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giu
21

Scrivere per il web: il mio mini-manuale

Mi ero dimenticato di averlo scritto, qualche tempo fa, su commissione; poi una serie di vicissitudini mi ha portato a ritrovarlo, grazie al fatto che uno dei destinatari lo ha pubblicato su Issuu.

Si tratta di un manuale di scrittura per il web che ho creato qualche tempo fa per tutti i redattori locali della Polizia di Stato (ma la copertina non è mia). E’ un manuale molto sintetico, per non addetti ai lavori  e – beninteso – non troverete nulla di realmente nuovo (salvo forse qualche esempio); inoltre di molte delle cose che scrivo sono – naturalmente – debitore a Luisa (come, ad esempio, l’idea della pagina come una mappa geografica vista dall’alto, e di molte molte altre suggestioni sparse).

Visto che Federico ha deciso di pubblicarlo lo rilancio anch’io, in preda a questa vuota compulsione narcisistica domenicale.

mag
19

Mark, Bill, Stephan e molti altri

La blogosfera si arricchisce di nuovi spazi dedicati a intranet, community, collaboration e così via.  E’ difficile stare dietro a tutto, ma alcune cose le voglio proprio segnalare.

Innanzitutto il blog di Mark Morrell, ovvero l’intranet manager di BT (ma allora Richard Dennison chi è? Ragazzi, mettetevi d’accordo eh…).

Poi il blog Intranet matters. Ok, è in tedesco, ma in questo blog trovate una cosa che avrei voluto fare anch’io ma non ci sono ancora riuscito, ovvero una pagina solo di case studies. Assolutamente da non perdere.

Ancora, ChiefTech, blog australiano di james Dellow, un altro profesisonista che lavora nel campo (in Australia non fanno altro a quanto pare).

Ah, va segnalato il caso di studio di Vistawiki, il wiki interno di Vistaprint.

Infine, un articolo di Giovanni Acerboni sul costo globale della scrittura dentro le organizzazioni pubbliche.

Ciao

gen
31

La mia griglia per il testo web della P.A.

Lo so, sono stato assai latitante in questo periodo; non ho scusanti se non una vaga sensazione di inutilità che atttraversa costantemente il mio rapporto con questo blog unita ad un forsenntato avvicendarsi di attività, non tutte edificanti a dire il vero.

Ad ogni modo, oggi voglio mostrarvi un lavoro che, a tempo perso, sto cercando di portare avanti, ovvero una griglia di analisi dei testi per il web della Pubblica Amministrazione. Io lavoro molto con la P.A. e spesso i miei corsi di web writing si concentrano sugli spazi web di qualche Amministrazione. E ho quindi deciso di formalizzare tutti gli aspetti che nel tempo ho collezionato e di racchiuderli in una mappa mentale, quella che vedete sotto.

Il mio progetto è questo: utilizzare questa griglia (con opportuni parametri di pesatura e normalizzazione degli item) per analizzare circa 350 siti della Pubblica Amministrazione e identificare quindi pratiche buone e meno buone da mettere poi a fattor comune in un manuale di web writing dedicato alla P.A.

Ma sono molto combattuto (è un lavoraccio, e poi magari le persone si dalla P.A. alla fine se la prendono a male, e poi un lavoro del genere serve veramente? Mah…)

Insomma, questi parametri non sono niente niente di nuovo, ovviamente, ma sono comunque contento di questo lavoro perché mi ha permesso di fare un po’ d’ordine nei miei appunti mentali.

Ciao

ott
14

Il tutorial dell’intranet blogger

Quando mettiamo in piedi dei blog interni siamo alle prese con qualche problema in più; in particolare dobbiamo fare i conti con il fatto che alcuni candidati blogger sono poco pratici dello strumento. E’ quindi una buona norma creare una sorta di mini-guida editoriale che aiuti il collega/futuro blogger a partire con il piede giusto. Ecco quindi, per voi lettori, una bozza su cui potrete basarvi per costruire le vostre guide editoriali interne. E’ divisa in due parti:

- Per che cosa puoi usare il tuo blog interno?
- Il decalogo del bravo intranet-blogger

Ok, non sorridete: molti di questi consigli vi sembreranno, a voi navigatori esperti, delle autentiche banalità, ma dovete tenere conto del target a cui questi consigli sono rivolti. Ecco il tutorial: ognuno potrà copiarlo e adattarlo come meglio crede alla propria realtà, avendo però una base di partenza che lo aiuti nel lavoro. Buon copia e incolla a tutti!

A) Per che cosa puoi usare il tuo blog interno?
Un blog è un oggetto molto versatile e ti permette di realizzare facilmente molte attività legate alla comunicazione e all’aggiornamento dei tuoi colleghi. Ecco di seguito alcune possibili applicazioni interne, anche se la gamma di usi non è vincolante: tu stesso potrai trovare nuove possibilità di utilizzo nella tua pratica quotidiana.

1) Aggiornare i colleghi sui propri progetti
Un blog è uno strumento che vive nel tempo. Questo significa che ti permette con facilità di aggiornare i colleghi, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, dell’avanzamento di un progetto che stai seguendo, mettendo in luce le novità, i punti deboli, le sperimentazioni, i punti di svolta

2) Informare i colleghi su una materia specialistica
Se sei uno specialista di una materia, probabilmente hai una serie di informazioni tecniche e puoi accedere ad una serie di fonti specialistiche a cui i tuoi colleghi non accedono. Grazie al blog puoi condividere con i tuoi colleghi queste conoscenza, inserente, di volta in volta, approfondimenti o segnalazioni rispetto alla tua specifica materia. In questo fai crescere le competenze diffuse della tua comunità di riferimento. Risparmiando, spesso, mail e telefonate di colleghi che ti domandano qualcosa.

3) Chiedere feed-back
Il blog, grazie alla sua struttura “dialogica” ti permette di entrare direttametne in contatto con i tuoi lettori. In questo modo puoi con facilità chiedere feed-back rispetto ad un progetto, ad una attività o ad un’idea che stai seguendo. Grazie al blog puoi fare mini-brainstorming e raccogliere rapidamente idee e suggerimenti dai colleghi

4) Mettere in contatto centro e periferia
Grazie al blog hai uno strumento che permette a chi sta in Direzione Generale di dialogare direttamente con il territorio e viceversa, diminuendo i tempi di touble solvinge accorciando le distanze nel flusso di informazioni-chiave necessarie all’organizzazione

5) Pubblicare documentazione
Grazie al blog puoi pubblicare documentazione e commentarla all’interno dei post. La documentazione sarà sempre disponibile e rintracciabile. Eviterai così l’uso della mail e allargherai il bacino di fruitori potenziali della documentazione

6) Pubblicare segnalazioni
Tutti navighiamo in rete, trovando risorse interessanti per il nostro lavoro. Con il blog potrai segnalare dei link interessanti riguardanti la tua attività e quella dei tuoi colleghi.

7) Condividere verbali
Grazie al blog potrai condividere verbali e resoconti di incontri e riunioni, evitando l’uso della mail e aumentando il bacino di lettori.

B) Il decalogo del bravo intranet-blogger
Di seguito trovi elencate alcune regole “auree” dell’attività di blogger. Seguirle ti aiuterà ad usare la meglio questo strumento e a metterne a frutto al massimo le sue potenzialità.

1) Centra il tema
Ricorda che i blog migliori (e di maggior successo) sono quelli legati ad un tema specifico, ovvero che hanno uno scopo preciso e restano, più o meno, coerenti con esso nel corso della vita del blog. Ricorda anche che non è indispensabile arrivare a tutti i colleghi: ogni blog si rivolge a nicchie di lettori interessati. Questo sottoinsieme di colleghi è la community che il tema del tuo blog aggrega.

2) Scrivi post brevi
Non è necessario che i post siano lunghissimi (ad esempio 2-3 pagine word). Anzi, è meglio che siano sintetici e vadano al dunque subito. Le persone in rete non leggono volentieri, e hanno poco tempo. Meglio quindi concentrarsi sull’essenziale. Ricorda: non stai scrivendo un romanzo né un saggio scientifico. Stai solo aggiornando i tuoi colleghi su progetti e segnalazioni. Mantieni i tuoi post in una lunghezza accettabile (da 5 a 40 righe) e sarai sicuro di essere letto.

3) Scrivi con regolarità
In un blog non è importante scrivere articoli lunghi e complessi una volta ogni tanto, ma al contrario scrivere post magari più brevi ma con una certa regolarità. Il blog è un “diario di bordo” e come tale dovrebbe contenere aggiornamenti continui. Non è necessario scrivere 2 o 3 post al giorno, ma mantenere una certa regolarità nella pubblicazione. Se decidi di scrivere un post alla settimana va bene, basta che tu lo faccia sempre. Mantieni un ritmo, tieniti in contatto con i tuoi lettori. Se poi qualche volta avrai qualche aggiornamento in più – o in meno - non è un problema. Ricorda comunque che il blog è uno strumento dinamico.

4) Scrivi in modo informale
Il blog non è una testata giornalistica o un convegno di scienziati: è un diario di bordo nel quale l’autore stabilisce una sorta di conversazione con i suoi lettori. Ricordati di mantenere uno stile informale. Puoi anche affrontare argomenti seri, o serissimi: l’importante è farlo nella consapevolezza di essere in un ambiente web di tipo colloquiale. Evita toni eccessivamente formali o altisonanti; cerca di scrivere nel modo in cui parleresti a un collega alla macchinetta del caffé.

5) Leggi i commenti dei tuoi colleghi
Nei blog ogni post è commentabile. Questo significa che qualche collega potrà commentare o integrare le informazioni che dai. Ricordati quindi di controllare periodicamente se ci sono commenti ai tuoi post.

6) Rispondi ai commenti
Nei blog l’autore dei post sta conversando con una community di lettori/commentatori. Ricordati di rispondere, all’interno del blog, ai commenti più significativi dei tuoi lettori. Ovviamente, non è necessario che tu risponda a *tutti*  i commenti di *tutti* i lettori; è sufficiente che, a fronte degli spunti che ritieni più significativi, tu dia una risposta, o integri e precisi le informazioni. Ricorda: la conversazione con la tua comunità di lettori è parte integrate dell’attività di blogging. Se riesci a mantenere un ritmo nella lettura/risposta ai commenti il successo del tuo blog è assicurato.

7) Impara a tollerare gli “off topic”
Nel blog potrà capitare che qualche lettore vada fuori tema o, peggio, scriva cose sgradevoli o inappropriate. Se la quantità di questi interventi resta entro un limite ragionevole, questo fatto è normale e capita sempre. Impara a tollerare questo tipo di manifestazioni, evita di rispondere a queste persone e concentrati invece sui commenti e gli interventi dei lettori più propositivi. Con il tempo, anche i polemici più accaniti si stancheranno.

8) Scrivi post “ricchi”
In un blog non siamo limitati a pubblicare solo testi. È possibile, anzi, arricchire ogni post con foto, video, link esterni e interni significativi, documentazione. Ed è possibile farlo con facilità. La redazione potrà darti una mano nell’imparare le semplici operazioni necessarie. Ricorda: un post ricco di contenuti sarà letto più volentieri e fornirà un’informazione più completa ai tuoi lettori.

9) Scrivi titoli significativi
Ogni post che scrivi ha un titolo. Ricorda che i titoli sono la prima cose su cui si concentra il lettore del web e rappresentano la prima “porta d’accesso” alle informazioni che fornisci. Ricorda di creare titoli che siano significativi e descrivano in modo diretto e completo il contenuto del post.

10) Mettici la faccia
Il blog è un oggetto “d’autore”, ovvero legato ad una persona o ad un gruppo di persone specifiche. È importante che queste persone siano riconoscibili, perché il lettore del blog desidera entrare in conversazione con persone “vere” e non con sigle aziendali. Ricorda: l’autore del blog sei tu, non la tua funzione d’appartenenza. Non nasconderti, anzi: fatti vedere e firma i tuoi interventi con nome e cognome.

11 – “Golden rule”) Divertiti!
Tenere un blog può essere impegnativo, ma ricordati che può anche essere molto piacevole. Raccontare la propria attività, aggiornare i colleghi, dare informazioni importanti e tempestive, dialogare con i lettori può essere una cosa soddisfacente, efficace,  ma soprattutto divertente. Ricordati, quando blogghi, di considerare sempre anche questo lato della questione.

mag
22

Provocazioni

Mi piacciono le provocazioni, quando sono fatte con onestà e coraggio. Quelle disoneste e vili, invece, non mi piacciono. Credo che questa appartenga al primo tipo: “scrivere bene sul web? Non conta quasi nulla…” Voi che dite? (e non fate la battuta: “se è quello che scrivi tu siamo d’accordo”…:-))

gen
12

Lorem ipsum: l’archi-testo del web

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Chi si è trovato coinvolto in progetti web avrà certamente usato (o visto) dei finti testi come questo. In particolare, proprio il famoso “Lorem Ipsum”, il testo latino considerato l’ideale per riprodurre le irrergolarità dei testi veri e creare quindi dei prototipi di pagina web che assomiglino  il più possibile alle pagine finali. Questo testo è di Cicerone, e la storia del suo uso risale addirittura ai primi stampatori del ’500. In questo sito trovate tutti i dettagli di questa frase, famosa sua malgrado.

Trovate anche un generatore autormatico di testi Lorem Ipsum.

Ciao

gen
4

FAQ-mania

Non voglio rubare il mesitere a Luisa, ma dato che in questo periodo sono anche alle prese con la gestione dei sistemi di FAQ in intranet vi devo segnaere per forza questo sito dedicato al web writing dove sono veramente fanatici della scrittura di FAQ (trovate risorse su come scirverle qui e qui, mentre da qui scaricate anche una FAQ guide-style in PDF).

Perché questi tizi siano così intrippati con la scrittura di FAQ è una FAQ che resterà senza risposta..:-)

ott
29

Il link? E che devo fà tutto io?

Metti che uno legge su Repubblica questa notizia, che parla del vortice di spazzatura che infesta un’area poco frequentata del Pacifico.

Se ha un minimo di interesse farà una breve ricerca e troverà che questa cosa è conosciuta e, ad esempio, che Greenpeace fornisce una mappa interattiva del fenomeno e che Wikipedia ha una voce dedicata alla corrente che produce questo vortice disgustoso. Su alcuni blog ci sono anche delle foto, come qui.

Ok, fermiamoci qui. La mia domanda è: che cosa impedisce a un giornalista come Luigi Bignami, autore dell’articolo, di corredare il suo pezzo con questi materiali? Forse dovremmo considerare il suo articolo l’alfa e l’omega dell’informazione? O come un implicito spunto da cui partire per farci – da soli – le nostre ricerche? O come una cosa che Luigi Bignami ha saputo in esclusiva perché si è recato sul posto?

La cosa mi inquieta un po’ perché una delle cose che sentiamo dire (e che diciamo) in giro frequentemente è che quello che distingue il miglior giornalismo online dal giornalismo tradizionale è l’accesso diretto alle fonti e agli approfondimenti: scrivo il pezzo ma ti segnalo anche degli approfondimenti fighi, le fonti online da cui ho tratto la notizia, delle immagini o dei disegni che ho trovato in giro e che mi sembrano interessanti. Certo, mi prendo un impegno verso questi link che metto: ma è proprio per questo motivo che questa è una parte integrante dell’attività editoriale del giornalista, il cui valore si misura, come in ogni brava dinamica di rete, anche dalla qualità di link che segnala. E non è un optional: se sei bravo lo devi fà. O no?

Al di là delle polemiche mi piacerebbe sapere se tutto questo corrisponde ad una precisa policy editoriale (e credo di si) e in base a quale logica è stata redatta. Perché, ragazzi, qui stiamo parlando proprio dell’abc.

In ogni caso, per il momento darei un consiglio a Repubblica.it: di mettere alla fine di ogni articolo un piccolo disclaimer che reciti: “Ti intetressa questa notizia? Cercati pure altro materiale su Google e buona fortuna!.”

ott
29

Gonzo disclaimer

Ieri ero alla festa di Paolo, uno dei miei primi amichetti romani, che festeggiava i suoi trent’anni (beato lui) assieme ad altri amici di quel gruppo pazzoide che è la Brassmati Aw!rkestra.

Siccome mi occupo di web e godo ancora di una immeritata credibilità, egli dava per scontato che conoscessi asphalto, di cui invece non sapevo una beneamata ceppa (come spesso mi capita su svariati argomenti). Altri punti persi, e vabbè…:-)

La cosa che vi voglio segnalare è il disclaimer di Asphalto, una perla di web writing che non rispetta alcuna regola e per questo funziona. In genere, quando penso a “gonzo” contenuti immagino anche cose del genere.

Grandi questi asphaltisiti, e barvo Paolo, sempre capace di sorprendermi: c’è gente che con un solo decimo del suo talento ce la mena dalla mattina alla sera (e io probabilmente sono tra questi).  Lui invece ti ascolta e cerca di imparare qualcosa da te, mentre fa cose bellissime (almeno per me) di cui poi vieni a sapere per caso. E’ bello che ci siano persone così.

Grazie Paolo, e ancora buon compleanno.

ago
1

Ella è pregata di leggere i suddetti articoli

Il tema non è certo nuovo e il link sarà già stato segnalato mille volte, ma non importa. Questa serie di articoli sulla semplificazione del linguaggio amministrativo (a cura di Michele Cortellazzo e Federica Pellegrino) è utile e bellissima.

Leggete ad esempio quello sull’uso del gerundio oppure quello sui tecnicismi o ancora quello sull’eccesso di informazioni.

Tutte da stampare e da tenere sempre sottomano. Non solo per chi scrive nella P.A.

giu
10

Derrida, la scrittura e molto altro

Vi segnalo l’audio di una conferenza di Silvano Petrosino su Derrida e la scrittura. La chiarezza, la lucidità e la leggerezza con le quali Petrosino affronta i temi dell’esperienza del linguaggio, della scrittura, del nostro rapporto con la Storia, con i segni, con la comunicazione secondo Derrida valgono i 55 minuti di intervento.

Chi non conosce Heidegger e Derrida troverà molti motivi per legggerli. Chi invece ha già letto Derrida ma ha trovato che qualcosa “non gli tornava” avrà modo di chiarirsi molti dubbi.

Ah, che invidia per quegli studenti nella saletta del Dipartimento di Filosofia a Milano (saletta che anche io frequentai all’epoca). Buon ascolto.

giu
4

La mia lezione sull’usabilità dei testi web

Per la vostra immensa gioia, ho appena pubblicato su Slideshare un estratto (60 slide su un totale di 250!!) del mio corso sul web writing. Per la precisione la parte del corso che parla dell’usabilità dei testi, ovvero la parte più esterna di quella “cipolla” che è il testo sul web.

