
– Ma quali progetti esattamente?
– Beh…
– Scusa se ci ritorno, ma qual’è il fulcro dell’altalena?
– Beh, è…Il marketing strategico. Direi.
– Ah.
– E questo è il grafico con la customer satisfaction? E perché la linea è piatta?
– Beh…
– Togliamolo
– Scusate ma invece di “Compensation” non sarebbe meglio “Cooperazione?”
– Secondo me l’ellisse ci vuole…

La cosa prosegue fino a mezzanotte inoltrata.

(post sponsored by Powerpoint ®)

Apr
24

Fanta-blog

Il blog di Fantozzi
corazzatapotemkin.splinder.it

Il blog di Dante Aligheri
scusidov’èilbagno.splinder.it

Il blog di Giovanna d’Arco
unavocedentrome.splinder.it

Il blog di Freud
miparlidisuamadre.splinder.it

Il blog di Picasso
occhiostorto.splinder.it

Il blog di Cartesio
digitoergosum.splinder.it

Il blog di Proust
nonmiricordoniente.splinder.it

Il blog di Borghezio (il leghista)
grumodirabbia.splinder.it

Il blog di Annibale
stratealternative.splinder.it

il blog di Copernico
migiralatesta.splinder.it

Il blog di Ropespierre
diamociuntaglio.splinder.it

Feb
6

Le regole d’oro della musica d’insieme

Il maestro della nostra orchestra (uomo di spirito, colto e autoironico, oltre che competente e appassionato) mi invia le 15 regole d’oro per suonare insieme, a sua volta inviate a lui dal primo clarinetto dell’Orchestra Nazionale di Francia. Alcune di queste, prese come metafora, potrebbero orchestraessere considerate regole per sopravvivere in azienda. Ma forse perderebbero il loro specifico, Chissà. Ve le ripropongo senza alcuna modifica. Ciascuno ne tragga gli insegnamenti opportuni. ;-)

  1. Suonate tutti lo stesso pezzo.
  2. Fermatevi ad ogni segno di ritornello e discutete animatamente se ripetere o no.
  3. Chi stona getti un’occhiataccia ad uno dei suoi colleghi.
  4. Accordate con la massima cura prima di suonare. Dopo di che potrete stonare per tutta la sera con la coscienza a posto.
  5. Girate la pagine con la dovuta calma.
  6. Una nota giusta al momento sbagliato è una nota sbagliata (e viceversa).
  7. Se tutti si imbrogliano, eccetto Voi, allora siete voi ad imbrogliarvi.
  8. Cercate di massimizzare il NNPS (Numero di Note Per Secondo), vi guadagnerete l’ammirazione degli incompetenti.
  9. Le legature, i coloriti e gli abbellimenti non devono essere rispettati. Servono solo ad abbellire la pagina stampata.
  10. Se un passo è difficile rallentate. Se è facile accelerate. Alla fine tutto si aggiusta.
  11. Quando vi siete persi del tutto, fermate tutti gli altri e dite: “Forse dovremmo accordare meglio”.
  12. Se per colpa vostra tutti gli altri si sono dovuti fermare, spiegate dettagliatamente le ragioni per le quali vi siete imbrogliati. Tutto ciò desta sempre molto, ma veramente molto interesse.
  13. La vera interpretazione è quella nella quale non resta più una sola nota dell’originale.
  14. Una nota stonata suonata con timidezza è una nota stonata. Una nota stonata suonata con autorità è un’interpretazione.
  15. Quando tutti gli altri hanno finito di suonare, non continuate a suonare le note che vi sono avanzate.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede