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Mag
19

Mark, Bill, Stephan e molti altri

La blogosfera si arricchisce di nuovi spazi dedicati a intranet, community, collaboration e così via.  E’ difficile stare dietro a tutto, ma alcune cose le voglio proprio segnalare.

Innanzitutto il blog di Mark Morrell, ovvero l’intranet manager di BT (ma allora Richard Dennison chi è? Ragazzi, mettetevi d’accordo eh…).

Poi il blog Intranet matters. Ok, è in tedesco, ma in questo blog trovate una cosa che avrei voluto fare anch’io ma non ci sono ancora riuscito, ovvero una pagina solo di case studies. Assolutamente da non perdere.

Ancora, ChiefTech, blog australiano di james Dellow, un altro profesisonista che lavora nel campo (in Australia non fanno altro a quanto pare).

Ah, va segnalato il caso di studio di Vistawiki, il wiki interno di Vistaprint.

Infine, un articolo di Giovanni Acerboni sul costo globale della scrittura dentro le organizzazioni pubbliche.

Ciao

Set
21

Geert Lovink e i blog

copertinadi zero commentsForse vi siete persi questo libricino di Lovink, che contiene tre brevi saggi dedicati al web 2.0, alla blogosfera e all’arte digitale. Siccome Non vorrei che questo libro, critico e intelligente, passasse inosservato, vorrei dare il mio contributo alla causa riportando, testuali, alcuni brevi brani del saggio sui blog che considero particolarmente significativi. Prendeteli come un sunto del sunto del libro.

Credo che Lovink abbia fatto dell’essere “oltre” un mestiere, per cui il suo stile risulta appesantito da una certa sfuggevolezza di fondo. Ma credo che alcune delle sue osservazioni sul nichilismo, sul rapporto con la verità, sulla difficoltà ad usare i media sociali per crreare un vero dibattito, siano illuminanti.

Ciascuno tragga le proprie considerazioni. E, magari, legga il libro. Buona lettura.

[…]

L’erosione dei mass media non si vede dal ristagno delle vendite e dalla diminuzione dei lettori di quotidiani, e in molte parti del mondo il pubblico televisivo è ancora in crescita. A essere in declino è la fede nel messaggio. L’importanza del nichilismo sta lì, e i blog agevolano questo processo come nessun’altra piattaforma aveva mai fatti prima. Venduti dai positivisti come media dei cittadini, i blog aiutano gli utenti a passare dalla verità al nulla.

[…]

Molti non hanno il tempo o la concentrazione necessari per fare un lavoro di ricerca come si deve e preferirebbero seguire il branco, cosa per la quale i blogger sono famosi.
[…]
Il post originale pubblicato dal proprietario del blog non è uguale alla risposta del lettore. Gli utenti sono ospiti, non partner paritari e tanto meno antagonisti.
[…]
I blog danno vita a comunità di persone che la pensano alo stesso modo, e il dibattito rimane all’interno del nuvole di blog omogenei.
[…]
Commentare un blog con il quale si è in disaccordo è ritenuto persino insensato; ma se per esempio non siete d’accordo con Ito, è molto più sicuro postare le osservazioni sul vostro blog – “ti ho bloggato” – ma la possibilità che qualcuno come Ito possa rispondere è prossima allo zero. Ecco il limite dei blog. Molti blog eliminano del tutto la possibilità di rispondere, in particolare i diari delle celebrità e i blog degli amministratori delegati, scritti e gestiti da redattori professionisti.
[…]
I blog non sono né religiosi né secolari, sono “post-virtù”.
[…]
Le pagine dei blog stanno cominciando a somigliare ai portali barocchi di e-commerce degli anni
novanta: un cattivo presagio.
[…]
È l’inesorabile incertezza del quotidiano a essere bloggata. Mentre gli imprenditori colonizzano il futuro, eccitati da allucinazioni coltive, i blogger disgelano il presente nel quale sono intrappolati. Bloggare è la risposta alla “individualizzazione della ineguaglianza sociale”.
[…]
La sfida lanciata da milioni di blogger è: come superare l’insignificanza senza ricadere nelle strutture di significato centralizzate?
[…]
I blog creano arcipelaghi di link interni, ma si tratta di legami molto deboli; per di più, non solo i blogger si riferiscono e rispondono in genere solo ai membri della loro tribù online ma non hanno alcuna idea di quello che potrebbe accadere se includessero i loro avversari. […] Grazie alla sua vastità, la prateria dei blog non è uno spazio conteso. Le differenze di opinione devono prima formarsi: non piovono dal cielo. Fabbricare opinioni è una raffinata arte di creazione dell’ideologia. [..] . E’ la condivisione dei pregiudizi, o forse delle convinzioni, a guidare la crescita del potere dei blog e della loro visibilità sugli altri media.
[…]
L’obiettivo delle libertà radicale, si potrebbe sostenere, è creare autonomia, superare il predominio delle media corporation e il controllo statale e non essere più importunati dai loro “canali”. La maggior parte dei blog mostra una tendenza opposta: l’ossessione per i fatterelli rasenta l’estremismo; invece dell’appropriazione selettiva si verificano sovraidentificazione e dipendenza bella e buona, in particolare dalla velocità della cronaca in tempo reale.
[…]
La vita è piena di cambiamenti e avventure, a a un certo punto l’attenzione riservata ai blog si smorzerà; saranno sostituiti dalla Cosa Nuova, proprio come loro stessi hanno sostituito i siti web e le homepage.