Non è nulla di nuovo, lo so, solo la sistemazione di cose già note. Ma dato che ho finito adesso di perfezionarlo mi permetto di sottoporlo ai miei lettori.

Ciao

apr
13

Il viaggio di Felicia…

…attraverso la scrittura per il web. Come sappiamo è una strada molto battuta. In bocca al lupo per il suo blog.

mar
23

Comunicazione non pervenuta

Leggiamo da questo comunicato stampa: “Sulla INTRANET del Ministero e sul sito www.pubblica.istruzione.it sono disponibili le risposte ai quesiti ad oggi pervenuti.”

Questioni aperte:

“Quesito” è molto diverso da “Domanda”?

“Pervenuto” è molto diverso da “Arrivato”?

Lo so, i puristi di qualunque parrocchia si indignerebbero anche solo per aver osato mettere sullo stesso piano parole con sfumature così diverse tra loro. E del resto è risaputo che nella lingua italiana non esistono sinonimi perfetti.

Nonostante questo nessuno mi può levare dalla testa che, se i testi sono tutti così, leggere la intranet del Ministero citato deve essere una barba colossale. Certo, il testo magari non farà una grinza, sarà anche giuridicamente “blindato”, ma credo che le persone lo avranno abbandonato molto prima di finirlo.

Come dire: l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto.

mar
13

Segnalazioni della settimana

Rassegna dalla blogosfera e altro

feb
25

I font delle mail

Sull’ultimo numero di usability news si parla di usabilità e di percezione dei font delle mail. I risultati della ricerca empirica (effettuata su 120 partecipanti e tre tipi di font) indicano che il tipo di font ha un effetto sulla percezione dell’autorevolezza e della serietà dell’autore e, in definitiva, sulla percezione del contenuto (un risultato che, a dire il vero, era abbastanza prevedibile).:

Vi segnalo anche un altro studio, nella stessa pubblicazione, che prova a verificare il modello a “F” di Nielsen nella lettura sul web, applicandolo in condizioni particolari: la lettura di pagine con molte immagini e i compotamenti orientati alla ricerca. Sembra che, in definitiva, il modello sia indifferente ai comportamenti di lettura vs. ricerca, mentre non viene confermato nel caso di pagine che presentano immagini.

feb
22

Libri utili e libri inutili

Ecco due liste in ordine sparso di libri (quello delle liste di libri è un mio pallino inestinguibile). Una è quella dei buoni, l’altra è quella dei cattivi.

I libri che vorrei avere scritto

Lista non ragionata di libri che consiglio a chiunque si occupi di intranet, content management, scrittura e nuove tecnologie.

Jonathan e Lisa Price
Hot text. Scrivere nell’era digitale – Mc Graw Hill
E’ ancora uno dei testi miglior e più completi riguardo alla scrittura “tradizionale” sul web.

Tommaso Raso
La scrittura burocratica – Carocci
Un manuale dotto e chiaro, che mantiene le promesse

Cristina Zucchermaglio – Francesca Alby
Quando i workplace studies antropologici incontrano le nuove tecnologie. Ottimo per capire come i gruppi danno senso alle tecnologie e non viceversa.

Giuseppe Granieri
Blog generation
So che c’è chi detesta quelli che fanno “teoria dei blog”, ma questo è veramente un libro intelligente.

Franco Carlini
Parole di carta e di web- Einaudi
Franco Carlini, per me, resta il migliore giornalista e divulgatore di cultura digitale nel nostro Paese. Franco, a quando un nuovo libro?

Etienne Wenger
Comunità di pratiche – Cortina
Come direbbe Kuhn, è la nascita di un nuovo paradigma. Indispensabile.

Daniel Cohen
I nostri tempi moderni. Dal capitale finanziario al capitale umano. – Einaudi
Il titolo lo penalizza. In poche pagine una sistemazione intelligente e profonda del rapporto tra economia, sapere, occupazione

Sofia Postai
Web design in pratica – Tecnichenuove
Sofia è sempre brava, anzi bravissima, a spiegare cose complicate in modo chiaro, e a far solo trapelare una profondità  molto maggiore rispetto alle cose di cui scrive.

