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giu
21

Scrivere per il web: il mio mini-manuale

Mi ero dimenticato di averlo scritto, qualche tempo fa, su commissione; poi una serie di vicissitudini mi ha portato a ritrovarlo, grazie al fatto che uno dei destinatari lo ha pubblicato su Issuu.

Si tratta di un manuale di scrittura per il web che ho creato qualche tempo fa per tutti i redattori locali della Polizia di Stato (ma la copertina non è mia). E’ un manuale molto sintetico, per non addetti ai lavori  e – beninteso – non troverete nulla di realmente nuovo (salvo forse qualche esempio); inoltre di molte delle cose che scrivo sono – naturalmente – debitore a Luisa (come, ad esempio, l’idea della pagina come una mappa geografica vista dall’alto, e di molte molte altre suggestioni sparse).

Visto che Federico ha deciso di pubblicarlo lo rilancio anch’io, in preda a questa vuota compulsione narcisistica domenicale.

mag
26

Barcamp innovatori P.A.: ariecchime

Grazie al buon Gigi e ai ragazzi di theblogTV abbiamo anche i video delle interviste al Barcamp della P.A.

In questa ci sono anche io (sono decisamente sovraesposto mediaticamente in questo periodo). L’argomento non ve lo dico ma ve lo potete immaginare (purtroppo non è che mi capiti spesso di parlare d’altro in pubblico…)

mag
4

Intranet identity: il mio intervento al prossimo Barcamp della P.A.

Cari lettori, come sapete il Barcamp InnovatoriPa, ovvero il barcamp dedicato alla Pubblica Amministrazione, è ormai alle porte (13 maggio alla Fiera di Roma, per chi fosse interessato), e questa volta ho deciso di partecipare con un mio intervento (se riuscirò a farlo, visto il bizzarro format che si sta configurando. *Leggetelo con attenzione*).

E così ho deciso di condividere con voi – in anteprima – la presentazione che vorrei fare, in modo da dare alle persone uno spunto in più per l’eventuale discussione.

Si tratta di una presentazione centrata sul concetto di identità e su come questo concetto, usato in vari modi nei social network, sia di fatto il ponte concettuale per passare dalle intranet 1.0 alle intranet 2.0 nelle organizzazioni.

La presentazione utilizza un set di foto bellissime, prese dal lavoro di Aldoaldoz su flickr.

Per la cronaca: ieri ho inserito la stessa presentazione -  tradotta in inglese – su Slideshare e lui stesso in persona l’ha inserita tra quelle “featured” sulla home page. Vi confesso che è stato un autentico momento di gloria per il vecchio Sliderman.

Momenti di gloria: la mia presentazione in home page su slideshare

apr
24

Tiriamoci un po’ su (di ranking)

Vi rimpallo, grazie a Punto Informatico di ieri, la traduzione in italiano della guida di Google all’ottimizzazione per i motori di ricerca. Un breve documento che è bene avere sempre a portata di mano. Siete sicuri di avere fatto bene i compitini? Verificatelo…

E già che ci siete fatevi un giro nell’universo nascosto delle informazioni per sviluppatori. C’è sempre da imparare…

Ah, sono finito anch’io su liquida magazine. E vabbè…

dic
15

Slashdottamenti nostrani

Visto che stamattina sono stato segnalato da Punto informatico questa si avvia ad essere la giornata con il maggior numero di accessi nella storia quinquennale di questo blog.  Per me equivale più o meno ad essere slashdottato.

Un benvenuto ai nuovi arrivati!

mar
15

Grazie Google

Mentre, qui alla LUISS, i miei allievi stanno facendo un esercizio (alla LUISS si lavora anche di sabato, purtroppo) scopro una cosa incredibile, almeno per me: se si digita “intranet” su Google questo blog appare nella prima pagina dei risultati (ok, in realtà lo avevo notato già da qualche giorno).

Considerando che non ho pagato nessuno, che ci sono una marea di altri risultati possibili sul tema e che, alla fin fine, io sono un signor nessuno, lo trovo un risultato strabiliante (che che in parte conferma quallo che poi dico in alula continuamente: contenuti, continuità, relazioni, duro lavoro quotidiano. Altro che banner..).

Beh, insomma, sarò un provinciale, ma voglio ringraziare Google, e soprattuto ringraziare voi…

:-))

feb
8

Eccolo.

(bieca informazione pubblicitaria)

Ok, l’ho visto su IBS e allora ci credo (IBS rappresenta per me il fondamento ontologico della realtà editoriale). Insomma, ecco qui il mio terzo libro, scritto assieme ad un filosofo della scienza amico mio (Paolo Artuso), nonché compagno di tante battaglie e frustrazioni varie in quel di Alcatraz..

E’ un libro sulla comunicazione interna nella aziende e, a dire il vero, pubblicarlo è stato difficilissimo (non ci filava essuno). Alla fine Franco Angeli (chissà perché) ci ha detto sì.

A scanso di equivoci, e per non generare false aspettative, ci tengo a precisare di che cosa non parla questo libro:

  • Non è un libro di management aziendale
  • Non un libro di consgli su come fare una buona campagna di comunicazione interna
  • Non contiene decaloghi o elenchi puntati che diano passo passo le indicazioni per fare qualcosa
  • Non contiene tecniche o consigli pratici
  • Non contiene casi di studio, veri o finti che siano.

Che cos’è non è chiaro nemmeno a me: probabilmente una serie di sassolini che mi portavo dentro da tempo, uniti a una serie di riflessioni che ho maturato in 2 o 3 anni di attività e di studio. Sicuramente è il libro più – passatemi il termine - filosofico che ho scritto fino ad ora (e forse sarà anche l’unico).

Il risultato è forse un po’ disomogeneo, ma tant’è…In ogni caso riporto l’indice, che è una cosa che mi rassicura sempre.

La nuova comunicazione interna
Reti, metafore, conversazioni, narrazioni

Introduzione. Comunicazione interna in cerca di cure

Parte I. Malattie


1) Tutti comunicatori. Misticismi e mistificatori sulla comunicazione interna
(Uomini per tutte le stagioni; Mestieri, pratiche, competenze; Tassonomia provvisoria)

2) Tirannia del codice. Dal modello trasmissivo al modello inferenziale
(Egemonia del pacco postale; Problemi del modello trasmissivo; Indizi, inferenze e interpretazioni; Menzogne e fraintendimenti; I vantaggi del modello inferenziale)

3)Discorsi in cerca d’autore. La scomparsa dei soggetti
(Metterci la faccia; Anonimi mittenti, anonimi destinatari; Conversazioni calde e comunicazioni fredde; I marziani dell’internal marketing)

4) Metafisiche influenti. Metafore, cambi di prospettiva e trappole concettuali
(Metafore organizzative; Questioni di coerenza; Metafore e cambiamenti concettuali; Metafore legate al lavoro; La metafora dell’azienda come sistema olistico; Uscire dalle trappole)

5) Sintomi rivelatori. Pratiche in cerca di cura
(L’illusione del controllo; L’enfasi sugli strumenti; Dimenticare l’house organ; Abbandonare la Carta Valori; Disertare le convention)

Parte II. Terapie

6) Reti. Tecnologie non neurali
(Reti di colleghi; Network, organizzazione e coda lunga; Comunione fàtica; Il posto delle tecnologie; Comunicazione, conoscenza, rappresentazioni; I dilemmi del knowledge management)

7) Pratiche. Comunità e rappresentazioni
(Il fattore Gino; Caratteristiche della Comunità di Pratica; Epistemologia delle Comunità di Pratica; coltivare le comunità)

8) Storie. Racconti, vissuti, oralità
(Raccontarsi delle storie; Verità narrative; Imparare dalle storie)

9) Aperture. Curare la comunicazione interna
(Carenze di codifica, eccessi di codifica; Dal pacco postale alla caccia al tesoro; Dai dipartimenti alle persone-che-lavorano; Il nuovo ruolo del comunicatore; Il nuovo ruolo della comunicazione interna)

Conclusione. Quanta comunicazione possiamo permetterci

Bibliografia

Un ringraziamento a Claudio, Cristiano e Veronica per la loro lettura e il loro incoraggiamento. Un grazie particolare a Luisa che, come sempre, ha saputo darci molto più di qualche consiglio.

giu
1

100 al giorno

L’ho messo in piedi per caso, per scommessa, per tenere a mente i miei appunti sull’argomento, per dare consigli pratici nuovi ogni volta che li trovo. E, insomma, alla fine non so manco io perché l’ho messo in piedi. Non mi commenta quasi mai nessuno, e alla fine credo che sia poco più che un gioco solitario (anche se ho messo Adsense, seee figuriamoci).

Va beh, ad ogni modo il mio blog sulle presentazioni efficaci si fa lo stesso i suoi centro accessi al giorno (più o meno). Arrivano quasi tutti da Google, e io me la meno sempre pensando se avranno trovato o no quello che cercavano.

Mi sembra stupefacente, anche se ieri sera Alberto mi ha detto che questi accessi sono fisiologici. Ok le indicazioni di normalità mi tranquillizzano. Ma mi sembra comunque un bel risultato. Va beh, diciamo un risultato e basta (anche se sto su Splinder e quindi sono una pippa ecc ecc).

Alla prossima…

mag
30

Passaparola

Due segnalazioni stamattina: la prima è un articolo dell’intranetjournal sul valore del passaparola tra gli utenti della intranet (cioè i vostri colleghi) e sulla necessità di progettare pensando a loro.

Citazione:

Never underestimate the impact of word-of-mouth marketing to affect overall user opinion of a system. Traditional marketing can only do so much. It can be used to create awareness of a system, but the real marketing will come from within the user community itself.

La seconda è la notizia che Jmc mi ha citato in un suo post per un commento che le avevo lasciato all’epoca  La cosa sorprendente non è tanto questa quanto il fatto che io sia riuscito, all’epoca, a farmi capire in inglese. Per un provincialone come me è una notiziona.

mar
31

Il mio primo esercizio con Illustrator

Ok, niente di speciale, solo un esercizio di ricalco che ci ha dato il nostro docente, ma io sono contento lo stesso…(e il mistico comando “penna” di illustrator non ha più segreti. E vaiiiiii!!!!!)

:-)))

Disegno_illustrator

lug
19

100.000 accessi

Non potevo evitare di segnalarlo, come già feci con i 50.000. E’ un po’ patetico, lo so, ma è bello vedere ancora una volta come in rete anche i signori nessuno hanno qualche chance. Ringrazi tutti i miei 15 lettori, oggi è una bellissima giornata e io sono felice.

gen
20

La seconda persona singolare è demodé

copertina Lingua italiana e mass mediaOk, proseguiamo questa serie di post marcatamente autoreferenziali (dovete avere pazienza: è un periodo un po’ particolare per me e il fatto di essere da 20 giorni fuori dalla mia vecchia azienda-alcatraz mi agita più del previsto…).

Leggo il bel libro, curato da Ilaria Bonomi e da altri, sugli usi e le variazioni della lingua italiana nei diversi media. Utile, interessante e scientifico (sono convinto che possiamo apprendere molto dai linguisti, non tanto nel merito delle singole analisi, quanto per il ricchissimo e collaudato apparato metodologico che hanno a disposizione, beati loro…).

Beh, insomma, arrivato alla parte “Lingua e web” ti becco, nero su bianco, l’analisi di una mia frase scritta in un articolo pubblicato sul sito di Luisa. Sono saltato dalla sedia. Quella frase l’avevo scritta di getto, l’avevo riletta e via, pubblicata. E ora viene sezionata e attentamente analizzata (peraltro in maniera impeccabile, mi sembra). Quando accade in Rete non fa lo stesso effetto. Che è successo? Credo che questo sia un esempio perfetto del noto congelamento sartriano della soggettività. Brrrr.

Voglio dire: questo mi fa capire come, quando si parla di stile, si affronta una delle cose a noi più prossime. Lo stile è veramente una cosa che appartiene a noi, che è noi: è espressione, e non mera conseguenza, di quello che sentiamo di essere. A rigore, non è una cosa che usiamo, ma dalla quale siamo usati, se mi permettete il gioco di parole.
E’ una dimensione, insomma, che mal si presta ad essere oggettivata e sezionata. Al pari del nostro corpo, che è innanzitutto corpo visstuto e solo ad uno “sguardo secondo” diviene corpo-oggetto-di-scienza.

Uno stile oggettivato, ovvero un insieme di regole totalmente esplicito, trasparente e manipolabile, che ci guardasse e stesse totalmente al di fuori di noi (mi sembra lo scrivesse Pavese) sarebbe insomma la morte dello stile, perché significherebbe la trasformazione di una cosa viva in una morta. Ed è per questo che lo stile rivela noi stessi al di là delle nostre – limitate – intenzioni. Ed è per questo che lo stile può essere studiato con profitto da altri.

Per la cronaca sembra che abbia usato una costruzione che andava qualche decennio fa.
Parola di linguista.

dic
15

On-line e off-line magicamente insieme…

Vision_coverNel numero di Dicembre di Monthy Vison, la bellissima rivista di scenari digitali diretta da Franco Carlini, trovate anche un mio articolo sulle intranet, con tanto di interviste e approfondimenti (della serie: giornalista quasi per caso…). Ma Vision è anche un blog, che continua sul web a trattare quotidianamente i temi affrontati su carta.

Non solo: alcuni articoli su carta proseguono online nella sezione “Extravision”, nella quale è possibile accedere a parte delle fonti utilizzate e a specifici approfondimenti da scaricare. Uno dei migliori esempi di integrazione tra media che io conosca. Tanto per fare un esempio, qui potete accedere all’”extravision” del mio articolo.

mag
9

www.intranetmanagement.it

logo IM E’ in linea. I miei occhi trasudano codice html, manco fossi finito in una specie di Matrix dei poveri (non c’ero più abituato), ma il mio sito è finalmente un realtà. Da oggi è in linea www.intranetmanagement.it che diventa il mio sito ufficiale, affiancandosi al blog. Ho riservato questo nuovo spazio alle cose cose più “serie” (materiali, link aggiornati, articoli lunghi, proposte e autoproposte) mentre il blog resterà per le segnalazioni (quasi) quotidiane.

Il sito era diventato una necessità: c’erano troppe cose reclamavano un luogo più comodo e stabile. Fin da ora trovate il completamento del mio articolo su Jakobson e la Rete, una discreta rassegna di link tematici, alcuni materiali e qualche simpatica rubrica che lascio a voi scoprire. Potete anche iscrivervi alla newsletter del sito, che vi terrà aggiornati sulle novità che pubblicherò. Fatemi avere, se vi va, i vostri feed-back. Alla prossima.

apr
20

A loro non piace

Per  qualche inspiegabile motivo vengo a volte consultato da simpatici e sconosciuti giornalisti sui temi più svariati (fino ad ora: undernet e blog aziendali). Ultima performance del sottoscritto: Affari e finanza di lunedì 18 Aprile. Ok, sono ovviamente contento e fiero di me. Solo una precisazione: io non sono “manager” di un bel niente, capito? Non scriverelo nelle interviste, scrivete magari editor, schiavo, fattorino, ma evitate di citare quella dannata parolina, perché dovete sapere che ogni volta che appare la parola manager associata al mio nome mi viene tagliata una falange del dito mignolo. Inoltre, qui ad alcatraz la parola è assai squalificante e mina non poco la mia autostima, già seriamente minacciata ogni volta che mi guardo nello specchio.

Ehm, va bene direttore? Io l’ho detto eh, ho fatto quello che potevo. La prego, no, mi inginocchio sui ceci, eh? Vi prego, per questa volta fatemi solo mangiare il sale, lasciatemi, farò tutte le slide che voltete, no lasciate stare il coltello, scriverò mille volte la frase “sinergie migliorative”, no il dito noooo….

mar
16

Misteri statistici su questo blog

Mi sono aumentate le visite medie e mi sono diminuiti i commenti medi. Perché? Boh. Inutile che mi lanci in spericolate interpretazioni. Mark Twain diceva che le statistiche sono come i lampioni per gli ubriachi: servono più per sostegno che per illuminazione. Insomma, possiamo far dire loro ciò che vogliamo (e in azienda lo sappiamo bene).

mar
6

Ebbene sì…

E’ uscito. Alla fine è uscito veramente. Il titolo, imperativo e austero, è “Come si presenta con le slide“, edito da Tecnichenuove.Quando l’ho visto credevo di svenire: davvero io ho scritto questo?  Come il protagonista di “Fight club” cerco di capire dove è iniziata tutta questa storia delle slide e di Sliderman, e alla fine capisco che io e Sliderman siamo la stessa persona. Me lo dice il titolo del libro e l’indicazione dell’autore. Non ridete: il libro esiste ed è in vendita in tutte  le librerie italiane. se volete potete scaricare l’indice, in formato PDF, da qui.

A parte gli scherzi, spero davvero che possa essere di aiuto a tutti coloro che hanno a che fare in modo massiccio con questo strumento. Ragazzi, avete la mia solidarietà.  Ho inserito tutto quello che ho capito di questo mondo fatto di grafici, frecce, triangoli, eccetera. Tutti gli errori e gli orrori possibili sono spietatamente catalogati, insieme ai trucchi ed ai consigli per evitarli.  Non è un libro tecnico: non troverete indicazioni su quali bottoni premere e come usare i menù a tendina del programma.  E’ invece, nel bene e nel male, un libro di comunicazione che lascia da parte i dettagli tecnici e si tuffa direttamente nel “cuore” del problema: come realizzare una presentazione che non faccia impazzire chi la crea e addormentare chi la subisce. Ambizioso eh?

f.to Sliderman

nov
7

50.000 punti di domanda :-)

Sono uno qualunque. Non faccio pubblicità per farmi pubblicità. Aggiorno questo blog saltuariamente. Non ho messo foto di donne nude, anzi non ho praticamente mai messo foto; non ho parlato quasi mai di argomenti “piccanti” che fanno audience ma quasi sempre di noiosa vita aziendale, di pipponi teorici o di libri pallosissimi. Le persone arrivano sul sito cercando su Google parole astruse come “decostruzionismo” Non sono una gnocca, e tantomeno un figo “da sturbo”. Il mio template è banale, per non dire sciatto. Non pubblico immagini che si muovono, non uso smile animati o puttantate del genere, non ho tool di comunicazione istantanea e non intreccio, se non casualmente, relazioni con altri bloggher. Sono anzi scontroso e lunatico (ehm, di questo mi scuso). Non aderisco a campagne in Rete e non faccio spamming sugli altri blog per attirare visitatori. Insomma qualcuno mi spiega, allora, perché cavolo ho avuto 50.000 visite i nove mesi? Ma che razza di pervertiti siete? A parte gli scherzi, un grazie di cuore a tutti. :-)