Apr
26

La scala della bogger-seduzione

1) Farmi leggere da te

2) Farmi commentare da te

3) Esseere segnalato dal tuo blog

4) Finire nella tua blogroll

5) Finire nel tuo aggregatore di feed

6) Finire nelle tue quotidian associazioni di pensieri

6) Finire nelle tue conversazioni a cena con gli amici

7) Finire nel tuo letto

Apr
13

Il viaggio di Felicia…

…attraverso la scrittura per il web. Come sappiamo è una strada molto battuta. In bocca al lupo per il suo blog.

Apr
10

70 milioni di voci

E’ uscito da qualche giorno l’ultimo report di Technorati sullo stato dell’arte della blogosfera mondiale. Siamo arrivati a 70 milioni (un nuovo blo ogni 1,4 secondi). In Italia, più o meno siamo due milioni. Ogni giorno si creano dai 3000 ai 7000 splog (ovvero blog finti creati solo per aumenare il proprio ranking sui motori di ricerca).

p.s. Stavo pensando che a 70 milioni di voci non corrispondono 140 milioni di orecchie.

Mar
8

Blog omeopatici

Perché nella blogosfera nessuno parla di medicina? Chiedetelo a lui

Feb
17

La mia prima blogger-cena

Lo so, il vero blogger-uomo-malboro-denim non ne parlerebbe, ma io non sono un uomo-malboro e mi sta bene così. E quindi, insomma, mi emoziono ancora per certe cose, come incontrare dal vivo i blogger seri. E quindi, insomma, ieri sera, invitato da Cristiano (a ke te posso linkà, Cristiano?), sono stato a cena per la prima volta con un po’ di blogger che ogni tanto frequento online (come Akille, Macchianera, Brodoprimordiale).

E, insomma, sapere che esistiamo veramente al di là della nostra scrittura è sempre una bella esperienza. E anche sapere che, alla fine, la nostra scrittura ci rispecchia più di quanto saremmo disposti ad ammettere. Il che forse equivale a dire che non siamo mai totalmente padroni della nostra scrittura. E meno male.

Dic
11

Compagni di scuola, compagni di blog

Quando, soltanto un paio d’anni fa, ponevo ai miei allievi in aula quella che per me era una domanda di prammatica, ovvero: “Chi di voi ha un blog o partecipa a un blog?” quello che vedevo erano spesso facce perplesse e interrogative. Ma come? E io che ero quasi preoccupato di passare per “matusa” chiedendo cose del genere!

Altro che blog-rivoluzione, altro che  blogosfera-giovanile-tutti-connsessi: avevo di fronte a me persone giovani (a volte giovanissime), tecnologicamente attrezzate (insegnavo in master dagli esotici nomi di: “web content management”, “Web marketing e new media” e cose del genere), e con una medio-alta disponibilità economica (questi master sono molto costosi).

Eppure il blogghe, tra i “veri giovani” che incontravo, si dimostrava essere uno sconosciuto, un nome esotico e lontano, un fenomeno da smanettoni (per capirci, più o meno quello che oggi, per lo stesso tipo di persone, sono i Feed RSS).

In due anni le cose sono cambiate, e il “paese reale” comincia ad assomigliare al “paese raccontato” dai media. E cominciano a crescere i blog dei miei ex allievi. L’aria è cambiata e io sono molto contento.

Ad esempio c’è il blog di Francesco, programmatore e filosofo, il blog di Irene, studiosa dei giochi online, il blog di Luca, stagista a tempo pieno, e il blog di Marianna, che può considerarsi una “veterana” della blogosfera. E chissà quanti altri ex allievi oggi hanno il loro spazio.

Bravi ragazzi, in bocca al lupo.

Lug
19

100.000 accessi

Non potevo evitare di segnalarlo, come già feci con i 50.000. E’ un po’ patetico, lo so, ma è bello vedere ancora una volta come in rete anche i signori nessuno hanno qualche chance. Ringrazi tutti i miei 15 lettori, oggi è una bellissima giornata e io sono felice.

Giu
28

Canada batte tutti 2.0

In Canada, sulle intranet e la comunicazione interna sono veramente avanti. Girello qui e lì e scopro solo oggi (mea culpa) il grandissimo blog di Toby Ward, che è l’AD (avete capito bene) di una società di consulenza che si occupa di intranet e affini. Un blog fantasitco (per intederci, il mio gli fa veramente uina pippa, scusate il francesismo…).