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I libri che non vorrei avere letto

Ovvero, come le librerie online possano fregarti

Carla Bertolo
L’interfaccia e il cittadino. Comunicazione pubblica, tra tecniche e riflessività -
Guerini e Associati
Di interfaccia c’è solo quella di bronzo dell’editore e del curatore (pubblicato nella collana @lfanet. Il che è veramente tutto dire. Ma mi faccia il piacere, signora mia…). L’autrice ha citato tutti, da Giddens a Habermas, da Talete all’esistenzialsmo. Sul web riserva 4 righe per dire che tutto questo web, insomma, proprio non la convince. Corbezzoli. Oibò. Acciderbolina.

Angelo Roma

In-formare. Tecniche di scrittura per la comunicazione interna – Franco Angeli
E’ come disse Fantozzi della corazzata Potemkin…. Complimenti alla casa editrice Franco Angeli, che si distingue sempre nel panorama dei libri pagati dall’autore…

Marco Pratellesi
New journalism. Teorie e tecniche del giornalismo multimediale – Mondadori Bruno

Uscito nel 2004, sembra stato scritto nel 1996. Ambizioso, parte da Adamo ed Eva (e lì si ferma). Sono sicuro che Pratellesi può fare di più.

Emilio Carelli
Giornali e giornalisti nella rete – Apogeo
Si, la rete dei fessi che lo leggono…

Luca Toschi
Il linguaggio dei nuovi media – Apogeo
C’è poco da dire: è semplicemente inutile. Uno dei saggi, poi, fa un ambizioso e velleitario parallelo tra la costruzione delle pagine web e quella di una sceneggiatura cinematografica. Da morire dal ridere…

J. Nielsen
Web usability 2.0 – Apogeo
Di 2.0 non c’è neanche l’aroma. In compenso si torma a parlare di frame. Da non crederci.

Ok, qui mi fermo. Se avete da aggiungere libri alla prima o alla seconda lista, vi prego di farlo, così facciamo anche un servizio ai tanti ggiovani che ci leggono…

nov
15

Web writing postmoderno

Quando una disciplina arriva ad un certo grado di maturità può succedere che l’insieme di modalità entro le quali i praticanti della disciplina hanno, più o meno, inconsapevolmente agito e che si sono formate nel tempo si cristallizzino e formino un corpus definito di regole e precetti meramente esteriori. Si entra nel regno del “si fa così” e, insomma, si forma un vero e proprio canone da seguire.

Ma proprio in quel momento questo insieme di regole rivela la sua interiore povertà e si offre al gioco infinito delle citazioni, delle riprese, degli stravolgimenti, delle variazioni. I processi creativi vivono in questa tensione tra codifica e improvvisazione, tra espresisone e citazione. tutto il movimento del postmoderno, solo per fare un esempio recente, è attraversato da questa tensione, ma ogni disciplina (pittura, musica) attraversa queste fasi di “riscrittura” delle regole attraverso il loro uso ironico.

Per questo non mi stupisco che una delle più “codificate” regole del web writing, ovvero quel: “Non scrivere “clicca qui” nei link”, diventi quasi un gioco, un vezzo, una citazione ”dotta” all’interno di un testo web professionale.

immagine_clicca_qui

E’ ovvio che a Punto informatico sanno il fatto loro (e io, come sapete attingo quotidianamente a piene mani a questo serbatoio di innovazione, anche stilistica). Proprio per questo vedo in questa operazione un sottile slittamento, il segno inconfondibile che qualche regola comincia ad essere un po’ troppo “regola” per muovercisi liberamente. E allora diventa l’occasione di una sua ironica rievocazione. E’ il postmoderno, baby…