Pieno zeppo di contenuti, di consigli e di casi di studio (compresi vari esempi di home page di intranet) e con una intera sezione diedicata agli aspetti di web 2.0. su intranet (blog, wiki, podcasting e molto, ma veramente molto altro)  Assolutamente imperdibile!!

Feb
14

Ma perché non commentate? Post di servizio

Sembra, dico sembra, che io sia abbastanza letto, nella media della blogosfera. Niente di strepitoso, una cosa normale. Ma oggi, complice una malinconia che viene da lontano, guardo il tag “commenti” dei miei post mi chiedo sconsolato: perché?

Io pensavo, dico, pensavo, di creare una community di persone accomunate da alcuni punti di riferimento professionali (non li ripeto per pigrizia), e anche personali, come sempre, ma ciò non avviene e io me ne dispiaccio. Perché? Alcune ipotesi:

1) Io, in realtà, non ho lettori a parte i miei familiari, che non hanno ancora imparato a usare i commenti

2) Nella blogosfera, per suscitare commenti bisogna affrontare, in modo esplicito o velato, temi sessuali oppure esprimere qualche forma di violenza (proprio come in TV)

3) I temi di cui parlo sono noiosi (ma allora non avrei lettori, e torniamo al punto 1)

4) Sono ripetitivo e prolisso, e vengo letto solo per tenere alta la bandiera (non so quale bandiera)

5) Sono uno che pontifica troppo, e le persone non sanno cosa commentare a chi pontifica (può succedere)

6) Non rispondo ai commenti e non ho l’aria “intrigante” e le persone commentano solo a quelli che sono intriganti

7) Non ho lettori (l’ho già detto, ma mi sembra importante)

8) Vengo visto come un marziano con cui nessuno pensa di avere niente da spartire

9) Queste sono solo paturnie, e se guardo meglio la blogosfera vedrò che sono nella media e queste sono solo paranoie

10) Non ho lettori

Insomma, però io vedo blog pieni di commenti, poi guardo il mio e mi viene da piangere. Che cos’ho che non va? Che cosa ho fatto di sbagliato? Non voglio trovare l’anima gemella, e tantomeno avere flirt virtuali. Non sono un maniaco, sono uno normale, più o meno. Ma allora perché?

Ago
26

Se Galimberti avesse un blog…

E bravo Bruno Pellegrini, nel suo articolo di ieri su (udite udite!) “L’opinione”. Una risposta a Galimberti (del quale però, a dire il vero, non ho letto l’articolo originale) che diventa occasione per parlare di vecchie e nuove forme di trasmissione del sapere. I riferimenti agli autori citati sono forse discutibili (come l’aver inserito Goffmann tra i situazionisti!?!?!) ma quello che conta è il senso generale.  Grazie a Leuca per la segnanazione.

Giu
10

Lo slide-blog sulla comunicazione interna

slide_ragan Il blog della Ragan Communication, di Chicago, è tutto dedicato alla comunicazione interna. Ed è un raro esempio di contaminazione tra media, visto che molti dei suoi post sono costituiti da immagini di slide ingrandibili. Chi mi conosce sa bene quanto io sia “sensibile” al tema, per cui mi permetto di sottolinearlo.

Al di là della stravagante scelta editoriale, il sito è interessante e ricco di materiali. Grazie alla cara Luisa per la segnalazione.

Mar
2

La mappa dei blog italiani

analisi della blogosfera italiana

Non so come la vedete voi, ma  personalmente, questa mappa del network sociale della blogosfera, realizzata da Casaleggio e Associati mi sembra particolarmente affascinante. Nel ritaglio a fianco sono rappresentati alcuni risultati.

Set
14

Scrittura vertiginosa

Tra filosofi dobbiamo darci una mano: per questo oggi, eccezionalmente, vi segnalo il bel blog di vertigoz, una delle migliori penne che abbia incontrato tra la generazione dei giovani blogger, che ogni tanto frequento nel patetico tentativo di intrecciare relazioni amorose..ehm… Ad ogni modo il ragazzo ha un grande talento, e uno stile di scrittura maturo, abbastanza vicino a certa nuova narrativa nordamericana (Leyner, Wallace, Palaniuk… Ehi, non montarti la testa). Buona lettura.

Lug
31

Nientemeno che la verità

Raramente pubblicizzo altri blog, ma in questo caso devo fere un’eccezione e segnalare il pregevole spazio di Clelia Mazzini, (qui trovate la descrizione della sua singolare scelta) dal titolo, a dire il vero un po’ solenne, di “Aletheia“, ovvero verità (nel senso di: ciò che viene alla luce, 2che si svela, che si rivela…). Moltissimi gli argomenti, dall’antropologia alla filosofia alla teoria della letteratura. Da segnalare la preziosa lista di letture consigliate, pazientemente raccolte, sia in rete che su carta. Un blog per gli amanti della cultura con la “c” maiuscola. Brava Clelia: in questi due anni nulla è mutato qui fuori, ma tu torna lo stesso tra noi, se puoi. E chissà che allora non muti qualcosa davvero. Con affetto.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede